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martedì 17 ottobre 2017

Come scoprire un'antica tradizione autunnale nella Valle d'Isarco: il Percorso dei Sapori.

Il buon cibo è uno dei piaceri della vita. Ed è proprio con questa filosofia che la Valle Isarco conquista i propri ospiti amanti della buona cucina.

Qui troverete luoghi, locali e persone pronti ad offrire e far conoscere i sapori tradizionali legati alla propria terra.

Escursioni guidate e visite con sosta e degustazione sono il modo migliore per conoscere questo straordinario mondo: venite a vedere, toccare e soprattutto assaporare numerose ricette a base di mele altoatesine, scoprite con che spirito i viticoltori altoatesini si impegnano perché i loro vini diventino sempre migliori e valutate voi stessi come la cucina contadina abbia varcato da tempo la soglia della haute cuisine.
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Il percorso dei sapori in autunno.

Qui troverete luoghi, locali e persone pronti ad offrire e far conoscere i sapori tradizionali legati alla propria terra.

Mela - la tentazioni sana.

Eva tentò Adamo con una mela, il prelibato frutto che troviamo nello strudel, nei canederli e nei risotti. A livello mondiale, una mela su dieci proviene dall’Alto Adige. Un’escursione sull’altopiano delle mele di Naz-Sciaves porta a visitare i melicoltori di questa zona, alla scoperta delle mele più sode e succose.
Leggi anche: La Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua e affascinante mutazione.
Durante la visita vengono fornite informazioni interessanti sulla coltivazione e la conservazione e non mancano ovviamente i momenti di degustazione di questa prelibata bomba di vitamine. Infine, un breve corso svela.

tutti i segreti su come utilizzare al meglio il pregiato frutto in cucina.
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Latte e derivati - L'oro bianco.

Quali erbe piacciono particolarmente alle mucche? Perché il latte d’alta quota è così buono? E perché alcune varietà di formaggio presentano uno strato di muffa?

Il latte crudo o lavorato per produrre yogurt, burro o formaggio dà un tocco in più in cucina, non solo nelle malghe.

Da tempo infatti, l’oro bianco è diventato un ingrediente irrinunciabile anche nell’alta gastronomia. Un viaggio da non perdere all’insegna delle escursioni e della buona cucina.

Uno scorcio verticale sul vino.

Nella regione vinicola più a nord d’Italia, la posizione dei terreni da coltivare rappresenta la sfida maggiore per i viticoltori. Ma forse è proprio per la pendenza del terreno e per le giornate calde e le notti fredde che qui crescono alcuni dei migliori vini bianchi d’Italia.

Come scoprire un'antica tradizione autunnale nella Valle d'Isarco: il Percorso dei Sapori.Twitta
Visitando questi vigneti dalla forte pendenza si capisce la grande passione dei vignaioli altoatesini. Il contatto diretto con queste persone e le degustazioni rivelano l’essenza del vino e della sua terra.
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Le prugne di Barbiano.

Questi frutti dolci e ricchi di vitamine e minerali sono la base per diverse delizie culinarie: sia come marmellata, nel risotto o servito con petto d'anatra, o molto amato in dessert come gnocchi di prugne e strudel di prugne - l'aroma delicato rende le prugne di Barbiano ricche di sapori.

Frutti speciali, che si possono imparare a conoscere durante un'escursione lungo le pendenze
assolate di Barbiano.

Miele - il dolce rimedio.

I fiori alpini donano al miele dell'Alto Adige un sapore intenso. In tal modo, si producono varietà infinite di sapori, dolci per il palato e allo stesso tempo rimedi calmanti. Le “escursioni guidate del miele” forniranno importanti informazioni sulla produzione del miele e sulla vita delle api.

La castagna.

Un'escursione autunnale è collegata alla castagna così come il vino al Törggelen. E' dolce, sana, a basso contenuto di calorie e non ha solo un sapore eccellente quando è arrostita, ma è raffinata in molti piatti. Non può mancare la passeggiata delle castagne con degustazione di piatti a base di castagne accompagnati con il vino.
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Erbe – cure naturali e aromatiche.

