Il turismo in Italia è cresciuto (Ma restiamo solo quinti).
L’aumento degli arrivi in Italia è stato inferiore rispetto al boom di Spagna, Grecia e Scandinavia. Nell’anno dell’Expo milanese siamo rimasti al quinto posto nella classifica mondiale stilata per numero di arrivi internazionali.

Bicchiere mezzo pieno: il turismo internazionale nel 2015 è cresciuto del 4,4%: cinque volte e mezza più del Pil italiano (+0,8). Evviva. Bicchiere mezzo vuoto: siamo sotto la media Ue e mediterranea. 

Nonostante l’Expo, per dirla con Renzi, fosse «un’opportunità straordinaria». Una delle due: o la grande giostra di Rho non ha portato affatto moltitudini di stranieri o il nostro turismo è così fragile da non tenere il passo del boom mondiale perfino nell’anno dei riflettori planetari. Per carità, lamentarsi soltanto sarebbe un delitto.
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Una crescita di quasi quattro punti e mezzo in un settore strategico, in questi anni, difficili tira su il morale. Ci sono momenti, però, in cui è un delitto perdere certi autobus. E il nuovo rapporto dell’Unwto (United Nations World Tourism Organization) con burocratica perfidia (poteva anche non farlo) ci ricorda appunto questo: era l’anno della Expo. Esibita, ricordiamo sommessamente, come un trionfo. Quanti sono stati gli stranieri arrivati a Rho? Inutile cercare nella Relazione sulla Gestione dell’esercizio al 31 dicembre 2015: il termine «stranieri» c’è due volte. Ma non riferito ai visitatori. Se fossero stati, come si stima, sei milioni cosa vorrebbe dire? Che senza l’Expo ne avremmo persi, rispetto al 2014, quattro milioni? In un anno di vacche grasse?
Leggi anche: Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale.
Il dossier.
Ricorda il dossier Unwto che nel 2015, a fronte delle difficoltà dell’Africa (-3,3% a causa probabilmente dei timori per la sicurezza sulle spiagge della Tunisia, del Mar Rosso, del Kenya…) gli arrivi di turisti internazionali sono passati da un miliardo e 134 milioni a uno e 186: 52 milioni in più. Con una crescita del 4,7 per cento in Europa (7,3% nei Paesi del Nord, 5% nell’area mediterranea), del 5,6 per cento in Asia, del 5,9 in America. Ancora più impressionante il confronto sui dati del 1990: quelli che potevano permettersi di andare in vacanza all’estero erano 435 milioni. Un botto, in tre lustri, del 172%. Eppure, anche se ce la tiriamo sul «Paese più bello del mondo», continuiamo a perder posizioni e quote. Lontani i tempi in cui eravamo primi (1970, davanti a Canada, Francia, Spagna e Stati Uniti) anche nel 2015 l’abbiamo sfangata restando al quinto posto con 50,7 milioni di arrivi internazionali dietro la Francia (84,5), gli Stati Uniti (77,5), la Spagna (68,2) e la Cina (56,9). Sugli incassi, siamo slittati al settimo posto dietro la Gran Bretagna, che ha un terzo dei nostri siti Unesco e non può manco infastidirci sul piano culturale, balneare ed enogastronomico, e perfino dietro la Thailandia. Che incassa dai visitatori stranieri cinque miliardi più di noi.

Le difficoltà.
Una tabella rielaborata dalla studiosa Silvia Angeloni su dati Unwto è chiara: pur restando «una superpotenza turistica culturale», per dirla col premier, le difficoltà rispetto ai principali concorrenti sono visibili. E non bastano gli esempi virtuosi sottolineati da Dario Franceschini, come «quello di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 che nei primi tre mesi ha registrato una crescita del 39% dei turisti e del 42% degli ingressi nei musei», a spalancare scenari ottimistici. Se come dice il ministro della Cultura del turismo il suo è «il principale dicastero economico del Paese perché si occupa di un patrimonio unico, originale e inimitabile», l’Italia può dare e avere di più. Il mondo è cambiato e fatichiamo a competere nella chimica, nella siderurgia, nel gigantismo portuale e nella industria pesante? Almeno nel turismo, peraltro ignorato dai sindacati nonostante rappresenti il settore dalle prospettive più rosee al mondo (1,8 miliardi di arrivi internazionali previsti nel 2030) dobbiamo giocarcela meglio.

