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giovedì 27 agosto 2026

Salsomaggiore Terme

Ciao amici di questa bellissima comunità!!

Ultimamente ho pochissimo tempo per fare post ma ultimamente ho cercato di darmi da fare, perché mi piace condividere con voi le esperienze che ho e dove vado, penso che questa sia la cosa più bella di una comunità, infatti in questo post voglio parlarvi di come ha passato la giornata di sabato, ha praticamente incontrato un mio caro amico che non vedevo da tempo che vive proprio lì vicino a Salsomaggiore Terme.

Di solito ci incontriamo sempre con lui in questa bellissima città termale della regione Emilia Romagna e questa volta abbiamo deciso di organizzare un aperitivo per vederci e passare del tempo insieme, infatti siamo arrivati a Salsomaggiore nel tardo pomeriggio e ci siamo diretti verso il centro storico dove abbiamo trovato un bel bar Un’ampia scelta di bevande e antipasti Abbiamo preso posto a tavola e subito abbiamo iniziato a parlare di tutto e più raccontandoci la notizia della nostra vita e soprattutto ricordando le vecchie avventure

Abbiamo apprezzato molto la bellezza della città con la sua architettura Art Nouveau e Art Nouveau. Strade alberate e tranquille. Salsomaggiore Terme. È noto ai non iniziati per le sue acque termali curative e le sue famose terme dove molte persone vengono per guarire o per rilassarsi

Dopo l’aperitivo abbiamo deciso di fare una passeggiata per esplorare al meglio la città, ci siamo diretti verso il parco Terme, un’area verde molto ampia e abbiamo ammirato la bellezza del paesaggio e la freschezza della brezza, purtroppo non siamo stati in grado di approfittare delle Terme e al contrario, purtroppo ho trovato anche una città in una condizione piuttosto degradata, infatti a mio avviso il business delle Terme è un po’ calato Anche perché sono tanti gli alberghi in giro per l’Italia che offrono gli stessi servizi

Ma in ogni caso, abbiamo preso appuntamento per incontrarci qui la prossima volta, e magari passare l'intera giornata nelle principali terme di Salsomaggiore, anche per staccarci un po' dalla routine quotidiana e rilassarci un po', e solo per avere un'altra occasione per incontrarsi e riunirsi.

Ci vediamo al prossimo post e spero che la mia storia vi sia piaciuta e vi auguro una buona giornata.

fonte

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martedì 6 aprile 2021

Turismo in Emilia Romagna: Riserva naturale Rupe di Campotrera, nelle terre della 'Gran Contessa'.

Paesaggi lunari all'ombra dei castelli, nel cuore dell'Emilia Romagna; dai fasti dei Canossa alle memorie dei minatori fino alla tutela della biodiversità: questa è la Riserva naturale Rupe di Campotrera.

Il direttore dell'Ente parchi Emilia Centrale, Valerio Fioravanti: "Dalla Regione Emilia Romagna, quasi 4 milioni di euro per il Programma di investimenti per i parchi e le aree protette. In arrivo anche per Campotrera fondi per progetti su biodiversità e fruizione".

Turismo in Emilia Romagna: Riserva naturale Rupe di Campotrera.

Memorie di antichi oceani e vulcani s'intrecciano alle insegne medioevali della casata dei Canossa, alla vita di borghi in pietra assiepati ai piedi dei castelli, al sudore dei minatori che, nell'Italia rurale della provincia, ancora fino a una quarantina di anni fa strappavano alla terra il basalto rosso cupo per farne il fondale di strade e ferrovie. Siamo a Canossa, comune collinare della provincia reggiana a 26 chilometri dal capoluogo, nella Riserva naturale Rupe di Campotrera: 42 ettari di territorio punteggiato di affioramenti ofiolitici, dura roccia lavica che si eleva fino a 446 metri su una scenografia di morbidi calanchi argillosi da cui il nome di "isole nella terraferma".

Un'oasi selvaggia di basalto rosso cupo.