Erbe medicinali ed aromatiche, coltivate secondo le norme di produzione biologica, possono essere utilizzate in modo corretto per portare all'equilibrio il corpo e la mente. Attraverso passeggiate guidate, si conoscono quali erbe crescono in Valle Isarco e si sperimentano i loro effetti.


La cucina contadina e i prodotti agricoli locali.

A stretto contatto con la loro terra, i contadini hanno creato una cucina tradizionale molto legata al territorio che conquista anche i palati più esigenti. Un’escursione tra vigneti ripidi, immersi nei meleti o lungo le mulattiere, mostra al meglio come i contadini vivano i loro prodotti.

A fare da sfondo spesso sono le maestose Dolomiti, su una terra che fu teatro di importanti eventi storici.
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domenica 8 novembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Ottobre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 13 ottobre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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mercoledì 11 dicembre 2013

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.



Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax. 

Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.
La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Novembre 2013.

Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.

1.-Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.
Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro. Distese di vigneti a perdita d'occhio. Cipressi, piante d'alloro e ulivi fanno parte del paesaggio. Edifici storici, costruiti nello stile tipico dell'Oltradige e appartenuti alle ricche famiglie della zona, costituiscono il fiore all'occhiello del paese. E poi c'è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della zona alpina, che è una meta molto amata da aprile a ottobre. "wein.kaltern" è l'associazione che raggruppa i viticoltori della zona e che ha lo scopo di controllare la qualità dei vini prodotti. Rigide regole che vanno dall'impianto fino all'immagazzinamento ed alla conservazione, sono garanzia di qualità superiore.

Riserva_Naturale_di_Monterano
Le Rocce Vulcaniche.
I terreni sedimentari di cui abbiamo parlato, in ampi tratti del comprensorio Sabatino-Tolfetano sono coperti da rocce vulcaniche appartenenti a due fasi eruttive differenti che danno luogo ad una forma di paesaggio dai toni “drammatici”, completamente diversa dalle dolci colline sedimentarie. E proprio da questi contrasti nasce la grande bellezza di questa Riserva Naturale. Una prima fase corrisponde alla formazione dai rilievi vulcanici a forma di “cupole”, costituiti da lave dure e compatte, che rientrano nel quadro di attività legate al vulcanismo Tolfetano - Cerite - Manziate di età Plio - Pleistocenica inferiore (tra 4 e 2 milioni di anni fa) e che costituivano proprio gli isolotti di cui parlavamo pocanzi.
Successivamente, dopo un lungo periodo di relativa calma, si è verificato un grande risveglio della attività vulcanica con la formazione dell’apparato Vicano a nord (zona di Vico-Cimini) e dell’apparato Sabatino a sud (zona tra Campagnano e Bracciano), a partire da 700.000 anni fa.


riserva naturale monterano
La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta.La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati ambientati decine di film), dopo un ampliamento dei suoi confini nel 1993, copre oggi poco più di 1.000 ettari di terreno, che custodiscono una grande varietà di ambienti ed una esuberante biodiversità.Boschi collinari, forre vulcaniche con vegetazione tipica e felci rarissime, prato-pascoli con la loro tipica flora e fauna; il tutto attraversato da un corso d’acqua, il Fiume Mignone, incluso nei Siti di Interesse Comunitario che costituiscono patrimonio dell’intera Unione Europea nell’ambito della Rete Natura 2000.


Altamura stradinaChi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.
Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.
La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013.
Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.
Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.
La chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città

5.- San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati
san-gimignano1-620x462San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati. Quando il cielo prende il colore della pietra con la quale sono costruiti i palazzi, ma viene movimentato dalle variopinte bandiere delle sue contrade. Quando una certa bruma la avvolge, donandole quel fascino misterioso e schivo capace di trasportarti indietro nei secoli fino all’epoca medioevale. Quella delle lotta per le investiture, tra Guelfi e Ghibellini, qui rappresentati dagli Ardinghelli e dai Salvucci, quella delle botteghe e dei mercanti, quella delle famiglie benestanti che per ostentare al mondo il proprio potere economico e sociale ordinavano la costruzione di una torre. E se una avesse mai prevalso su un’altra, la rispettiva torre veniva rasa al suolo in segno di sconfitta.

