TAGGIA - A tre chilometri dal mare, alle soglie della Valle Argentina, circondata da fiori, ulivi ed agrumi, sorge Taggia, uno dei centri più antichi ed illustri della Riviera.

E famosa per la caratteristica struttura medioevale, le torri, le mura e soprattutto per le opere d'arte, conservate nel Convento dei Domenicani, il complesso monumentale più importante della Liguria occidentale.

Patria di uomini illustri, tra i quali GiovanniRuffini, autore del "Dottor Antonio", Taggia costituisce il completamento storico-artistico della vicina Arma di Taggia.


Taggia si raggiunge da Arma di Taggi:

con il filobus / l'automobile:
strada provinciale per la Valle Argentina

Visita alla città:

Per il visitatore che disponga di tempo (tre ore circa) si consiglia la visita della città, seguendo un itinerario di estremo interesse storico, artistico e culturale.

Abbandonata la Via Aurelia, risalendo la direttrice per la Valle Argentina, pochi chilometri prima del borgo medievale di Taggia, si erge, su dolce collinetta, il Convento di San Domenico dell'Ordine dei Frati Predicatori Domenicani, pregevole centro di storia, cultura ed arte, la maggior pinacoteca del Ponente ligure, che custodisce affreschi e tele di notevole valore artistico, con annessa biblioteca.

Nel suo chiostro, a forma quadrata, sorretto da svettanti colonne in pietra nera, un gruppo di orologi solari, con ore planetarie, ìtaliche e francesi. Il complesso conventuale fu fondato, nel 1459, dal padre domenicano Cristoforo da Milano. La sua costruzione ebbe inizio nel 1460. L'attigua chiesa venne consacrata nel 1490. Il convento, più volte saccheggiato nel corso dei secoli, appare oggi completamente restaurato.

Poco lungi dal Convento di San Domenico, si apre Via Bastioni. Qui si incontrano le antiche mura e le fortificazioni del borgo, a testimonianza delle incursioni saracene e barbaresche, che la popolazione tabiese subì nei secoli.

L'accesso alla città fortificata è segnato dalla Porta Pretoria, oltrepassata la quale, l'alternativa è di tutto interesse:

- un primo percorso risale la Via Santa Lucia per raggiungere, attraverso stradine acciottolate, la prima cerchia di mura del secolo X, indi la Cappelletta di Santa Lucia e l'Acropoli dominata dal Castello;

- altro percorso, pur sempre suggestivo, propone l'imbocco di Via Cardinal Castaidi per incrociare le Torri dette dei Claves An A (già Signori di Taggia) e, da qui, la dirczione Piazza Castaidi per contemplare la monumentale facciata barocca della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, i portici, a sesto acuto, di Palazzo Lombardi e la Fontana del Braki (1462).

Una puntata in Via Soler! è d'obbligo. Qui gravita la vita del borgo, oggi città, nelle caratteristiche botteghe sotto gli ampi porticati, fronteggiati da antichi palazzi con portali in ardesia scolpita. Per tutti si ricordano lo storico Palazzo Comunale (XII-XIV secolo), il Palazzo Curlo (1448), posto su quattro svelti archi gotici in pietra nera e Palazzo Carrega, già Asdente, dall'originale e antico portale.

Nelle sue immediate vicinanze, una targa marmorea segnala la casa di Giovanni Ruffini, patriota e romanziere dell'Ottocento, autore del romanzo "II Dottor Antonio", antesignano strumento di pubblicità del turismo del Ponente ligure nel Regno Unito.
A monte, la parallela Via San Dalmazzo fu, fin dal 1400, la strada dai ricchi palazzi con portali in pietra nera intagliata, decorati talvolta con fregi di stile rinascimentale. A metà strada, si incontra la Porta Barbarasa, confine a nord della cinta muraria.

Seguendo ora gli appositi cartelli segnaletici, si perviene al Convento dei Frati Cappuccini (costruito, nel 1610, per volontà della illustre cittadina Caterina Arnaldi), che conserva un'interessante biblioteca, dono del patrizio genovese Gerolamo Vivaldi.