Il rapporto del Cnr.
Lo riconosce il recentissimo «Rapporto sul turismo italiano 2016» del Cnr coordinato da Emilio Becheri e Giulio Maggiore: «In 10 anni, dal 2004 al 2014, l’Italia, essenzialmente a causa dell’andamento del suo turismo interno, ha aumentato le proprie presenze complessive (straniere e nazionali) del 9,3 per cento, un valore nettamente inferiore rispetto a quello dell’Unione Europea (oltre il 20%), inferiore a molte zone tradizionalmente poco vocate al turismo ma emergenti quali la Scandinavia (es. Svezia +22,5% e Finlandia +19%, e fuori dall’EU la Norvegia +21,1% e l’Islanda che in 10 anni ha più che raddoppiato le proprie presenze turistiche) e soprattutto le repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania, rispettivamente, +54,6%, + 101,3% e + 198,2%), ma anche inferiore a quello di Paesi comparabili e dal turismo consolidato come quelli dell’area mediterranea, Spagna (+17,3%), Portogallo (+31,8% ), Grecia (+81,0%)». Vale a dire tre Paesi in gravi difficoltà domestiche quanto noi. E lasciamo perdere la Francia dove il dato «è probabilmente distorto» da nuovi metodi di rilevamento. Per noi sarebbe umiliante: +42,2 per cento. Il quadruplo del nostro.
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I rallentamenti del turismo interno.
Statistiche alla mano «la stagnazione del turismo in Italia è tutta da attribuirsi alla domanda interna che ha sofferto maggiormente rispetto a quella di altri Paesi, quali Francia ed anche Spagna». Eppure, sospira il dossier, lo stesso World Economic Forum, con il TTC Index del 2015, «ha riconosciuto al nostro Paese il primato mondiale sulla dotazione del patrimonio storico-culturale e l’eccellenza sul turismo naturalistico, secondo nel ranking». Stando a «Country Brand Index 2014-15», a dirla tutta, restiamo primi anche sul cibo. Allora? Com’è possibile che l’anno scorso (a dispetto di chi strilla contro i gommoni dei profughi «che rovinano il turismo») la Grecia invasa dai barconi dei siriani sia cresciuta del 7,1 per cento cioè molto ma molto più di noi? Non sarà perché, come ci rinfaccia lo stesso World Economic Forum, l’Italia ha «gravi lacune a livello di “business environment”» (il contesto ambientale per chi fa impresa, a causa dei lacciuoli giuridici, fiscali e amministrativi) al punto che siamo al 127° posto? O che sui prezzi siamo addirittura centotrentatreesimi e cioè inavvicinabili per tanti turisti internazionali che si «accontentano» di andare in Grecia, Spagna o Croazia perché meno care del nostro Mezzogiorno? Quanto allo spreco di Roma, ne parleremo la prossima volta.

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Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale. Ricche di monumenti, chiese, castelli, musei, dimore storiche, le città d'arte italiane sono l'obiettivo ideale del turismo destagionalizzato, di quella voglia di viaggiare e conoscere che può essere soddisfatta durante tutto il corso dell'anno.

Le città d'arte italiane sono molte: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Ferrara, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Palermo, per citarne alcune.
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Tutte conservano un patrimonio storico, artistico e archittetonico che racconta secoli di storia. Ricche delle tracce delle vicende umane che le hanno attraversate - le città d'arte italiane sono state spesso sede di governi e principati e teatro di fatti avvincenti che hanno modificato il corso stesso della storia -, per il loro peculiare rapporto con il potere sono state a più riprese modificate e abbellite in quanto dimora di principi, duchi, papi, re e imperatori.
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Spesso caratterizzate da un tessuto urbanistico che ne conserva l'impianto originario, si tratti di un castrum o di un borgo medievale, le città d'arte italiane rappresentano le vestigia dei tempi che furono congelate nelle loro trasformazioni.
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Segnate dall'attività di grandi artisti e mecenati queste città non sono solo il contenitore di espressioni artistiche rilevanti ma sono esse stesse delle opere d'arte.
 
Musei a cielo aperto che si possono godere a piedi e visitare negli aspetti più moderni e vitali lungo percorsi che guidano alla scoperta di negozi e botteghe artigiane, mercati e sagre, festival e teatri che coniugano tradizioni, cultura e divertimento.
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La località di Pinzolo, con i paesi confinanti di Giustino e Carisolo, si trova nella parte superiore della Val Rendena: qui la Valle di presenta molto ampia e pianeggiante, prima di inerpicarsi verso Madonna di Campiglio e di restringersi a sinistra nella selvaggia Val Genova. E’ il luogo di soggiorno ideale per i grandi e i bambini che amano godersi un periodo di vacanza in una località che, pur offrendo attrezzature sportive all'avanguardia, è riuscita a mantenere il carattere di un paese alpino ricco di cultura e tradizioni.