Chiesa_di_Santa_Maria_di_Ronzano1
Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone. La Chiesa, edificata nel 1171, é una meravigliosa combinazione di natura e di arte, con la sua facciata absidale e le celle campanarie dietro cui svetta il Corno Grande.E' uno scenario incantevole: siamo nel bel mezzo della Valle Siciliana dai greci chiamata la “Valle dei fichi e degli olivi”dove più di tremila anni fa vi abitavano i siculi, come riferisce lo storico Tucidide. 

castello de cesaris
Quando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi.All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la caserma dei carabinieri con le oscure prigioni, dove ancora ricorda di aver visto rinchiudere un ladro.La famiglia De Cesaris lo aveva acquistato nel 1935 da un ricco possidente di Spoltore insieme ad alcuni terreni ma non si era mai interessata troppo alla cadente costruzione da tempo data in affitto ai carabinieri. Anzi quando questi ultimi la abbandonarono considerandola inagibile, ci fu un tentativo, non riuscito, di venderla al Comune, che già possedeva un terzo dell’intero fabbricato.

villa-dragonetti-de-torres7_thumb[2] Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte).
Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è sicura la provenienza anche delle realizzazioni, di cui si trova traccia sul frontale principale, dei copisti dell'ottocento. Opere che riproducevano tipologie standard di sculture a rilievo desunte dalla produzione antica. Siano essi fregi o medaglioni ma, comunque, adatti a scandire, con la loro ritmia di posizione, le aperture di luce del piano nobile. Se queste aggiunte antiquarie per quel che riguarda l'architettura della villa -ancora immersa nel settecento- sono un'anticipazione dello stile neoclassico, quest'ultimo trova maggiore unitarietà ed espressività,

9.- Capraia è un’isola di cui ci si innamora appena vi si poggiano gli occhi e si può iniziare a sognare.


capraia-03-620x462I greci la chiamarono Aigylion, poi i Romani Capraria, per la presenza di capre selvatiche, si dice, o per la sua roccia (Karpa) di origine vulcanica. Isola selvaggia, dove uomo e natura convivono in un equilibrio da copiare. Non è un’isola turistica, la stagione apre in primavera con il ‘Walking Festival’ e chiude a Novembre con la tradizionale ‘Sagra del Totano di Capraia’. In questi 5 mesi, tra un evento e l’altro, c’è da visitare. Escursioni a piedi, per i camminatori: un percorso ad anello di 10 km (impegnativo) che porta a Lo Stagnone, dove grazie a un microclima particolare diventa oasi naturale per molte specie di uccelli che vivono nell’isola.  L’occhio si perde tra le meraviglie della natura; mirto, elicriso, lentisco e rosmarino selvatico circondano i sentieri, macchia mediterranea su roccia vulcanica, quindi, niente ombra, niente alberi. Qualche muflone, qualche serpentello innocuo, nei pressi dello stagno. E poi mare. Mare di quel blu che sembra disegnato. Di quel blu che non è cielo, non è acqua, ma è mare, mare di Capraia.

villa-dragonetti-de-torres
L’incontro con la villa Dragonetti De Torres a Paganica, per chi vi é stato  sospinto dal suo richiamo, è improvviso. La prospettiva della facciata si mostra nella sua interezza subito dopo una doppia curva, che sfiora e subito abbandona il centro cittadino e costringe lo sguardo verso un punto di fuga che si posiziona alle falde, molto prossime, del Gran Sasso. 
Questo primo gioco ottico ci consegna subito una costante della conca aquilana, dove il massiccio montuoso gioca la sua predominanza e dona un significato particolare, nel rapporto segnico-spaziale, a tutto ciò che lo circonda. L'impressione che si riceve, sotto la regia di un tale denominatore/dominatore comune, va a rafforzare la funzione antica della villa, cioè quel rapporto segnicamente forte sui possedimenti terrieri dei Dragonetti De Torres nel territorio preurbano.


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lunedì 29 ottobre 2012

Dolcetto, scherzetto? Ma le “basure” appaiono da mille anni.

