La Valle ti accoglie con un abbraccio appena lasci Bolzano alle spalle, con toni di verde e d’azzurro: le pareti si innalzano e confinano l’orizzonte come in uno sterminato giardino con giochi d’acqua di giganti. L’Isarco scende deciso attraversando paesi e città, e specchiando i dirupi nelle acque rapide a scendere, rumoreggiando.

Scrigno di tesori creati per mano dell’uomo o della natura: dalle ridenti facciate dipinte delle case di Chiusa, ai portici ombrosi di Bressanone, alle vie fiorite di Vipiteno. O avventuroso punto di partenza per raggiungere i turriti castelli dei paesi baronali di costa, su strade panoramiche per viste che gonfiano il cuore.

Scrigno di tesori culinari, dove una generazione di cuochi preparati e temerari ha saputo creare scuole e tradizione, in una enclave gastronomica che non ha paragoni. Costruire un percorso tra le migliori tavole della valle rappresenta solo una scelta nell’abbondanza.

Tra i tanti che si possono scegliere, ecco alcuni punti di riferimento ormai consolidati, meta fissa degli appassionati alla ricerca delle migliori espressioni della cucina altoatesina contemporanea.

Ci sarà l’imbarazzo della scelta tra la cucina di precisione, delicata e fiorita di Martin Obermarzoner al Jasmin di Chiusa, che nella sua piccola sala da pranzo serve solo percorsi di degustazione concordati per poter offrire sempre il meglio del mercato, oppure a pochi chilometri di distanza a Gudon ci si può rilassare nella romantica Stube dell’Unterwirt di Thomas Haselwanter, calda di legno profumato, e assaggiare quei piatti così nitidamente ancorati al territorio eppure capaci di essere attuali.

Ci si potrà spingere a Vipiteno per perdersi nei richiami esotici che contaminano la cucina di Burkhard Bacher, chef del Kleine Flamme, capace di spingere i suoi orizzonti fino all’Estremo Oriente con il suo uso spregiudicato di spezie e aromi, restando profondamente vicino ai prodotti locali, oppure salire a Mules alla Casa della famiglia Stafler, posto di ristoro centenario che prende il nome di Einhorn (Unicorno). Potrai approfondire la conoscenza dei piatti tradizionali, eseguiti con moderna attenzione alla presentazione e alla cura dell’ingrediente, o affidarti alle intuizioni dello chef Peter Girtler, tra pastinaca e salsiccia speziata, carni rustiche e selvaggina.

Passando per Bressanone, giusto prima di perderti nei capogiri per l’immenso Duomo potrai riposarti all’Oste Scuro – Finsterwirt, locanda di tradizione medievale dai cui tempi deriva il nome del locale non privo del fascino dell’antichità. Potrai finalmente assaggiare una vera Eisacktaler Weissweinsuppe – la zuppa di vino bianco tipica della Valle Isarco - oppure lasciarti affascinare dalla creatività di Hermann Mayr. Risalendo poi fino a Vandoies incontrerai La Passion, la casa di bambola di Wolfgang ed Helena Kerschbaumer: pochi metri quadri racchiusi nel legno chiaro, per tre tavoli curati fino al dettaglio.

Santa Teresa Gallura è un paradiso di spiagge, panorami mozzafiato e fondali da sogno per una vacanza immersi nella natura.

Dalle frastagliate estremità della Sardegna del nord, Santa Teresa Gallura spalanca una finestra sulle Bocche di Bonifacio e si sporge sull'insenatura naturale del Porto Longosardo, qualificandosi come una destinazione strategica per il turismo estivo grazie alla diabolica combinazione di spiagge, vento, rocce spettacolari, profumi di macchia e collegamenti con l'arcipelago della Maddalena e Bonifacio che dista appena un'ora di navigazione.

In un mercato che vanta un'offerta molto ampia in case vacanza la prenotazione dell’alloggio per il tuo soggiorno in Sardegna é fondamentale. Puoi scegliere la casa più adatta a te al prezzo migliore.

Qualsiasi sia la vostra settimana di vacanza in Sardegna Santa Teresa Gallura non vi deluderà.
Santa Teresa Gallura è un paradiso di spiagge, panorami mozzafiato e fondali da sogno.

Santa Teresa Gallura affascinante lembo sardo.


Mirto, rosmarino e ginepro si fondono al profumo della salsedine per accogliervi a Santa Teresa Gallura, ultimo affascinante lembo di Sardegna prima della Corsica, sferzato dai venti che soffiano dalle Bocche di Bonifacio e che nel corso dei millenni hanno scolpito i maestosi graniti che la cingono nelle forme più affascinanti ed estrose.