La Porta del Colletto (1541) apre la via dì uscita dal borgo, proponendo, a breve distanza, la Poazza e la Chiesa di San Benedetto Revelli, patrono di Taggia, per la cui memoria, nel mese di febbraio di ogni anno, vengono accesi i giganteschi falò e le rudimentali torce pirotecniche, i "furgari", attraverso i quali, in tempi remoti, si voleva segnalare l'affollata presenza dì difensori nel borgo onde allontanare incursioni nemiche.

A breve distanza, la Chiesa Romanica di Santa Maria del Canneto, costruita dai Monaci Benedettini. Distrutta dai Saraceni, fu ricostruita, in epoca successiva, dagli stessi Monaci, formando un complesso dotato di abbazia centrale, convento e ospizio per i viandanti e pellegrini.

L'avvento dei Benedettini in Taggia segna la rinascita del borgo, la diffusione delle attività agricole ed artigiane, la macinatura del grano e dell'orzo, la filanda e il telaio e, importantissima, la coltura dell'olivo. Ancor oggi l'oliva taggiasca ha proprietà e qualità di elevatissimo pregio, note ed apprezzate dagli intenditori.

Ridiscendendo verso il fiume Argentina, il Ponte Medievale Romanico, a sedici archi, conduce alla mulattiera per Castellare e per il Santuario della Madonna di Lampedusa.

Rientrando nel borgo, oltrepassato il Bastione del Ponte (XVI secolo), appare, sulla destra, la Chiesa della Santissima Trinità (XVII secolo), ricca di indorature, marmi ed oggetti sacri.
Oltrepassato Viale Rimembranza, la visuale si apre su Piazza Cavour, ove la Chiesa dei Santi Sebastiano e Faiano, dalla facciata barocca, conserva un pregevole Crocefisso processionale ligneo
Discendendo su Piazza Garibaldi e svoltando per Via Ruffini, si raggiunge Piazza Farini, ove sorge il Palazzo Lercari (XVII secolo).
In Via Curlo, il Palazzo Curlo-Spinola (XVI-XVIII secolo) ricorda la presenza in Taggia dell'Infante di Spagna Don Filippo, in transito con le sue truppe (1745) e di Napoleone Bonaparte, durante la Campagna d'Italia.
Palazzo Lercari. Interni. Volta affrescata

Piazza Farini, fontana del "Braki"



Complesso monumentale di San Domenico

Ponte medievale romanico

Complesso monumentale di San Domenico


ARMA DI TACCIA - A soli sei chilometri da Sanremo, Arma di Taggia si distingue per il suo clima mite, la vasta e sabbiosa sua spiaggia e le sue attrezzature turistiche. Frequentato centro di vacanze estive ed invernali, i pubblici locali, i campi da tennis e di minigolf, i confortevoli stabilimenti balneari, lo stupendo entroterra che, attraverso agevoli itinerari, porta il turista alla contemplazione di paesaggi alpini, sono garanzia di sereni soggiorni. La particolare sua ubicazione offre tranquillità e sicurezza per una vacanza ritemprante.

Gli esercizi alberghieri di ogni categoria, dall'albergo con piscina alla pensione familiare, offrono, tutti, ottimo trattamento. I servi/.i di collegamento filoviari e in pullman con Sanremo e la Riviera dei Fiori sono frequenti e confortevoli.

Arma di Taggia si raggiunge:
con il treno:
linea Genova - Ventimiglia
con l'automobile:
autostrada Milano - Genova - Savona
Ventimiglia, uscita Arma di Taggia;
autostrada Torino - Savona - Ventimiglia,
uscita Arma di Taggia
S.S.N. 1-ViaAurelia

Visita alla città.

Fra il Settecento e l'Ottocento, il borgo marinaro di Arma attraversa un periodo di crescita economica e demografica. Si inaugura la nuova strada carrozzabile, che collega il litorale con il borgo medievale di Taggia e lo scalo marittimo di Arma guadagna importanza. Gli abitanti maturano sempre più una coscienza ad identità cittadina.

È il 28 settembre 1817, quando il Consiglio degli Anziani di Taggia, accogliendo una petizione degli abitanti dell'Arma, decide di finanziare un primo lotto di lavori per la costruzione di una chiesa, vista la dimensione dell'insediamento abitativo in Arma.