Il perimetro della Riserva, istituita nel 1999 e inclusa nel Paesaggio naturale e seminaturale protetto Colline Reggiane-Terre di Matilde, così come nella lista dei siti d'interesse comunitario dell'Unione Europea, è compreso tra il rio Cerezzola, affluente del Torrente Enza che nella sua corsa verso il Po divide le province di Reggio Emilia e Parma, e il castello di Rossena, il bastione difensivo meglio conservato dell'epoca matildica che si staglia severo sulla roccia bruno-rossastra da cui prende il nome.
Rossena e Canossa, destini diversi

Proprio il basalto, resistente all'erosione, gli ha garantito l'ottimo stato di conservazione di cui gode insieme all'antistante torre di guardia Rossenella; sorte ben diversa da quella occorsa al più noto castello di Canossa, costruito su terreno argilloso e in larga parte perduto ma visibile da lì in un colpo d'occhio grandioso. 

Tra boschi di querce (soprattutto di roverella) e arbusteti, Campotrera è un'oasi nettamente distinta dal resto del territorio con le sue pareti laviche vecchie di 170 milioni di anni, scenografia severa per sentieri solitari che in primavera si colorano di orchidee e gladioli selvatici.

Punti d'accesso della Riserva.

Testimone dell'orogenesi appenninica, unica zona di affioramenti ofiolitici in Emilia Romagna a essere caratterizzata dal basalto, Campotrera è principalmente accessibile da Rossena (sulla SP 54), alle spalle della Guardiola di Rossenella, e dal borgo di Cerezzola, fitto nucleo di case rurali raccolte intorno a una tipica casa a torre che conta un'ottantina di abitanti. 

Proprio dall'abitato di Cerezzola è ben visibile la parte più alta della Rupe, coi suoi cuscini di lava oggi tutelata ma fino a qualche decennio fa meta di minatori che in zona aprirono vari fronti di scavo, attratti dalla resistenza di quella roccia scura e unica.

Itinerari di visita tra storia e attualità.


Che cosa significasse lavorare nella cava e che vita facessero i minatori oggi è storia che rivive ogni anno grazie dall'Associazione Amici di Cerezzola promotrice del "sentiero dei minatori", iniziativa che trasforma le vecchie cave in teatro a cielo aperto di vissuti e memorie collettive.

La Riserva è percorribile a piedi in diversi modi, tutti adatti anche alle famiglie, con dislivelli modesti e nessuna difficoltà: dal sentiero sommitale al Sentiero geologico del Rio della Fornace, al percorso perimetrale, gli itinerari sono ben segnalati da una cartellonistica che accompagna il visitatore alla scoperta delle particolarità della zona, dalla flora con le sue piante tipiche degli ambienti rupicoli, alla fauna e avifauna, alla presenza di minerali rari (esposizione permanente all'interno della Torre di Rossenella). Percorrere questi sentieri in solitaria, nel silenzio, è come immergersi in un mondo altro, una pagina di storia del pianeta disponibile al racconto.

Le iniziative del Comune di Canossa e il futuro della riserva.


Ma se la storia è antica, la Riserva non smette di guardare al futuro, tanto più adesso che il turismo di prossimità, dopo la pandemia, sta vivendo una stagione d'oro. Lo confermano le numerose iniziative messe in cantiere dal Comune di Canossa e dall'assessore all'Ambiente, Mara Gombi. Ultima in ordine cronologico, una camminata nella Riserva alla scoperta delle orchidee, mentre il 29 maggio sarà la volta delle farfalle con una giornata loro dedicata promossa dall'Ente Parchi Emilia Centrale in occasione della settimana dei parchi.

"La Nostra Riserva è un aula didattica all'aperto- spiega l'assessore Mara Gombi - Luogo ideale per visite volte all'educazione ambientale per le scuole dalle primarie alle superiori. E' uno scrigno di Biodiversità che, attraverso visite guidate, cerchiamo di far conoscere imparando a rispettarlo. Vi sono sentieri di lieve e media difficoltà per chi vuole scoprire la natura a due passi da casa".

Dalla battaglia contro le specie alloctone all'interramento della rete elettrica.