Questo territorio a tratti incontaminato, non ha eguali e vi resterà impresso nella mente per la sua vegetazione selvaggia, per il mare limpidissimo, per le spiagge bianche candide e per il piacevole clima, che nelle calde estati (le temperature a luglio e agosto oscillano tra i 18° e i 31°) viene mitigato dai venti, mentre nei dolci inverni, raramente scende sotto i 10 °C.

Un luogo dove respirare a pieni polmoni un’ aria pulita, salutare e ristoratrice.


Il piccolo borgo di pescatori, fondato nel 1808 da Re Vittorio Emanuele I di Savoia in in onore alla moglie Maria Teresa, vi conquisterà con le sue stradine ordinate che diradano fino al mare e le sue piazze dove respirare a pieni polmoni un’ aria pulita, salutare e ristoratrice.

Oggi la cittadina, in posizione strategica per la vicinanza all’Arcipelago della Maddalena, alla Costa Smeralda e alla Corsica, da cui partono collegamenti giornalieri, è attrezzata per accogliere migliaia di persone, offre zone a copertura wifi e uno dei porti turistici più efficienti del nord Sardegna con 700 posti barca.

Una vacanza all’insegna del mare.


I suoi 48 km di coste la rendono la destinazione ideale per una vacanza all’insegna del mare, sia che la trascorriate con la famiglia, in coppia o con un gruppo di amici.

Punta Falcone, con la sua bella Batteria Militare della II Guerra Mondiale, svetta a ovest della grande cala di La Marmorata. Proseguendo verso Valle dell’Erica, Conca Verde e Porto Pozzo si susseguono altre spiagge bellissime come quella de “La Licciola” e, al confine con il territorio di Palau, la straordinaria spiaggia del Liscia.

In un mercato che vanta un'offerta molto ampia in case vacanza la prenotazione dell’alloggio per il tuo soggiorno in Sardegna é fondamentale.


Sport acquatici, arrampicate, passeggiate a cavallo e trekking.


Avranno di che divertirsi anche gli sportivi grazie alle numerose strutture attrezzate tra cui: campi da tennis, calcio, volley, bocce e un grande Palazzetto dello Sport dove vengono organizzati tornei ed eventi.

Gli amanti dell’arrampicata troveranno 30 adrenaliniche vie tracciate, mentre chi preferisce gli sport acquatici potrà praticare surf, kite, vela ma soprattutto snorkeling alla scoperta della più grande parete di corallo nero del Mediterraneo.

Non mancheranno le occasioni per fare passeggiate a cavallo e trekking ma anche archeotour alla scoperta di importanti siti archeologici e tour enogastronomici per chi volesse conoscere i piatti e vini tipici della Gallura.

Nella bella e curata cittadina potrete infine passeggiare fino a tarda notte tra locali, ristoranti, negozi e bancarelle di artigianato e souvenir.

Piazza Vittorio Emanuele I è il centro nevralgico e cuore pulsante del borgo, dove gli eventi musicali, folkloristici ed enogastronomici, nel periodo estivo sono all’ordine del giorno. Il giovedì mattina al mercato degli ambulanti potrete acquistare ottimi prodotti tipici sardi.

Siti d'interesse da visitare.


Torre di Longonsardo: fa parte di quel piano di costruzione torri voluto dal Re Filippo II. Si erge sul promontorio del paese.  La sua posizione ottimale, a ridosso di uno strapiombo granitico importante ha sempre evitato o per lo meno attutito gli attacchi nemici.  Non esiste datazione certa della sua costruzione, forse il 1577 si riferisce all’inizio lavori in quanto la torre viene citata nella Carta della Sardegna del Cappellino, di sicuro fu conclusa nel 1599 in quanto in attività. In un secondo tempo furono erette delle mura – come una sorta di trincea – come barriera difensiva di cui oggi riamane solo un piccolo tratto alla sua sinistra.

Complesso nuragico di Lu Brandali: Il sito è composto da un nuraghe di tipo misto (non visitabile perchè in parte da scavare), il villaggio di capanne, la tomba di giganti e il circolo funerario. I resti ritrovati durante gli scavi permettono di datare la frequentazione del sito dal XIV al IX sec. A.C.