Nasce così la Chiesetta di San Giusepe, sulla omonima via. Seppur modesta nelle dimensioni e povera nell'apparato decorativo, l'aggraziata aula unica, dai fianchi curvilinei - quasi chiesa a pianta centrale, pur segnata, nel suo interno, da gusto e ritmi di tiponeoclassico - è testimonianza significativa della fioritura edilizia tardobarocca del Ponente Ligure.

La Grotta della Madonna dell'Arma (Lungomare di Ponente) risale al periodo preistorico e fu rifugio per animali e uomini. Nel corso di recenti scavi sono emersi reperti dell'età paleolitica. La struttura della grotta, a differenza di quelle dei Balzi Rossi di Ventimigiia, è segnata da un asse mediano di separazione fra la parte anteriore, rivolta verso il mare (che accoglie la Chiesetta oggi dedicata a Maria Santissima dell'Annunziata) e la parte posteriore, rivolta verso nord, che forma una lunga ed oscura caverna.







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Soggiorno, cultura e intrattenimento nell'arco di mare, coronato dì verde, da Nervi al Promontorio di Portofino

Mare e gastronomia, tesori d'arte e orizzonti senza fine, entroterra verde e clima dolce, baie silenziose, spiagge, rocce a picco, e poi musica, cultura, intrattenimento: il Golfo Paradiso onora il suo nome.

E singolare il fatto che un tratto così breve di costa, e il suo entroterra, racchiudano tanti e forti motivi di interesse.

Lo può constatare facilmente il viaggiatore curioso, ma anche la famiglia in vacanza, o il giovane sportivo, o il villeggiante "di lungo corso" che qui trova clima dolce e ospitalità discreta tutto l'anno.

Saranno i documenti e i segni che l'opera dell'uomo ha lasciato nei secoli, con gli edifici sacri, le opere d'arte, le strutture dei borghi felicemente armonizzati con l'ambiente.



Sarà l'esposizione a mezzogiorno e il riparo delle colline, e lo scambio dell'aria di mare con quella di bosco, che ci regalano un clima temperato e benefico. O. ancora, la natura, che qui si è espressa con il dono di tanti luoghi celebrati, tra i più belli in assoluto.

Certo il Golfo Paradiso è tutto questo, e si è meritato il nome. Per goderlo e apprezzarlo, per scegliere la meta di un weekend o di un soggiorno, di una gita o di una vacanza, occorre un primo sguardo d'assieme.

Inizia da Nervi il nostro itinerario senza fretta


Parchi, roseto e spettacoli. Dove si incontrano natura e arte.Genova non è ancora finita e già siamo nel Golfo Paradiso.

L'incontro felice tra arte e natura si avverte subito lasciata la città, o scendendo qui, al casello di Genova-Nervi sul­l'autostrada che collega Milano a Sestri Levante. Nervi apre la sfilata delle bellezze del Golfo, e già ne segna il carattere con la magnificenza del suo verde, parchi e giardini che scendono dolcemente al mare. Qui incontriamo subito, anche d'inverno, ciucila mitezza di clima che richiama ospiti da tutto il mondo.

Qui l'eleganza dei negozi si accorda con la qualità del­l'intrattenimento, che culmina nel famoso l'estivai Internazio­nale del Balletto, passando per le "prime" cinematografi-che estive nel Roseto del parco di villa Grimaldi. Ed è proprio la villa Grimaldi che ospita le raccolte Frugone d'arte figurativa otto-novecentesca. Il museo Luxoro, invece, offre all'ammirazione degli appassionati la sua rac­colta di arredi, dipinti, mobili del '600/700. Con la Galleria d'Arte Moderna, di prossima riapertura, Nervi costituisce un invidiabile polo culturale.

Tutto racchiuso tra le antiche case del borgo, il porticciolo di Nervi è un'attrazione permanente
fatta di colori, di barche fitte fitte protette dal molo, di reti da pesca stese al sole. E' un angolo fuori dei tempi incastonato come per incanto nella città moderna.