A conferma del ruolo centrale del sistema parchi e dell'ambiente, la Regione Emilia Romagna ha appena stanziato sul punto quasi 4 milioni di euro per i prossimi tre anni. "Circa 700 mila euro sono destinati alla macro area Emilia Centrale e, di questi, un terzo andranno su progetti di tutela della biodiversità – ci spiega via Lifesize Valerio Fioravanti, direttore dell'Ente parchi Emilia Centrale.

Le idee per Campotrera non mancano, dalla lotta alle specie alloctone come il fico d'India nano che oggi ha ampiamente colonizzato le pareti rocciose del sentiero che sale a Rossena fino al progetto, ancora futuristico, di interramento delle reti elettriche per migliorare il paesaggio.

"Stiamo ragionando con il Comune e con tutti i soggetti coinvolti perché parliamo di interventi complessi che coinvolgono anche il privato e che richiedono la massima concertazione", precisa Fioravanti. Quanto alla fruizione, "stiamo lavorando per il potenziamento della segnaletica", prosegue il direttore che rilancia sulla necessità di campagne educative per il rispetto delle aree protette. "Con l'aumento delle presenze nei Parchi e nelle Riserve, abbiamo assistito anche all'aumento di comportamenti scorretti come l'abbandono di rifiuti".

Ma la Riserva è una delle perle di un territorio ricco di storia che oltre ai Castelli matildici conta, nel raggio di pochi chilometri, testimonianze di passaggi illustri come quello del Patrarca nella vicina località di Selvapiana o l'antico Borgo di Votigno, completamente ristrutturato e adibito a Casa della Cultura del Tibet, simbolo di pace tra i popoli come nella miglior accezione del termine "canossano".

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martedì 8 dicembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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domenica 8 novembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Ottobre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 13 ottobre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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giovedì 13 agosto 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Luglio 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 12 maggio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Aprile 2015

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla
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domenica 12 aprile 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Marzo 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.

Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

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2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla

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venerdì 4 luglio 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Giugno 2014.

Podere "La Querciola" area protetta con campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico.
L'area protetta si trova a Sesto Fiorentino e si estende per circa 56 ettari. Al suo interno comprende uno stagno artificiale di circa 10 ettari, il Lago di Padule, creato a fini venatori ma non più utilizzato a questo scopo. Sono inoltre presenti campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico.  L'area ospita nel corso dell'anno 176 specie diverse di volatili fra stanziali e di
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venerdì 2 maggio 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Aprile 2014.

Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Là ad occidente, dove finisce la Sicilia, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo e che gli Arabi vollero rinominare Marsa Ali. Attorno ad un centro, piccolo ma intriso di arte e di storia, si apre un vasto territorio che comprende un’infinità di frazioni sparse, le cosiddette “contrade”. Nelle terre qui intorno, lontano dalla frenesia
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venerdì 11 aprile 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Marzo 2014.

Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: Foreste millenarie ed ambienti naturali, scenario dell'antica presenza dell'uomo.
Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato istituito nel 1993 ed è situato nell'Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Forlì-Cesena, di Arezzo e di Firenze. Il Parco ha come elemento caratterizzante la dorsale appenninica ad andamento tendenzialmente nordovest/sud-est. Dal crinale, si sviluppano nel versante romagnolo, una serie di contrafforti
Il Padule di Fucecchio è la più estesa area paludosa interna presente in Italia.
Il Padule di Fucecchio ha un'estensione di circa 1800 ettari, divisi fra la Provincia di Pistoia e la Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all'antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tutt'ora la più grande palude interna italiana. Per la tutela delle emergenze naturalistiche, storiche ed ambientali del Padule di
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sabato 15 marzo 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Febbraio 2014.