Capo Testa:  è una piccola penisola situata nel nord della Sardegna, a pochi chilometri da Santa Teresa di Gallura. Si affaccia sulle Bocche di Bonifacio ed è collegata alla terraferma da uno stretto istmo, lungo il quale si estendono due spiagge
Torre di Longonsardo a ridosso di uno strapiombo granitico.

Come raggiungere Santa Teresa Gallura.


In Auto:

Da Olbia e Golfo Aranci: si arriva a Santa Teresa Gallura attraverso la SS 125 Orientale Sarda, poi SS 133 per 60 km circa.
Da Sassari (98 Km) e Porto Torres (101 Km): attraverso la panoramica strada costiera SS 200-SP 90.
Da Alghero: arrivare a Sassari tramite la SS 291 VAR e proseguire come sopra indicato.
Da Nuoro: attraverso la SS 131DCN per Olbia, poi SS 125 Orientale Sarda immettendosi nella SS 133 (155 km).
Da Cagliari (299 km) e Oristano (210 Km): attraverso la SS 131, immettersi all’altezza di Codrongianos sulla SS 672 Sassari - Tempio, poi SP5 e infine SP 90.

In Bus:
Sardegna Mobilità: www.sardegnamobilita.it
Autolinee Arst: www.arst.sardegna.it

Distanze.


Distanza di Santa Teresa Gallura dai porti e aeroporti:
Aeroporto Olbia  Costa Smeralda e Porto di Olbia: 63 km
Porto di Golfo Aranci: 68 km
Porto di Porto Torres: 101 km
Aeroporto di Alghero: 156 km
Porto di Arbatax: 243 km
Aeroporto e Porto di Cagliari: circa 300 km
Qualsiasi sia la vostra settimana di vacanza in Sardegna Santa Teresa Gallura non vi deluderà.

I dieci articoli più letti dell'anno 2018.

Tra arte e natura, un viaggio alla scoperta di un territorio da esplorare e scoprire, lungo itinerari ogni volta diversi.

Dalle classiche gite fuori porta delle diverse regioni italiane ai percorsi gastronomici, rintracciare un rapporto tra arte e natura non è impresa da poco.

Percorsi e itinerari per cambiare aria e scoprire cose nuove, tra paesaggi mozzafiato, boschi e centri storici.

Le gite fuori porta sono il miglior modo per visitare luoghi in prossimità ma spesso poco conosciuti. Il momento più adatto per una fuga dalla città è il fine settimana: occasione ideale per trascorrere qualche ora romantica o per un po' di relax lontano dal caos cittadino. Se vi trovate nella Capitale non avete che l'imbarazzo della scelta.

La Val Petronio è un'antica valle (Valle Petronia), conosciuta già al tempo dell'Impero romano, della città metropolitana di Genova.

Le più belle Gite Fuori Porta del 2018.


Ecco a voi le più belle Gite Fuori Porta del 2018: tra castelli, itinerari, percorsi e appuntamenti eno-gastronomici.


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UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA NATURA E TRADIZIONI DELL'ENTROTERRA GENOVESE: LA VAL PETRONIO.

IL TURISMO IN ITALIA È CRESCIUTO (MA RESTIAMO SOLO QUINTI).




UNA GITA ALLA SCOPERTA DELLE OROBIE, ESCURSIONI TRA NATURA E BENESSERE: RIFUGIO PASSO SAN MARCO.


CASTELLO DE CESARIS A SPOLTORE, COSTRUZIONE ANTICA, LA CUI FONDAZIONE È AVVOLTA NEL MISTERO.


SCOPRI ROMA, UNA CULTURA CAPITALE: VILLA DI PLINIO.


COME SCOPRIRE UN'ANTICA TRADIZIONE AUTUNNALE NELLA VALLE D'ISARCO: IL PERCORSO DEI SAPORI.


SCOPERTE CULINARIE ED APPUNTAMENTI ENO-GASTRONOMICI LUNGO I SENTIERI NELLA VALLE ISARCO.


Leggi anche: Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale.

MUGGIA È UN FAZZOLETTO IN UN FAZZOLETTO, UNA VIRGOLA NELL'ENCLAVE TRIESTINO.


RIVIERA DEI FIORI, OSPEDALETTI È UN' OASI DI PACE DI NON COMUNE BELLEZZA.



Gli antichi chiamavano Alpe Adra quel lembo di Liguria impervia che fu possedimento dei Longobardi, poi di Carlo Magno e quindi dei monaci di San Colombano di Bobbio, inviati a convertire e a civilizzare.