Tra terra e acqua, dal por­ticciolo a Capolungo, si snoda, dolce anche d'in­verno, la passeggiata Anila Garibaldi. Ricavata sulla scogliera con passaggi ar­diti, curatissima, offre tma gran quiete assolata con mare calmo o il frastuono delle onde sulla roccia. Da qui si ammira tutto l'arco disteso del Golfo Pa­radiso, fino al promontorio di Portofino.
Bogliasco, il borgo dei pescatori


Contro i pirati barbareschi e saraceni. "IlCastello": così è denomi­nata l'antica torre posta a guar­dia del borgo contro le brame dei pirati barbareschi e sara­ceni, oggi trasformata in ap­partamenti con vista e profu­mo di mare.

La storia più che millenaria di Bogliasco ha lasciato testimo­nianze interessanti nel ponte medievale (detto Romano) che scavalca il torrente con un'uni­ca campata e nell'antico borgo della frazione Sessarego. All'imbrunire tutti in spioggia a vedere i! ritorno delle barche da pesca.

Accogliere i pescatori di ritorno, ammirare la qualità e l'abbondanza del pescato: è il "rito" affollato che conclude una giornata di mare, di quieto riposo sulla spiaggia o di suri" sulle onde lunghe del libeccio.

Ma Bogliasco. gaia e accogliente, propone ai suoi ospiti tanti motivi d'interesse: la passeggiata a mare, la piscina, la vela, la vita di spiaggia. Per gli appassionati d'arte ecco l'oratorio di Santa Chiara, con i suoi fastosi Crocifissi custoditi dalla confraternita plurise­colare e la bella parrocchiale barocca con sagrato a "risseu" e fantastica vista mare.

Pieve Ligure, nel paese della mimosa


Non solo mare, nell'incantevole Golfo Paradiso

Se la Sagra della Mimosa si tiene nei primi giorni di febbraio, non è per un'insen­sata sfida alle stagioni: a Pieve Ligure veramente, l'esplosione del fiore dorato, comincia già a gennaio. Il suo giallo intenso testimonia che qui Li primavera vince il maltempo e l'inverno, e dura idealmente tutto l'anno. Lo sanno i turisti che soggior­nano qui, sulla grande scoglie­ra a picco sul mare, in cerca di tepore, e lo sapevano cer­tamente gli antichi che formarono il borgo originario di Pieve Alta, sulle pendici del monte di Santa Croce, attorno alla bella parrocchiale di San Michele.

Oggi, in un paesaggio segnato dal fiorire delle serre, dagli ulivi contorti e dal pino marit­timo, da una costa alta e roc­ciosa rotta da piccole cale, i villeggianti d'ogni età trova­no un'accoglienza ospitale, attrezzature sportive moderne e animazione con eventi mu­sicali e culturali.

Seguite il segnavia (due quadri rossi): la salita ai ^lo metn elei monte ui oìni" ta Croce, coronato dalla storica chicsina sulla vetta, vi premierà della fatica con un gran panorama. Qui si danno appuntamento gli ardimentosi per lanciarsi nel vuoto col parapendio, macchie di colori vivaci sul fondo azzurro mare.
Nel territorio protetto dai volontari contro gli incendi, fioriscono spontanee le orchidee

Se da Pieve Alta vi avviate a piedi dalla piazza alberata e imboccate la bella via che porta a San Bernardo di Bo-gliasco, trovate presto sulla clcstni un ecliricio immerso nei silenzio, riscniunito ull interno da una luminosità solare velata d'antico. È l'oratorio di San­t'Antonio Abate, un'unica navata e, lungo le fiancate, una sfilata di grandi crocifissi lignei della scuola del Maragliano. Non mancate di vederlo. Il sentiero, alto sul mare, noto per la sua dolcezza, la vista che olire, la posizione riparata è una "comiche" pedonale per famiglie. Corre a mezza costa, quasi in piano o con leggeri saliscendi, fino a San Bernar­do, frazione di Bogliasco, unendo in circa quattro chilo­metri le due località del Golfo Paradiso. In ogni stagione (basta un po' di sole) frotte di bimbi, famiglie e giovani si godono questa piacevolezza. Senza prezzo.

 
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