Italy, Liguria, Triora, Witches Museum
Liguria terra misteriosa? E’ quasi un interrogativo retorico, perché leggende su fantasmi, sabba, streghe, ne esistono tante. Halloween, è l’occasione giusta per svelare un vero e proprio itinerario lungo le orme lasciate dalle streghe, che in dialetto si chiamano basure. Il primo luogo da segnalare è il centro storico di Genova dove la sera del 31 ottobre si svolge ogni anno il Ghost Tour, una sorta di caccia al fantasma che rappresenta un perfetto assaggio di quel che si può scoprire in Liguria alla ricerca delle streghe.

Il caso più famoso è quello di Triora, dove la presenza di streghe presunte e poi processate e uccise dalla Santa Inquisizione è documentata. Per gli amanti delle leggende dal sapore un po’ misterioso, è consigliata una “visita” alla Cabotina o casa delle streghe, luogo dove si eseguì la pena capitale per le malcapitate vittime del famoso processo del 1587-89.

Secondo i racconti popolari e le cronache del processo, le “streghe” di Triora si riunivano in luoghi precisi, dove praticavano riti satanici, si accoppiavano col maligno e lanciavano maledizioni. 

Nei pressi di uno splendido laghetto e delle cascate del Lagudegnu, nascosto in mezzo al bosco, le streghe si riunivano di notte per ballare con il diavolo. Il mito vuole che esse raggiungessero la zona, a valle del paese, a piedi, a cavallo, a bordo di una scopa o cavalcando diavoli dalle fattezze di caproni. 

Qui aveva luogo il sabba tra danze sfrenate, accoppiamenti animaleschi, grandi abbuffate. Al momento culminante il diavolo si gettava nel fuoco, e le sue ceneri venivano raccolte dalle streghe che le spargevano sui campi, procurando così le carestie. A Costarainera, presso Imperia, si diceva che le baggiure (streghe) di Triora, si trasformassero in uccellacci e volassero all’isola Gallinara, presso Albenga, dove convenivano pure altre streghe. A Ventimiglia si pensava che le streghe avessero costruito la Pria Margunaira

A Molini di Triora si mostra ancora la fonte dove le maghe convenivano a danzare, in processione notturna, con moccolotti accesi. Presso il paese di Andagna esiste la Rocca d’e Baggiure, dove si dice che esse si radunassero accedendovi con una parola d’ordine.
 
A ponente un luogo al centro di storie antiche e inquietanti è a Deiva Marina, dove su una lastra di pietra, situata vicino ad una chiesetta di origini longobarde, sarebbero impresse le impronte delle streghe che in quel luogo celebravano il sabba. Sempre a Deiva c’era un ruscelletto dove secondo la leggenda le streghe si facevano il bagno e che oggi si chiama fossa delle Strie. A Campoligure, dove si trova il Castello Spinola, esiste un lastrone di pietra sul quale sono stati scavati dei sedili. Secondo i racconti popolari, erano usati dalle streghe durante i sabba. 

Celeberrima è la grotta della Basura di Toirano, dove sono stati recuperati reperti preistorici, resti di ossa umane e graffiti, ed anfore romane, che sempre secondo la leggenda avrebbero contenuto filtri magici. Tra Pignone e Cassana, frazioni di Borghetto di Vara nello Spezzino, esistono due cavità rocciose naturali dette Bocca delle Streghe in quanto la tradizione vuole che l’aria fredda che vi esca sia l’alito della strega che vi abitava in passato. 

A Campore in comune di Maissana esiste il Mulino delle Strie queste macinavano il grano e dall’antro vicino al fiume Pagiaissa si possono sentire le voci delle streghe la notte. A Campore, presso la cappella di San Bernardo, a 850 metri di altitudine, si gode un ampio panorama sulla Valle del Vara e sul Monte Gottero. Nelle vicinanze della frazione è la grotta sotterranea detta “Muìn de strie”, ricca dio fenomeni carsici.


 
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sabato 21 marzo 2009

Modena ospita il Festival Internazionale delle Bande Militari con orchestre provenienti da tutta Europa.

Spettacolari uniformi colorate e insoliti strumenti musicali carat­terizzano la più antica banda milita­re del mondo.

Si chiama Mether, viene dalla Turchia e sarà il piatto forte della quattordicesima edizione del Festival Internazionale delle Bande Militari, in programma a Modena dal 4 al 9 luglio.