 Lago Preola e Gorghi Tondi un tesoro nascosto da tutelare, valorizzare e promuovere.
Per trovare un tesoro bisogna cercarlo: se vuoi vedere la Riserva Naturale Integrale del Lago Preola e Gorghi Tondi, ti devi avvicinare. Quando meno te lo aspetti, immersa in una vallata che la sottrae ad occhi indiscreti, eccola apparire: una serie di piccoli laghi che complessivamente ricoprono un’area di 335 ettari che da Mazara del Vallo si spinge verso Torretta Granitola rimanendo
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lunedì 13 luglio 2009

Argenta, storia di una bonifica

Piste ciclabili, percorsi per birdwatcher, tanti centri visita e ora anche una fiera: l'area del delta emaano-romagnolo è senza dubbio tra le meglio organizzate del Paese. Unica nota stonata: la segnaletica, poco curata, specialmente per quanto riguarda i musei.

II delta del Po è senza dubbio uno dei luoghi migliori in Italia per vivere una giornata en plein air, specialmente in primavera.





Soltanto tra Ferrara e Ravenna sono decine le proposte per una gita in bicicletta tra lagune e canneti (bellissimo il percorso sull'argine del fiume Reno da Boscoforte a Volta Scirocco, con vista sulle valli di Comacchio) o per una passeggiata con il binocolo al collo: a Punte Alberete dove un magnifico bosco allagato è rifugio di aironi e usignoli.

Meno nota, invece, è la presenza di alcune strutture museali che arrichiscono e completano un weekend di sport e natura. Come a Mesola, ultimo borgo del ferrarese prima del confine con il Veneto, dove il Castello estense è sede di un itinerario espositivo davvero utile per capire il territorio.

Al piano terreno antiche mappe rivelano le forme assunte del delta nel corso dei secoli, al primo piano fotografie e testimonianze raccontanbo il viaggio del Po dalla sorgente alla foce; al secondo acquari e plastici del Centro di educazione ambientale offrono spunti preziosi per rconoscere gli ecosistemi dell area.

Ma è l'ecomuseo di Argenta, cittadina discosta dal mare, al confine tra le province di Fono, Ravenna e Bologna, a illustrare nel miglior dei modi il rapporto tra natura e cultura. Luoghi e musei narrano la storia dì una terra che è sempre vissuta a stretto contatto con l'acqua: acqua che un tempo le alluvioni del Po e del Reno riversavano su campi e paesi e che oggi è aspirata, trattenuta, incanalata grazie al lavoro di bonifica realizzato nei primi anni del Novecento.

Il cantiere idrovoro del Saiarino, tuttora funzionante e trasformato in uno splendido museo di archeologia industriale, parla della grandiosità di quei lavori e dell'incredibile complessità di un processo tuttora cruciale per la vita della regione: stupefacenti le pompe in ghisa, le stesse che Vittorio Emanuele III inaugurò nel 1925. e molto interessante la parte aperta nel 2002, che comprende le centrali che alimentano le idrovore.

Una volta usciti dal museo, il paesaggio circostante acquista un altro significato: si guardano con altri occhi i canali, gli argini, le chiuse, le valli (cioè gli specchi d'acqua).

Così, pedalando attorno a valle Santa e a valle Campotto, affollate da centinaia di uccelli, si ripensa alla funzione delle casse di espansione, i bacini dove vengono convogliate le acque in caso di piene troppo grandi per essere contenute negli argini. E visitando, a poca distanza dal Saiarino, il Museo delle valli di Argenta, dedicato alla storia e alla natura dell'area, si capisce che tutto — passato e futuro, uomini e animali — è legato a un unico filo.

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venerdì 15 maggio 2009

Rimini: da Rembrandt a Gauguin a Picasso, l'incanto della pittura

L'incanto della pittura

Rimini
Castel Sismondo 10 ottobre 2009 14 marzo 2010

Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston

Rimini e la meraviglia

Un appuntamento imperdibi­le, perché non altra volta ripro­ducibile. Sessantacinque cap­olavori della pittura europea dal Cinquecento al Novecento proveniente da uno tra i maggiori musei del mondo: il Museum of Fine Arts di Boston. Occasione che mai più si verificherà, dal momento che l'Isti­tuzione americana ha in atto una parziale chiusura delle sa­le che porterà, nell'autunno 2010, all'inaugurazione della nuova, immensa ala progettata da Norman Poster. Tale inizia­tiva condurrà poi, come sempre accade in questi casi, a un successivo blocco dei prestiti. Pertanto Rimini si candida a essere il luogo, non solo in Italia ma in Europa, che rappresenterà nei prossimi mesi Boston e il suo museo straordinario.