Oggi è comunemente conosciuta come una porzione del più grande Parco Regionale delle Cinque Terre ed è denominata "Area Protetta di Punta Manara e Punta Moneglia" comprendendo in questa definizione la parte montana interna e lo sbocco sul mare tra Sestri Levante e Deiva Marina.
La vallata prende il nome dal torrente Petronio, di antica denominazione romana.

Un viaggio alla scoperta della Val Petronio.

La vallata prende il nome dal torrente Petronio, di antica denominazione romana, 17 km di percorso e 65 km² di bacino.



Questa parte di Tigullio è una delle più aspre della Liguria: dalla costa all'interno fino a colle Velva a est e fino ai quasi mille metri di passo del Bocco più verso nord, è un insieme di rilievi che hanno una dignità di "monti" e la mantengono anche quando lambiscono il mare.

Una varietà di paesaggi.

Ad un'uniformità così costante corrisponde al contrario una varietà di paesaggi dovuta al mutare della vegetazione in coincidenza con le diverse altitudini e l'esposizione ai venti marini.
Leggi anche: Viaggio alla scoperta del Parco dell’Aveto probabilmente il più bello della Liguria.
La macchia costiera è rigogliosa di mirto, erica, ginestre, corbezzoli e di chiazze di lecci inframmezzate con pini marittimi e qualche gruppo di sugheri.
Val Petronio vista dal Balcone.

I panorami interni sono più tipicamente continentali con castagni e con boschi misti di conifere e latifoglie. Nei pressi dei piccoli borghi che puntellano le valli del Petronio e del Gromolo, in terrazze costruite dall'uomo note come "fasce", le terre sono coltivate a ulivi e vite.

I comuni della Val Petronio.

La Val Petronio racchiude quattro comuni: Sestri Levante e Moneglia sulla parte mare e Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese sulla parte monti.
Un viaggio alla scoperta della natura e tradizioni dell'entroterra genovese: La Val Petronio.Twitta
Nel comprensorio di Casarza Ligure rientra uno dei siti più degni di attenzione nell'ambito della Val Petronio: il lago preistorico di Bargone di epoca glaciale, una "zona umida" vecchia di oltre diecimila anni, i cui sedimenti sono un prezioso contenitore di informazioni per gli studiosi dell'evoluzione della vegetazione.
I paesi della Val Petronio.

I borgi costieri.

Oltre ai borghi costieri e montani il bacino del Petronio si presta anche alle escursioni a piedi: sono 90 i chilometri di sentieri percorribili di cui 50 nell'area del Parco, in zona protetta; alcuni di questi sentieri ricalcano antichi "conci", i tracciati medievali che al loro volta erano stati percorsi romani.



Queste strade d'altri tempi sono individuabili facendo attenzione ai cartelli che indicano i luoghi documentati storicamente.
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Leggi anche: Politica dei cookie di Una Gita Fuori Porta in ottemperanza alla direttiva del Garante della Privacy.
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Il GDPR è uno strumento legislativo che serve per uniformare la normativa privacy a livello europeo e sostituisce il decreto legislativo 196/2003. I soggetti tenuti ad adeguarsi sono i seguenti:
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  2. Aziende e organizzazioni che operano in paese terzo ma che hanno clienti della UE.
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La Fortezza della Brunella deve il proprio nome al colore della roccia su cui è edificata. Si erge alla confluenza del fiume Magra e del torrente Aulella, a dominio di entrambi le valli e in corrispondeza visiva con i castelli di Bibola a sud, Podenzana a est, Olivola e Bastia a ovest.

Delle diversi ipotesi sulla sua costruzione, una riguarda la committenza di Jacopo Ambrogio Malaspina, signore di Aulla, verso la fine del XV secolo, forse la più accreditata vista la tipologia architettonica legata al periodo.

Una seconda ipotesi indica Giovanni delle Bande Nere della famiglia dei Medici come committente della fortezza a Giovanni di Sangallo il Vecchio, all’inizio del XVI secolo. Infine, una terza supposizione parla di Adamo Centurione, uomo d’affari genovese che comprò il feudo di Aulla nel 1543.

fortezza-brunella
Fortezza della Brunella

La fortezza della Brunella.

Oggi la fortezza è una possente costruzione quadrangolare progettata in funzione delle armi da fuoco e caratterizzata da scelte architettoniche prettamente militari, come i grossi puntoni triangolari, la possente cinta muraria esterna e l’ampia scarpa che difendeva la fortezza su due lati, mentre gli altri due erano protetti dalla natura impervia del monte.