La manifestazione, unica nel suo genere in Italia e promossa dal Comune, dall'Accademia militare, dalla Fondazione Cassa di Rispar­mio di Modena e dalla Fondazione Teatro Comunale, si svolge sotto l'alto patronato del Presi­dente della Repubblica e del Presi­dente del Parlamento europeo.
L'Italia sarà rap­presentata dalla Banda centrale della Marina, dalla Banda della Brigata meccanizzata Aosta, dalla Fanfara dei bersaglieri della Brigata Garibaldi e dalla Banda della Scuola trasporti e materiali.

In programma anche parate pomeridiane e notturne nelle vie del centro storico e concerti di mezzanotte.

La 18a edizione del Festival Internazionale delle Bande Militari avrà luogo dal 7 all'11 luglio 2009.



La manifestazione, unica nel suo genere in Italia, è promossa da Comune, Accademia militare, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Fondazione Teatro Comunale. Accanto alle sonorità della Mehter, il pubblico potrà ascoltare in piazza Roma, nel cortile d'onore del Palazzo ducale e nelle piazze di Modena anche la Banda reale del Corpo delle trasmissioni (Gran Bretagna), la Banda militare del Festival di Veliko Tarnovo (Bulgaria) e la Banda centrale del Ministero della Difesa dell'Ucraina. L'Italia sarà rappresentata dalla Banda del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna e dalla Fanfara ariete dell'11° Reggimento Bersaglieri.

Rispetto al passato, il programma non prevede quest'anno il concerto con le corali nel cortile del Palazzo ducale, ma aumentano le parate pomeridiane e i concerti di mezzanotte in vari luoghi della città. Il programma prevede spettacoli con evoluzioni e caroselli in piazza Roma mercoledì 9, giovedì 10 e sabato 12 luglio alle 21 e un concerto di gala nel cortile d'onore del Palazzo ducale venerdì 11 alle 21.
Leggi anche: Vicino a Modena la cittadina di Carpi affascina con il suo borgo.
I biglietti in vendita su internet con carta di credito da giovedì 12 giugno (www.modenafestivalbande.it) e dal 18 giugno alla biglietteria del Teatro Comunale di Modena Luciano Pavarotti - costano 10 euro.

I giovani dai 3 ai 15 anni e gli anziani oltre i 65 anni pagano un solo euro, i gruppi di almeno 10 persone 5 euro e i possessori di Carta Insieme Conad, Assicurati Unipol e Carta Socio Coop spendono 7 euro.
Le Bande
ITALIA
Banda del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna
Direttore Domenico Morlungo

Le prime notizie sull'esistenza della Musica d'ordinanza dei Granatieri di Sardegna risalgono al 1786 e si intrecciano con le vicende storiche del più antico Reggimento di fanteria dell'Esercito italiano, costituito a Torino nel 1659 (e che ha avuto sede a Modena dal 1882 al 1884).

La Fanfara, già ospite del Festival di Modena nel 1994, oggi costituita in gran parte da giovani volontari in ferma annuale sotto la direzione di Domenico Morlungo, svolge compiti di rappresentanza e di onore come il cambio della Guardia al Palazzo del Quirinale, visite in Italia dei capi di Stato stranieri e molteplici manifestazioni militari e civili.

Un colonnello dei Granatieri di Sardegna, Alessandro Argiolas, invalido della grande guerra, insegnante all'Accademia militare di Modena e comandante delle attività logistiche delle formazioni partigiane modenesi, venne fucilato per rappresaglia a Portile nel 1945 dai nazifascisti. In quel momento era l'intendente generale del Comitato di liberazione nazionale di Modena.
Fanfara Ariete dell'11° Reggimento Bersaglieri
Direttore Antonio Miele

Formata esclusivamente da ottoni, che per potenza di suono, brio e maneggevolezza sono adatti ad essere suonati al passo di corsa, la Fanfara è nata nel 1883 con la costituzione dell'11esimo Reggimento Bersaglieri.

Riorganizzata nel 1992, era composta in passato solo da militari in servizio di leva, mentre oggi è formata da volontari agli ordini del 1° Maresciallo Luogotenente Antonio Miele, che a Modena indosserò l'uniforme storica del Reggimento. Il repertorio è composto da marce militari e da altri generi musicali.