Il grande racconto della pittura. Singolarmente vi­cine le dichiarazioni del direttore del Museo ameri­cano, Malcolm Rogers e del direttore di Linea d'om­bra Libri, nonché curatore di questa mostra, Marco Goldin: l'arte è per tutti. Nella comune convinzione che non si debbano innalzare ostacoli né barriere davanti ai capolavori d'ogni tempo. E che questi capolavori possano essere amati veramente da tutti.

La mostra di Rimini, che pur ripercorre molte im­portanti scuole nazionali in Europa, sarà allestita da Marco Goldin secondo un'idea di continui e significativi accostamenti, articolati in sei sezioni:

1. Il sentimento religioso
2. La nobiltà del ritratto
3. L'intimità del ritratto
4. Nature morte
5. Interni
6. II nuovo paesaggio


Gaugin: paesaggio con due donne bretone, 1889

Il Veronese: Paolo Caliari, detto il Veronese, Cristo morto sorretto dagli angeli, 1580-1588 circa

El Greco: San Domenico in preghiera, 1605



Jacopo Basano: il Cristo deriso, 1580-1590

Rembrandt: il reverendo Johannes Elison, 1634

Gainsborough: Mrs. Edmund Morton Pleydell, 1765


Velazques: Luis de Gòngora y Argote, 1622

Degas: Edmondo e Teresa Morbilli, 1865

Picasso, Ritratto di donna, 1910

Renoir: Bambini sulla spiaggia, 1883

Manet: lezioni di musica, 1870


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mercoledì 22 aprile 2009

Vicino a Modena la cittadina di Carpi affascina con il suo borgo

Nella prestigiosa Residenza dei Pio il Castello dei Ragazzi riunisce nei suoi 840 metri quadri la biblioteca, la ludoteca, il teatro della luce e... tanti spazi dedicati al gioco e alla formazione

A 20 km da Modena, in dirc­zione Mantova, si incontra il secondo centro per grandezza e importanza della provincia: Carpi. La storia di questo incantevole borgo è ricca; risale all'occupa­zione romana ed al conseguente appoderamento di un vasto ter­ritorio tra la via Emilia e il Po.

La nascita del vero e proprio nucleo abitativo si collega, tuttavia, alla fondazione della Chiesa di Santa Maria in Castello da parte dei Longobardi e proprio a questo edifìcio, divenuto in seguito pieve, si deve la costituzione dell'intero borgo altomedievale. Dal 1331 al 1525 Carpi diventa stabile feudo della famiglia dei Pio (poi Pio di Savoia) e la città acquista impor­tanza e muta la sua struttura. Al complesso fortificato del Castello si aggiungono, fra XIV e XVI seco­lo, diversi edifici di residenza e come tali riccamente decorati.

Questi caratteri sono ben visi­bili ancora oggi in alcune parti di quella che fu la residenza dei Pio, nella Rocca Nuova (ala nord), nella Rocca Vecchia (parte est), nel Torrione degli Spagnoli e nel-l'Uccelliera. Tra la fine del '400 e i primissimi anni del '500, il com­plesso assume l'aspetto di una vera e propria corte rinascimen­tale.

L'elemento determinante che modifica non solo la struttura del palazzo, ma anche l'assetto urba­nistico della città è la costruzione della facciata edificata a ponente, su Borgo Gioioso (l'attuale Piazza dei Martiri) che costituisce il perno dell'assetto urbano rinascimen­tale, in sostituzione dell'impianto medievale incentrato sull'attuale piazza Re Astolfo.

Con la costruzione poi della nuova cinta muraria vengono inclusi anche i borghi nati all'esterno della cinta vecchia e col termine Castello si indica da allora solo la residenza dei Pio, sul lato orientale dell'attua­le Piazza dei Martiri.