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“Dicho che ‘l Mugiello è il più bello paese che abbia il nostro contado… Egli è situato nel mezo d’un bellissimo piano dimestico et adorno di frutti belli e dilettevoli”; così scriveva nei suoi Ricordi, già nel 1393, Giovanni di Pagolo Morelli, mercante fiorentino. Anche Dante, esule da Firenze nel 1304 si rifugiò qui.

Da sempre, il Mugello è considerato una delle più belle zone della Toscana; colline incantevoli, castagneti, viti, olivi e clima mite. Persino Lorenzo il Magnifico prese spunto dalle sue dolci colline per il suo Nencio da Barberino. E Carducci, e Giotto. Tutti i personaggi più illustri della Toscana sono passati di qui, e si sono innamorati dei suoi morbidi paesaggi. Un luogo magico, che vale davvero la pena di visitare.

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Da sempre le Cinque Terre - Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare - assieme al Golfo della Spezia, con Lerici e Portovenere ai due estremi, sono considerati tra le zone più belle della Liguria ed i posti più caratteristici della nostra penisola.

Non a caso il Golfo di La Spezia è anche noto come Golfo dei Poeti. La felice locuzione si deve a Sem Benelli, drammaturgo pratese autore de “La Cena delle Beffe”, quando osservò che Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e tanti altri poeti furono profondamente affascinati da borghi, carrughi, giochi di chiaro scuro, case torri che si ergono su speroni di roccia a picco sul mare.

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“Non misurate di uomini di questa terra col metro delle vostre provenienze, dalle pianure, dalle città industriali, dall’abitudine alle preoccupazioni entro cui una vita troppo circoscritta e ansiosa vi ha imprigionato, sappiate che anche quando vi danno tutta la loro attenzione c’è un pezzo della loro anima che vaga lungo i torrenti, sui sentieri dei boschi, o che è rimasta appesa a qualche parete rocciosa da cui il corpo è disceso, ma su cui sventolano ancora il ricordo e la nostalgia. Saranno con voi, totalmente con voi, solo quando voi pure v’incamminerete sulla montagna, per dividerne la magia e i misteri, sia che essa vi dia da vicino la gioia delle conquiste, o da lontano il conforto della sua solennità”.

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La guida turistica che ti farà conoscere approfonditamente l'affascinante territorio del Chianti!
Navigando nelle nostre pagine potrai trovare tutti i luoghi più interessanti del territorio chiantigiano, la storia di ogni paese, di ogni castello, di ogni pieve, le migliori strutture di accoglienza turistica come agriturismi, hotel, bed and breakfast, residence e case vacanze nelle quali potrai passare un'indimenticabile vacanza.
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1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla

3.- Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Che sia sul versante di Novacella, con le vigne pettinate a festa, che sia sul versante di Barbiano, dove caparbi agricoltori artigiani recuperano antiche sementi per le moderne cucine della valle negli orti a quasi mille metri d’altitudine, la Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua mutazione. Le stagioni passano come velature di colore mutando le sfumature, ma il dinamismo della


4.- Valle Isarco, un itinerario di Gusto
Valle Isarco, un itinerario di Gusto
La Valle ti accoglie con un abbraccio appena lasci Bolzano alle spalle, con toni di verde e d’azzurro: le pareti si innalzano e confinano l’orizzonte come in uno sterminato giardino con giochi d’acqua di giganti. L’Isarco scende deciso attraversando paesi e città, e specchiando i dirupi nelle acque rapide a scendere, rumoreggiando. Scrigno di tesori creati per mano dell’uomo o della natura:

5.- Podere "La Querciola" area protetta con campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico.
Podere
L'area protetta si trova a Sesto Fiorentino e si estende per circa 56 ettari. Al suo interno comprende uno stagno artificiale di circa 10 ettari, il Lago di Padule, creato a fini venatori ma non più utilizzato a questo scopo. Sono inoltre presenti campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico. L'area ospita nel corso dell'anno 176 specie diverse di volatili fra stanziali e di

6.- Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Là ad occidente, dove finisce la Sicilia, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo e che gli Arabi vollero rinominare Marsa Ali. Attorno ad un centro, piccolo ma intriso di arte e di storia, si apre un vasto territorio che comprende un’infinità di frazioni sparse, le cosiddette “contrade”. Nelle terre qui intorno, lontano dalla frenesia

7.- Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, la più grande tra le isole che circondano la Sicilia, si trova al centro dell'omonimo canale, a circa metà strada tra questa e il continente africano. Si estende per 83 kmq e raggiunge la sua altezza massima nella sua parte centrale, dove la Montagna Grande si innalza per 836 metri sopra il livello del mare. La morfologia del suo territorio è piuttosto