Ponte levatoio.

Dal ponte levatoio, oggi un passaggio fisso in mattoni, uno stretto e lungo corridoio porta, attraverso un angusto cortile, all’interno dell’edificio. Il mastio centrale che ospitava la guarnigione oggi ospita il Museo di Storia Naturale della Lunigiana al pianterreno.

Saloni.

I saloni di differente grandezza sono coperti da volte a padiglione lunettate, che conservano grandi caminetti in pietra serena tra i quali uno proveniente dal castello di Bibola, oggi ridotto a rudere.
Leggi anche: Le più belle Gite Fuori Porta del 2017: tra castelli, itinerari, percorsi e appuntamenti eno-gastronomici.
Dopo il dominio dei Centurione, passò nel 1716 ai Malaspina di Podenzana, ma nel 1733 la fortezza venne espugnata da truppe spagnole, che la tennero fino al 1737, quando tornò in mano dei marchesi Malaspina. Venduta a privati nel 1860, nel 1916 venne comprata dai coniugi inglesi Aubrey Waterfield, pittore, e Lina Gordon Duff, corrispondente dall’italia per il periodico inglese "The Observer".

Lavori di ristrutturazione.

I lavori di ristrutturazione intrapresi da loro cambiarono internamente la fortezza in una residenza signorile, trasformarono la piazzaforte in un giardino pensile e piantarono un bosco di lecci sulla collina.

Il loro lungo soggiorno alla fortezza, intervallato dalla seconda guerra mondiale, è ben documentato in due libri: "Vita Familiare in Italia, Lettere dagli Appennini", 1962, di Lina Duff Gordon Waterfield e "A Tuscan Childhood", 1993, della figlia Kinta Beevor.

La famiglia vendette la Brunella nel 1977 allo Stato Italiano, quindi affidata al comune di Aulla, che ne fece sede del Museo di Storia Naturale della Lunigiana.

Orario.

Invernale: 9.00-12.00, 15.00-18.00
Estivo: 9.00-12.00, 16.00-19.00
Chiuso il lunedì
Tel: 0187 400252

Un suggestivo itinerario alla scoperta dei castelli lunigianesi: la fortezza della Brunella.Twitta

Galleria d'immagini.

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Fortezza della Brunella, panorama.
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Fortezza della Brunella, primo piano.


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Fortezza della Brunella, mure esterne.
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Fortezza della Brunella, ingresso.
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Fortezza della Brunella, Madonna.
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Fortezza della Brunella, targa.
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Fortezza della Brunella, torrione.
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Fortezza della Brunella, passaggio.



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Sagre e feste medievali, iniziative culturali, artistiche e gastronomiche. Splendidi castelli che ne dominano le valli punteggiate di borghi, una sceneggiatura e una cultura unica.

Ma anche proposte riguardanti visite guidate ai musei, siti archeologici oppure itinerari ed escursioni a piedi, a cavallo, o alre iniziative che promuovano le bellezze naturali, culturali, artistiche e archeologiche dell'Italia.

Ecco i post più visitati durante l'anno 2017.
Le più belle Gite Fuori Porta del 2017

Le più belle Gite Fuori Porta del 2017



SCOPERTE CULINARIE ED APPUNTAMENTI ENO-GASTRONOMICI LUNGO I SENTIERI NELLA VALLE ISARCO.


COME SCOPRIRE UN'ANTICA TRADIZIONE AUTUNNALE NELLA VALLE D'ISARCO: IL PERCORSO DEI SAPORI.


MUGGIA È UN FAZZOLETTO IN UN FAZZOLETTO, UNA VIRGOLA NELL'ENCLAVE TRIESTINO.


CASTELLO DE CESARIS A SPOLTORE, COSTRUZIONE ANTICA, LA CUI FONDAZIONE È AVVOLTA NEL MISTERO.


UNA GITA ALLA SCOPERTA DELLE OROBIE, ESCURSIONI TRA NATURA E BENESSERE: RIFUGIO PASSO SAN MARCO.


IL TURISMO IN ITALIA È CRESCIUTO (MA RESTIAMO SOLO QUINTI).


SPLENDIDO GOLFO DEL TIGULLIO, UNA GITA AL MARE FUORI STAGIONE.


PINZOLO - VAL RENDENA, LA VACANZA DA VIVERE IN OGNI STAGIONE.


SCOPRI ROMA, UNA CULTURA CAPITALE: VILLA DI PLINIO.