Antonio Miele, laureato in Scienze organizzative e gestionali, ha diretto la Fanfara in numerosi festival in Italia e all'estero, per esempio a Mosca su invito dell'Ambasciata italiana in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno 1998, e al Columbus Day a New York nell'ottobre 1999.

BULGARIA
Banda militare del Festival di Veliko Tarnovo
Direttori Nikolay Kossev e Tsvetomir Vassilev

Nata nel 2006, la Banda è la principale compagine bulgara che ogni anno partecipa al Festival internazionale di bande militari di Veliko Tarnovo. Composta da strumentisti dell'Università militare Vassil Levski e da musicisti della brigata di fanteria leggera Stara Zagora, la Banda suona regolarmente in manifestazioni pubbliche e ha inciso numerose composizioni.
Il direttore, maggiore Nikolay Kossev, ha studiato musica a Sofia e a Veliko Tarnovo ed è coadiuvato dal tenente Tsvetomir Vassilev.

GRAN BRETAGNA
Banda reale del corpo delle trasmissioni
Direttore Guy Booth

Costituita nel 1921 da alcuni ex membri della banda reale del genio di Bedford, la Banda del Corpo reale delle trasmissioni è stata diretta dal 1926 da Randolph Ricketts, più noto come Leo Stanley, autore di numerose composizioni per banda, tra cui la marcia del Corpo, adottata nel 1952. Dopo la guerra, la direzione è stata affidata per la prima volta ad un militare, il tenente colonnello Judd.
Nei primi anni Settanta la Banda si è spostata da Catterick Garrison alla Scuola delle trasmissioni di Blandford Forum, sede attuale. Il gruppo, che ha suonato anche negli Stati Uniti, in Canada, a Cipro e nei principali Paesi europei sotto la direzione del capitano Guy Booth, si esibisce in formazione da concerto e da parata. Al suo interno sono presenti anche gruppi di Big Band, Soul, fanfara da cerimonia e gruppi da camera.

TURCHIA
Banda Mehter
Direttore Celaleddin Altuntas

Mehter, la più antica banda militare del mondo, è nata a Bursa nel 1326 e per secoli ha accompagnato in guerra l'esercito ottomano utilizzando strumenti della tradizione turca, come tamburi, zurne (una specie di oboe), pifferi acuti, corni, timpani, grancasse, cimbali e cevgen (bastoni con estremità a due punte e piccoli campanelli). I componenti della Mehter indossano uniformi storiche, tuniche e armature spettacolari. Nel passato, la strumentazione e il colore esotico della Banda turca furono evocati in Europa da numerose formazioni bandistiche militari così come, più in generale, la musica turca influenzò largamente la musica europea come testimoniano numerosi compositori tra cui Rossini, Mozart, Beethoven, Haydn.



Sciolta nel 1826 dal sultano Mahmud II, la Banda è rinata nel 1963 come istituzione di interesse storico collegata al Museo di storia militare di Istanbul. Oggi, assieme alla Compagnia storica Janissary, si esibisce ogni settimana al Museo o in occasione di cerimonie ufficiali e festival musicali Il direttore Celaleddin Altuntas conduce la banda dal 1992. Fa parte della Mehter anche un gruppo di danzatori che mima un ballo con spade e scimitarre.

UCRAINA
Banda centrale del Ministero della Difesa
Direttore Dmytro Antonyuk

La Banda centrale delle Forze armate d'Ucraina, principale compagine militare del Paese, si è costituita nel 1945, ha ricevuto nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti e nel 1965 è stata insignita del Premio speciale per la cultura musicale. Con un repertorio che comprende musica ucraina tradizionale, musica classica, canzoni e marce, la Banda ha partecipato, sotto la direzione del tenente colonnello Dmytro Antonyuk, a numerosi Festival internazionali e ha suonato in Svezia, Olanda, Norvegia, Polonia e Francia. Al suo interno sono presenti gruppi dixieland, un gruppo di ottoni e numerosi solisti. A Modena la Banda sarà accompagnata da un gruppo di danzatori.
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