La località di Pinzolo, con i paesi confinanti di Giustino e Carisolo, si trova nella parte superiore della Val Rendena: qui la Valle di presenta molto ampia e pianeggiante, prima di inerpicarsi verso Madonna di Campiglio e di restringersi a sinistra nella selvaggia Val Genova. E’ il luogo di soggiorno ideale per i grandi e i bambini che amano godersi un periodo di vacanza in una località che, pur offrendo attrezzature sportive all'avanguardia, è riuscita a mantenere il carattere di un paese alpino ricco di cultura e tradizioni.
val_rendena
Le sue origini sono antiche, come testimonia la chiesa di S.Vigilio, eretta probabilmente prima dell’anno Mille, anche se l’assetto attuale risale al 1515. Anche il turismo gode a Pinzolo di antiche tradizioni: i primi hotel risalgono infatti alla fine dell’Ottocento, quando la zona incominciò ad essere frequentata da scalatori provenienti soprattutto dall’Inghilterra e dalla Germania. Ma il vero boom turistico risale agli anni ’60 con la realizzazione di strutture turistiche per l’estate (tennis, campi da calcio, parchi) e dei primi impianti di risalita al Doss del Sabion. Da allora sono stati costruiti moltissimi hotel, bed & breakfast, agriturismi e residence, in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza.

Gli interventi di ammodernamento delle strutture turistiche sono continui, ed oggi sono molti gli hotel a quattro stelle dotati di piscina e centro benessere. Anche gli impianti di risalita sono al passo dei tempi e le piste sono tutte servite da impianti di neve programmata. E finalmente è quasi completato il collegamento sciistico con Madonna di Campiglio, che sarà pronto per la stagione invernale 2011/12. Dal Natale 2010 è entrata il funzione la nuovissima cabinovia Tulot ed è stata completata la fantastica pista DoloMitica, una tra le piste più impegnative delle Alpi. Ricchissima la dotazione di impianti sportivi di Pinzolo e della valle: campi da tennis, calcio, campi da golf, bocce, palaghiaccio, piscine, tiro con l’arco, minigolf, palestra, mountain bike, parapendio, percorsi vita.
Pinzolo 
Pinzolo in estate
Pinzolo 
Pinzolo in inverno
L’estate a Pinzolo è frizzante: da giugno a settembre si susseguono sagre locali, eventi culturali e gastronomici da non perdere. E' stata sede del ritiro pre-campionato della Juventus dal 2006 al 2010, e dal 2011 ospiterà la fortissima squadra dell'Inter. Per gli amanti della natura e dei sapori genuini, ogni settimana l’Azienda di promozione turistica organizza golose gite nelle più belle malghe della zona, per gustare polenta e formaggio fumanti. Innumerevoli le possibilità di passeggiate, da quelle più comode nel fondovalle e nei boschi limitrofi, ai pascoli e laghi alpini, fino alle escursioni più impegnative come la spettacolare Via delle Bocchette.

L’elegante campanile di Pinzolo, costruito interamente con tonalite della Val di Genova, è stato realizzato negli anni 1865-1867 dal maestro muratore Valsecchi, su progetto di Leopoldo Claricini. Con i suoi 72 metri (il più alto del Trentino) domina l'abitato di Pinzolo e l'alta Val Rendena.
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:
http://unagitafuoriporta.blogspot.com/feeds/posts/default
“Dicho che ‘l Mugiello è il più bello paese che abbia il nostro contado… Egli è situato nel mezo d’un bellissimo piano dimestico et adorno di frutti belli e dilettevoli”; così scriveva nei suoi Ricordi, già nel 1393, Giovanni di Pagolo Morelli, mercante fiorentino. Anche Dante, esule da Firenze nel 1304 si rifugiò qui.