A SPASSO PER CAIRO MONTENOTTE NEL CUORE DELLA VAL BORMIDA.




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Lungo questi sentieri della Valle Isarco, gli escursionisti possono essere sicuri di trovare osterie con vere prelibatezze culinarie.

L’esperienza gastronomica sta al centro di queste passeggiate.

In Valle Isarco, la valle dei percorsi, trovate moltissime opportunità per escursioni con ogni livello di difficoltà: dalle comode passeggiate o piccole escursioni adatte alla famiglie con bambini, fino ai percorsi più impegnativi d’alta montagna, vie ferrate incluse.
Tornano-le-Settimane-della-buona-cucina-In-Valle-Isarco-tutto-il-sapore-delle-tipicita-mappa

Scoperte culinarie, il piacere lungo i sentieri.

Sentieri didattici attraverso la natura, sentieri tematici o percorsi culturali guidano gli ospiti e le loro famiglie sulle tracce dei prodotti regionali e dei monumenti da visitare.

A Schluppes al maso Ungererhof.

Da Casateia attraverso il Giogo di Costa e il Platschjoch fino al maso Ungerer presso Schluppes

Escursione da Prati di Vizze a Tulves.

Escursione a «Tulvares», il piccolo borgo che viene citato già nell'anno 827

Alla malga Geisler Alm.

L'escursione alla malga Geisler Alm conduce l'escursionista nella splendida zona al di sotto del gruppo delle Odle

Ai rifugi Schatzer e Genziana.

Facile escursione familiare passando per il rifugio Schatzer fino al rifugio Genziana con vista sul Sasso Putia

Verso S. Maurizio.

L'escursione circolare conduce da Villandro sul sentiero del castagno fino a S. maurizio e sul sentiero "Kirchsteig" si ritorna al punto di partenza

Sul monte del Passo.

Dal Kaseregg attraverso il Kesselbild sul panoramico monte del Passo in alto sopra Lazfons

Da Lazfons sul monte del Pascolo.

Splendida escursione sul monte del Pascolo e al Lago di Rodella sulla malga di Lazfons. Con vista grandiosa.

Appuntamenti eno-gastronomici.

Con tanto gusto.

Mele, speck, vino, yogurt, castagne, pane sono solo alcuni dei prodotti tipici della Valle Isarco. In occasione di particolari manifestazioni, feste e rassegne gastronomiche le specialità regionali diventano protagonisti d'eccezione.
Leggi anche: La Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua e affascinante mutazione.
LUGLIO.

Il percorso dei sapori.

dal luglio al novembre 2017
Luoghi: In tutta la Valle Isarco
I pacchetti legati a temi enogastronomici ed il programma attivo di “Il percorso dei sapori” regalano uno scorcio sulle ricchezze culturali della regione. La Valle Isarco e i suoi sapori più tradizionali vi aspettano: venite a conoscerli.

SETTEMBRE.

Festa dei masi a Fundres.

10 settembre 2017
Luogo: Fundres
Terza edizione della "Festa dei masi", con mercatino contadino, escursioni guidate, visite ai masi, piatti tipici della cucina contadina e musica tradizionale.

Specialità d’agnello del „Villnösser Brillenschaf“.

dal 28 settembre al 9 ottobre 2017
Luogo: Val di Funes e nei ristoranti di amici del “Villnösser Brillenschaf” in tutto Alto Adige
Gli esercizi aderenti all’iniziativa vizieranno i propri ospiti con piatti raffinati preparati con la pregiata carne del “Villnösser Brillenschaf”, la “pecora con gli occhiali della Val di Funes”.

Mercato del pane e dello strudel.

dal 29 settembre al 1 ottobre 2017
Luogo: Bressanone
C‘è pane e pane – lo dimostrano i panificatori presenti al mercato del pane e dello strudel in Piazza Duomo a Bressanone. Al centro della manifestazione, che dura tre giorni, ci
sono gli svariati tipi di pane con il marchio di qualità altoatesino.



Accanto a specialità gastronomiche, al mercato si possono raccogliere informazioni sulla storia e la preparazione del pane dell’Alto Adige. Giornalmente i panificatori mostrano come fare tutti i tipi di pane. Un percorso storico apre una finestra sul passato e sull’importanza del pane nel corso dei secoli.

Festa dello speck.

il 30 settembre e il 1 ottobre 2017
Luogo: Val di Funes
La produzione di speck è una delle tradizioni più sentite in Alto Adige. In Val di Funes un weekend è dedicato a questo importante prodotto di qualità.
Ulteriori informazioni

OTTOBRE.