Con l'arrivo degli Estensi nel 1527 il nucleo urbano attorno al Palazzo decade e acquista importanza e si sviluppa il sistema agrario (ne sono testimonianza le tante ville padro­nali costruite in quegli anni) che rimarrà portante per l'economia locale fino al secondo dopoguerra. Oggi, la ferrovia e l'abbattimen­to delle mura hanno modifica­to l'assetto territoriale di Carpi che, con l'espansione dell'industria della maglieria verso la fine degli anni Cinquanta, ha subito un rapi­do inurbamento della popolazione rurale e la conseguente dilatazione del centro.
28 )| www.conad.it


Nell'ala nord-ovest del Palazzo dei Pio, con accesso dalla maestosa piazza dei Martiri, nel cuore della città si trova IL CASTELLO DEI RAGAZZI

È composto dalla Biblioteca ragazzi "II Falco magico", inaugurata nel 2002,dalla nuova Ludoteca e dal Teatro della luce, un insieme di luoghi dedicati alla lettura, al gioco, alla scoperta e all'apprendimento che allargano il ventaglio di attività rivolte ai giovani utenti e alle famiglie, potenziando il ruolo educativo della città.

Promosso dall'assessorato alle Politiche culturali del Comune con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, al castello si può accedere ogni giorno, da soli, con i genitori o con la propria classe per scoprire e consultare libri (oltre ventimila), gioca­re e incontrare altri ragazzi, fare esperimenti con la luce o divertirsi con giochi d'ombre in un teatro.

Nella Biblioteca ragazzi i più piccoli possono svolgere attivi­tà in una meravigliosa sala allestita con le scenografìe di un originale teatro ideato da Emanuele Luzzati, famoso illustratore e scenografo. Dall'inaugurazione avvenuta la scorsa primavera una serie di attività si susseguono per tutto l'anno.

Tra quelle del programma sono previste mostre, laboratori, spettacoli, proiezioni, visite guidate e narrazioni, rivolti al pubblico da O a 16 anni e differenziati per fasce d'età. Una parte delle proposte coinvolge anche gli adulti interessati al mondo dell'infanzia, che possono partecipare a incontri di approfondimento e work-shop. È attivo il prestito di libri e giocattoli, videocassette e dvd. 72 i posti riservati alla lettura, 45 i posti gioco, 7 le postazioni informatiche qui installate (di cui una per non vedenti e ipovedenti), 55, infine, i posti per conferenze e laboratori. La nascita di questo polo si inserisce nell'ambito della complessiva valorizzazione del Palazzo dei Pio, i cui restauri si concluderanno nel corso del 2007, dando svi­luppo alle offerte culturali dei Musei, dell'Archivio storico, dei servizi destinati ai giovani utenti e alle nuove opportunità per famiglie e scuole di visitare la città.



In una sala a piano terra della Torre medie­vale del Castello, detta del Passerino, è stata ideata per i più piccoli invece una vera e propria Casa sull'albero: una struttura dotata di scala e di un angolo-rifugio in cui nasconderai, progettata e realizzata dagli scenografi Emanuele Luzzati e Roberto Rebaudengo. Qui i bambini possono inven­tare avventure, trasformarsi in personaggi fantastici, usare materiali diversi e giocattoli insieme ad altri bambini.

È costituito da due sezioni: Giochi d'ombre e Giochi di luce. Un teatro di forte impatto scenico invita i ragazzi a entrare nello spa­zio Giochi d'ombre la cui scenografia è stata realizzata da Gianni De Conno. Qui si possono animare silhouettes nere e colorate per inventare storie fantastiche di ombre su teli illuminati, oppure usare l'ombra corporea per dar vita a personaggi giganteschi o minuscoli, spaventosi o diver­tenti, in un gioco continuo di sperimenta­zione e invenzione.