Da sempre, il Mugello è considerato una delle più belle zone della Toscana; colline incantevoli, castagneti, viti, olivi e clima mite. Persino Lorenzo il Magnifico prese spunto dalle sue dolci colline per il suo Nencio da Barberino. E Carducci, e Giotto. Tutti i personaggi più illustri della Toscana sono passati di qui, e si sono innamorati dei suoi morbidi paesaggi. Un luogo magico, che vale davvero la pena di visitare.
bilancino-lake
Da sempre le Cinque Terre - Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare - assieme al Golfo della Spezia, con Lerici e Portovenere ai due estremi, sono considerati tra le zone più belle della Liguria ed i posti più caratteristici della nostra penisola.
Non a caso il Golfo di La Spezia è anche noto come Golfo dei Poeti. La felice locuzione si deve a Sem Benelli, drammaturgo pratese autore de “La Cena delle Beffe”, quando osservò che Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e tanti altri poeti furono profondamente affascinati da borghi, carrughi, giochi di chiaro scuro, case torri che si ergono su speroni di roccia a picco sul mare.
cinque-terre mappa
“Non misurate di uomini di questa terra col metro delle vostre provenienze, dalle pianure, dalle città industriali, dall’abitudine alle preoccupazioni entro cui una vita troppo circoscritta e ansiosa vi ha imprigionato, sappiate che anche quando vi danno tutta la loro attenzione c’è un pezzo della loro anima che vaga lungo i torrenti, sui sentieri dei boschi, o che è rimasta appesa a qualche parete rocciosa da cui il corpo è disceso, ma su cui sventolano ancora il ricordo e la nostalgia. Saranno con voi, totalmente con voi, solo quando voi pure v’incamminerete sulla montagna, per dividerne la magia e i misteri, sia che essa vi dia da vicino la gioia delle conquiste, o da lontano il conforto della sua solennità”.
paesaggio-montano-della-Val-di-Fassa

Piazza del Duomo a Trento. Un salotto nel centro cittadino, sicuramente uno dei più suggestivi d’Italia, aperto sull’altrettanto notevole via Bellenzani, dove ogni ospite fa sosta d’obbligo. Il primo contatto con il Trentino avviene qui. L’ambiente è solenne, austero, composto, creato da un raffinato gusto italico che ha saputo armoniosamente sposare l’edilizia chiesastica a quella curiale e a quella privata. Poi, appena fuori, subentra il grande richiamo della natura: generosamente maestosa e talora imponente. Al di qua e al di là della cerchia che serra la conca ospitante la città i primi laghi (Caldonazzo, Levico, Terlano, Toblino, Molveno e, sovrano su tutti, il Garda) e le maggiori stazioni di cura (Levico-Vetriolo, Roncegno, Comano e Arco); alle medie altitudini le località di villeggiatura familiare e poi le più note stazioni sciistiche. E al di sopra di tutto questo sta il mondo dell’alpinista fatto di pallida roccia – che al calar del sole diventa fiamma -, di pareti, di spigoli, di appigli, di solitari rifugi, di echi lontani, di contemplazioni, di meditazioni.

La vocazione turistica del Trentino è emersa in chiare note da lunga data se si pensa ai grandi poli d’attrazione che hanno motivato le cronache di viaggio e  ispirate le note poetiche di tanti illustri turisti che hanno conosciuto il Garda o che si sono avventurati sugli aerei campanili delle Dolomiti oppure che hanno violato le argentee vedrette del ghiacciaio eterno. Una vocazione che ha spinto alla realizzazione delle prime stazioni di soggiorno già nell’Ottocento.

Una terra particolarmente eletta per il turismo. Dal “marino Benaco” che pulsa in una lussureggiante cornice di vegetazione mediterranea; attraverso le fughe delle pergole degli ordinati vigneti sul fondovalle e lungo i declivi e le balze solatie delle ultime propaggini dei monti; per prati tempestati di mille corolle e boschi profumati di resina, spesso specchiatisi nelle limpide acque di un discreto laghetto e talora baciati dallo spruzzo di una gioiosa cascata, si raggiunge l’alta vetta da dove si spazia con un’ottica diversa sul mondo che si è lasciato sotto.