Törggelen Originale.

ottobre 2017
Il falò delle castagne, il "Keschtnfeuer", avvamperà in tutti i Buschenschänke che partecipano all'evento, dando così inizio all’iniziativa
"Törggelen originale".

16° Settimane delle castagne della Valle Isarco.

dal 14 ottobre al 5 novembre 2017
Luogo: Valle Isarco

I gastronomi che vi partecipano, da Varna al Renon, proporranno alla gente del paese e ai turisti, le loro delizie a base di castagna. Anche quest’anno ci sarà l’imbarazzo della scelta tra le più vaste specialità alla castagna: dagli antipasti saporiti ai pranzi appetitosi fino ai dessert raffinati.

21° Keschtnigl a Velturno.

dal 14 ottobre al 05 novembre 2017
Luogo: Velturno
Festa e cultura attorna la castagna: escursioni guidate, mercati, intrattenimenti musicali, vecchi attrezzi
contadini.

Festa del contadino a Tiso.

15 ottobre 2017
La festa del contadino a Tiso è una delle feste più tradizionali di tutto l’Alto Adige e un vero viaggio alla scoperta dell’artigianato e delle tradizioni della Val di Funes.

Scoperte culinarie ed appuntamenti eno-gastronomici lungo i sentieri nella Valle Isarco.Twitta
LUGLIO 2018.

Giornate dello yogurt a Vipiteno.

dal 7 al 15 luglio 2018
In collaborazione con la Latteria Vipiteno, uno dei produttori di yogurt più noti d’Italia, vari ristoranti e alberghi di Vipiteno e nelle sue vallate preparano piatti tradizionali e di nuova creazione, tutti rigorosamente a base dello squisito yogurt.

Festa delle malghe di Racines.

8 luglio 2018
Nelle malghe della Val Racines si trovano specialità altoatesine e musica folcloristica dal vivo.

Cucina di strada in Valle Isarco.

da metà luglio a fine agosto 2018
Luoghi: Vipiteno, Rio Pusteria, Bressanone, Chiusa, Naz, Velturno
Ambienti affascinanti e prelibatezze gastronomiche animano le serate estive in Valle Isarco.

AGOSTO 2018.

Festa della polenta.

15 agosto 2018
Luogo: Naz
Vengono serviti diversi piatti di polenta con funghi e gulasch - Con intrattenimento musicale.

SETTEMBRE 2018.

Settimane delle prugne e festa delle prugne a Barbiano.

dal 1 al 16 settembre 2018

La prugna è parte integrante della cucina, della pasticceria e delle distillerie di Barbiano. È così che nel paesino "della torre storta" si dedica due intere settimane a questo frutto autunnale.

Ristoranti di Barbiano servono piatti a base di prugne autoctone, nei negozi si vendono prodotti tipici come il pane alle prugne, la marmellata alle prugne ed anche prugne secche. Domenica grande festa con musica dal vivo e specialità gastronomiche a base di prugne.

Sagra dei canederli a Vipiteno.

9 settembre 2018
Il “Knödel” (canederlo) è uno dei piatti più tradizionali dell’Alto Adige. La 2a domenica di settembre questa pietanza è la grande protagonista della festa nell’antica città mineraria.

Su una tavolata lunga 300 metri, allestita tra la Città Nuova e la Città Vecchia, i ristoratori di tutto il circondario propongono settanta tipi diversi di canederli, a cominciare da quelli tradizionali allo speck per finire con quelli agli asparagi e alle rape rosse.
La sagra dei canederli, a Vipiteno è uno degli appuntamenti più attesi e costituisce per così dire il coronamento dell'estate Vipitenese. Domenica, 11 settembre, su una tavolata lunga 400 metri, verranno serviti ca. 70 specialità di canederli diversi in Città Nuova come in Città Vecchia e naturalmente in Piazza Città: nel menu i tradizionali canederli allo speck, canederli magri, raffinati canederli al fegato, canederli al pane nero e canederli dolci in diverse varianti. 

A queste ghiottonerie culinarie, domenica faranno da contorno raffinate esibizioni musicali. Questa festa è ideata e organizzata dall‘Associazione Turistica di Vipiteno e dai ristoratori che Vi partecipano.




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Il buon cibo è uno dei piaceri della vita. Ed è proprio con questa filosofia che la Valle Isarco conquista i propri ospiti amanti della buona cucina.

Qui troverete luoghi, locali e persone pronti ad offrire e far conoscere i sapori tradizionali legati alla propria terra.