Le silhouettes e alcuni piccoli teatrini, in cui mettere in scena micro-narrazioni, sono stati appositamente creati per questo spazio da Teatro Gioco Vita, una delle più famose compagnie teatrali italiane per ragazzi, conosciuta e apprezzata in tutta Europa. Lo spazio Giochi di luce è il luogo in cui i ragazzi, da soli o con l'aiuto di ani­matori specializzati, scopro­no le caratteristiche fisiche della luce, utilizzando alcu­ne installazioni progettate in collaborazione con il museo scientifico Cité des enfants de La Villette, Parigi. Accanto, a questi elementi interattivi, sono a disposizione oggetti e strumenti diversi, come caleidoscopi, gelati­ne multicolori, tavoli luminosi e giochi ottici per fare esperimenti con la luce e i colori.

Tel 059 649988 - e-mail: castellodeiragazzi@carpidiem.it - www.carpidiem.it /.
Tel 059 649255 - e-mail: informaturismo@carpidiem.it
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domenica 22 marzo 2009

Zocca, solidarieta senza frontiere lungo l'appennino.

Immersa nei vasti boschi di casta­gni dell'Appennino tra il Reno ed il Panare, si trova a 759 metri sul livello del mare, Zocca, un'ospitale ed allegra località in provincia di Modena e poco distante dal Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina.

Il suo toponimo si deve alla zoco, una ceppaia di castagno pres­so cui i mercanti s'incontravano per effettuare scambi commerciali o per parlare di affari.

Nel 1464 queste attività furono istituzionalizzate da Borso d'Este e la zoco divenne allora luogo di mercato il 25 luglio (San Giacomo) e il 26 luglio (Sant'Anna), giorni riservati alla fiera ancora oggi. Annoverata tra le Città del Casta­gno,

Zocca da 27 anni svolge nel mese di ottobre la rinomata Sagra della Castagna, in cui si possono gustare i deliziosi piatti tipici della tradizione montanara, tra cui spic­cano i borlenghi e le crescentine nelle tigelle servite coi gustosi salumi della zona.
Leggi anche: Vicino a Modena la cittadina di Carpi affascina con il suo borgo.
Per rendere omaggio tutto l'anno a questi importanti prodotti, in un antico Ospitale per pellegrini, loca­lità Monte San Giacomo, sono stati realizzati il Museo del Castagno e il Museo del Borlengo, mentre la Mostra permanente della Tigella si trova poco distante, in località Samone di Guiglia.
La vitalità di questo centro dell'Appennino modenese non è legata solo al castagno, ma anche ai tanti esercizi commerciali, alle strutture ricettive e ai numerosi impianti sportivi, tra cui un nuovis­simo palazzo dello sport.

Di grande interesse storico-natu­ralistico sono poi le frazioni circo­stanti il territorio di Zocca (Ciano, Montalbano, Missano, Montecoro­ne, Montetortore, Montombraro e Rosola) e l'importante rete sentie-ristica, percorribile a piedi, a caval­lo e in mountain-bike,che attraver­sa suggestivi borghi medievali ed incontra resti di torri, antichi castelli e chiese.



In estate, inoltre, un ricco e varie­gato programma di eventi e mani­festazioni anima la calda stagione. Vanno ricordate tra tutte la "Rievocazione storica" che si svol­ge ogni anno nel mese di agosto per valorizzare i borghi del territo­rio, con suggestivi spettacoli, ambientazioni e la rassegna "Giovani in musica" nei mesi di luglio e agosto, ma soprattutto "...2005 MINUTI DI SO­LIDARIETÀ".

Zocca vi invita, infatti, a prendere parte a questo evento che si articola in tre giorna­te: il 15-16-17 luglio. Una tre giorni, organizzata dalla Pubblica Assistenza di Zocca, all'in­segna del divertimento e della beneficenza a favore dei bambini della Bielorussia. Grazie all'ANPAS dell'Emilia Romagna, infatti, verran­no ospitati, per tutto il mese di luglio, da famiglie della regione bambini provenienti dalle zone col­pite dal disastro nucleare.
Montecorone, frazione del comune di Zocca (foto)

Conosciuta per aver dato i natali a Vasco Rossi, Zocca vi invita,nel verde dei suoi castaganeti, a scoprire le sue tradizioni gastronomico-culturali e le interessanti iniziative di solidarietà senza frontiere.
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