8.- Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Le chiese in città sono moltissime. All'estremità est del centro città, in via Pepoli, sorge il grande complesso dell'Annunziata che è il principale monumento cittadino. Alle spalle dell'altare principale si trova la Cappella della Madonna a cui si accede attraverso un bell'arco rinascimentale, chiuso da una grata in bronzo del 1591. Nei pressi si trova anche l’ex convento che oggi ospita il

9.- La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
Fondata dai Greci, secondo le fonti storiche più attendibili, Sorrento, grazie alla sua posizione strategica sul mare, è stata conquistata più volte nella sua storia, subendo la dominazione di vari popoli dagli Etruschi ai Romani, fino ai Saraceni, in un continuo susseguirsi di vari corsi e ricorsi storici. Tra le cose da vedere a Sorrento vi segnaliamo il duomo, con una splendida facciata neo

10.- Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Ed infine da qualche giorno anche a queste latitudini si è provveduto al cambio di stagione. E allora con giacconi e cappelli sarà tempo per scoprire prospettive sorprendenti della geografia costiera, magari quella amalfitana, spendendo una giornata tra Vietri e Cetara. Due comuni, due anime, due aspirazioni, un solo confine: il mare. L’inverno con i suoi umori, infatti, regala dettagli, satura
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1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla

3.- Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Che sia sul versante di Novacella, con le vigne pettinate a festa, che sia sul versante di Barbiano, dove caparbi agricoltori artigiani recuperano antiche sementi per le moderne cucine della valle negli orti a quasi mille metri d’altitudine, la Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua mutazione. Le stagioni passano come velature di colore mutando le sfumature, ma il dinamismo della


4.- Valle Isarco, un itinerario di Gusto
Valle Isarco, un itinerario di Gusto
La Valle ti accoglie con un abbraccio appena lasci Bolzano alle spalle, con toni di verde e d’azzurro: le pareti si innalzano e confinano l’orizzonte come in uno sterminato giardino con giochi d’acqua di giganti. L’Isarco scende deciso attraversando paesi e città, e specchiando i dirupi nelle acque rapide a scendere, rumoreggiando. Scrigno di tesori creati per mano dell’uomo o della natura:

5.- Podere "La Querciola" area protetta con campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico.
Podere
L'area protetta si trova a Sesto Fiorentino e si estende per circa 56 ettari. Al suo interno comprende uno stagno artificiale di circa 10 ettari, il Lago di Padule, creato a fini venatori ma non più utilizzato a questo scopo. Sono inoltre presenti campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico. L'area ospita nel corso dell'anno 176 specie diverse di volatili fra stanziali e di

6.- Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Là ad occidente, dove finisce la Sicilia, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo e che gli Arabi vollero rinominare Marsa Ali. Attorno ad un centro, piccolo ma intriso di arte e di storia, si apre un vasto territorio che comprende un’infinità di frazioni sparse, le cosiddette “contrade”. Nelle terre qui intorno, lontano dalla frenesia

7.- Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, la più grande tra le isole che circondano la Sicilia, si trova al centro dell'omonimo canale, a circa metà strada tra questa e il continente africano. Si estende per 83 kmq e raggiunge la sua altezza massima nella sua parte centrale, dove la Montagna Grande si innalza per 836 metri sopra il livello del mare. La morfologia del suo territorio è piuttosto

8.- Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Le chiese in città sono moltissime. All'estremità est del centro città, in via Pepoli, sorge il grande complesso dell'Annunziata che è il principale monumento cittadino. Alle spalle dell'altare principale si trova la Cappella della Madonna a cui si accede attraverso un bell'arco rinascimentale, chiuso da una grata in bronzo del 1591. Nei pressi si trova anche l’ex convento che oggi ospita il

9.- La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
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Fondata dai Greci, secondo le fonti storiche più attendibili, Sorrento, grazie alla sua posizione strategica sul mare, è stata conquistata più volte nella sua storia, subendo la dominazione di vari popoli dagli Etruschi ai Romani, fino ai Saraceni, in un continuo susseguirsi di vari corsi e ricorsi storici. Tra le cose da vedere a Sorrento vi segnaliamo il duomo, con una splendida facciata neo

10.- Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Ed infine da qualche giorno anche a queste latitudini si è provveduto al cambio di stagione. E allora con giacconi e cappelli sarà tempo per scoprire prospettive sorprendenti della geografia costiera, magari quella amalfitana, spendendo una giornata tra Vietri e Cetara. Due comuni, due anime, due aspirazioni, un solo confine: il mare. L’inverno con i suoi umori, infatti, regala dettagli, satura
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