Ognuno trova occasione in Trentino per appagare con pienezza le proprie, personali aspirazioni, scivolando sulle onde del Garda in windsurf, risalendo le suggestive mulattiere in mountain bike, camminando con le ciaspole tra boschi incantati, scivolando con gli sci lungo le fantastiche piste innevate, curandosi presso gli stabilimenti idrotermali o arrampicandosi su per le aspre pareti dolomitiche, pescando nei torrenti che scendono a centinaia lungo le valli laterali o nei trecento laghi che del Trentino fanno la “Finlandia italiana” oppure andando a funghi – appassionante pretesto per far moto e concreto passatempo che profumerà la mensa – o alla ricerca di quei prodotti del sottobosco che come sono gustosi così sono salutari.
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:
http://unagitafuoriporta.blogspot.com/feeds/posts/default
La guida turistica che ti farà conoscere approfonditamente l'affascinante territorio del Chianti!
Navigando nelle nostre pagine potrai trovare tutti i luoghi più interessanti del territorio chiantigiano, la storia di ogni paese, di ogni castello, di ogni pieve, le migliori strutture di accoglienza turistica come agriturismi, hotel, bed and breakfast, residence e case vacanze nelle quali potrai passare un'indimenticabile vacanza.
guida_turistica_chianti 2
La guida turistica che ti farà conoscere approfonditamente la bellissima Maremma Toscana!
Navigando nelle nostre pagine potrai trovare tutti gli itinerari turistici di interesse legati al territorio, la storia di ogni città/paese, le migliori strutture di accoglienza turistica come agriturismi, hotel, bed and breakfast, residence, case vacanze, villaggi turistici, campeggi.. ecc. nelle quali potrai passare una meravigliosa vacanza.
maremma_cala_violina
1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla

3.- Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Che sia sul versante di Novacella, con le vigne pettinate a festa, che sia sul versante di Barbiano, dove caparbi agricoltori artigiani recuperano antiche sementi per le moderne cucine della valle negli orti a quasi mille metri d’altitudine, la Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua mutazione. Le stagioni passano come velature di colore mutando le sfumature, ma il dinamismo della


4.- Valle Isarco, un itinerario di Gusto
Valle Isarco, un itinerario di Gusto
La Valle ti accoglie con un abbraccio appena lasci Bolzano alle spalle, con toni di verde e d’azzurro: le pareti si innalzano e confinano l’orizzonte come in uno sterminato giardino con giochi d’acqua di giganti. L’Isarco scende deciso attraversando paesi e città, e specchiando i dirupi nelle acque rapide a scendere, rumoreggiando. Scrigno di tesori creati per mano dell’uomo o della natura:

5.- Podere "La Querciola" area protetta con campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico.
Podere
L'area protetta si trova a Sesto Fiorentino e si estende per circa 56 ettari. Al suo interno comprende uno stagno artificiale di circa 10 ettari, il Lago di Padule, creato a fini venatori ma non più utilizzato a questo scopo. Sono inoltre presenti campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico. L'area ospita nel corso dell'anno 176 specie diverse di volatili fra stanziali e di

6.- Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Là ad occidente, dove finisce la Sicilia, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo e che gli Arabi vollero rinominare Marsa Ali. Attorno ad un centro, piccolo ma intriso di arte e di storia, si apre un vasto territorio che comprende un’infinità di frazioni sparse, le cosiddette “contrade”. Nelle terre qui intorno, lontano dalla frenesia

7.- Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, la più grande tra le isole che circondano la Sicilia, si trova al centro dell'omonimo canale, a circa metà strada tra questa e il continente africano. Si estende per 83 kmq e raggiunge la sua altezza massima nella sua parte centrale, dove la Montagna Grande si innalza per 836 metri sopra il livello del mare. La morfologia del suo territorio è piuttosto

8.- Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Le chiese in città sono moltissime. All'estremità est del centro città, in via Pepoli, sorge il grande complesso dell'Annunziata che è il principale monumento cittadino. Alle spalle dell'altare principale si trova la Cappella della Madonna a cui si accede attraverso un bell'arco rinascimentale, chiuso da una grata in bronzo del 1591. Nei pressi si trova anche l’ex convento che oggi ospita il

9.- La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
Fondata dai Greci, secondo le fonti storiche più attendibili, Sorrento, grazie alla sua posizione strategica sul mare, è stata conquistata più volte nella sua storia, subendo la dominazione di vari popoli dagli Etruschi ai Romani, fino ai Saraceni, in un continuo susseguirsi di vari corsi e ricorsi storici. Tra le cose da vedere a Sorrento vi segnaliamo il duomo, con una splendida facciata neo

10.- Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Ed infine da qualche giorno anche a queste latitudini si è provveduto al cambio di stagione. E allora con giacconi e cappelli sarà tempo per scoprire prospettive sorprendenti della geografia costiera, magari quella amalfitana, spendendo una giornata tra Vietri e Cetara. Due comuni, due anime, due aspirazioni, un solo confine: il mare. L’inverno con i suoi umori, infatti, regala dettagli, satura
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:
http://unagitafuoriporta.blogspot.com/feeds/posts/default
NuoviPosts VecchiPosts Home page