Escursioni guidate e visite con sosta e degustazione sono il modo migliore per conoscere questo straordinario mondo: venite a vedere, toccare e soprattutto assaporare numerose ricette a base di mele altoatesine, scoprite con che spirito i viticoltori altoatesini si impegnano perché i loro vini diventino sempre migliori e valutate voi stessi come la cucina contadina abbia varcato da tempo la soglia della haute cuisine.
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Il percorso dei sapori in autunno.

Qui troverete luoghi, locali e persone pronti ad offrire e far conoscere i sapori tradizionali legati alla propria terra.

Mela - la tentazioni sana.

Eva tentò Adamo con una mela, il prelibato frutto che troviamo nello strudel, nei canederli e nei risotti. A livello mondiale, una mela su dieci proviene dall’Alto Adige. Un’escursione sull’altopiano delle mele di Naz-Sciaves porta a visitare i melicoltori di questa zona, alla scoperta delle mele più sode e succose.
Leggi anche: La Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua e affascinante mutazione.
Durante la visita vengono fornite informazioni interessanti sulla coltivazione e la conservazione e non mancano ovviamente i momenti di degustazione di questa prelibata bomba di vitamine. Infine, un breve corso svela.

tutti i segreti su come utilizzare al meglio il pregiato frutto in cucina.
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Latte e derivati - L'oro bianco.

Quali erbe piacciono particolarmente alle mucche? Perché il latte d’alta quota è così buono? E perché alcune varietà di formaggio presentano uno strato di muffa?

Il latte crudo o lavorato per produrre yogurt, burro o formaggio dà un tocco in più in cucina, non solo nelle malghe.

Da tempo infatti, l’oro bianco è diventato un ingrediente irrinunciabile anche nell’alta gastronomia. Un viaggio da non perdere all’insegna delle escursioni e della buona cucina.

Uno scorcio verticale sul vino.

Nella regione vinicola più a nord d’Italia, la posizione dei terreni da coltivare rappresenta la sfida maggiore per i viticoltori. Ma forse è proprio per la pendenza del terreno e per le giornate calde e le notti fredde che qui crescono alcuni dei migliori vini bianchi d’Italia.

Come scoprire un'antica tradizione autunnale nella Valle d'Isarco: il Percorso dei Sapori.Twitta
Visitando questi vigneti dalla forte pendenza si capisce la grande passione dei vignaioli altoatesini. Il contatto diretto con queste persone e le degustazioni rivelano l’essenza del vino e della sua terra.
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Le prugne di Barbiano.

Questi frutti dolci e ricchi di vitamine e minerali sono la base per diverse delizie culinarie: sia come marmellata, nel risotto o servito con petto d'anatra, o molto amato in dessert come gnocchi di prugne e strudel di prugne - l'aroma delicato rende le prugne di Barbiano ricche di sapori.

Frutti speciali, che si possono imparare a conoscere durante un'escursione lungo le pendenze
assolate di Barbiano.

Miele - il dolce rimedio.

I fiori alpini donano al miele dell'Alto Adige un sapore intenso. In tal modo, si producono varietà infinite di sapori, dolci per il palato e allo stesso tempo rimedi calmanti. Le “escursioni guidate del miele” forniranno importanti informazioni sulla produzione del miele e sulla vita delle api.

La castagna.

Un'escursione autunnale è collegata alla castagna così come il vino al Törggelen. E' dolce, sana, a basso contenuto di calorie e non ha solo un sapore eccellente quando è arrostita, ma è raffinata in molti piatti. Non può mancare la passeggiata delle castagne con degustazione di piatti a base di castagne accompagnati con il vino.
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Erbe – cure naturali e aromatiche.

Erbe medicinali ed aromatiche, coltivate secondo le norme di produzione biologica, possono essere utilizzate in modo corretto per portare all'equilibrio il corpo e la mente. Attraverso passeggiate guidate, si conoscono quali erbe crescono in Valle Isarco e si sperimentano i loro effetti.


La cucina contadina e i prodotti agricoli locali.

A stretto contatto con la loro terra, i contadini hanno creato una cucina tradizionale molto legata al territorio che conquista anche i palati più esigenti. Un’escursione tra vigneti ripidi, immersi nei meleti o lungo le mulattiere, mostra al meglio come i contadini vivano i loro prodotti.

A fare da sfondo spesso sono le maestose Dolomiti, su una terra che fu teatro di importanti eventi storici.
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