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sabato 16 gennaio 2016

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Dicembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla

3.- Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Valle Isarco: la valle dei percorsi.
Che sia sul versante di Novacella, con le vigne pettinate a festa, che sia sul versante di Barbiano, dove caparbi agricoltori artigiani recuperano antiche sementi per le moderne cucine della valle negli orti a quasi mille metri d’altitudine, la Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua mutazione. Le stagioni passano come velature di colore mutando le sfumature, ma il dinamismo della


4.- Valle Isarco, un itinerario di Gusto
Valle Isarco, un itinerario di Gusto
La Valle ti accoglie con un abbraccio appena lasci Bolzano alle spalle, con toni di verde e d’azzurro: le pareti si innalzano e confinano l’orizzonte come in uno sterminato giardino con giochi d’acqua di giganti. L’Isarco scende deciso attraversando paesi e città, e specchiando i dirupi nelle acque rapide a scendere, rumoreggiando. Scrigno di tesori creati per mano dell’uomo o della natura:

5.- Podere "La Querciola" area protetta con campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico.
Podere
L'area protetta si trova a Sesto Fiorentino e si estende per circa 56 ettari. Al suo interno comprende uno stagno artificiale di circa 10 ettari, il Lago di Padule, creato a fini venatori ma non più utilizzato a questo scopo. Sono inoltre presenti campi coltivati a colture erbacee ed uno stagno didattico. L'area ospita nel corso dell'anno 176 specie diverse di volatili fra stanziali e di

6.- Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Marsala, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo.
Là ad occidente, dove finisce la Sicilia, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo e che gli Arabi vollero rinominare Marsa Ali. Attorno ad un centro, piccolo ma intriso di arte e di storia, si apre un vasto territorio che comprende un’infinità di frazioni sparse, le cosiddette “contrade”. Nelle terre qui intorno, lontano dalla frenesia

7.- Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, è la più grande tra le isole che circondano la Sicilia
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo, la più grande tra le isole che circondano la Sicilia, si trova al centro dell'omonimo canale, a circa metà strada tra questa e il continente africano. Si estende per 83 kmq e raggiunge la sua altezza massima nella sua parte centrale, dove la Montagna Grande si innalza per 836 metri sopra il livello del mare. La morfologia del suo territorio è piuttosto

8.- Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Tra chiese e palazzi le cose da vedere a Trapani non mancano.
Le chiese in città sono moltissime. All'estremità est del centro città, in via Pepoli, sorge il grande complesso dell'Annunziata che è il principale monumento cittadino. Alle spalle dell'altare principale si trova la Cappella della Madonna a cui si accede attraverso un bell'arco rinascimentale, chiuso da una grata in bronzo del 1591. Nei pressi si trova anche l’ex convento che oggi ospita il

9.- La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.
Fondata dai Greci, secondo le fonti storiche più attendibili, Sorrento, grazie alla sua posizione strategica sul mare, è stata conquistata più volte nella sua storia, subendo la dominazione di vari popoli dagli Etruschi ai Romani, fino ai Saraceni, in un continuo susseguirsi di vari corsi e ricorsi storici. Tra le cose da vedere a Sorrento vi segnaliamo il duomo, con una splendida facciata neo

10.- Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.
Ed infine da qualche giorno anche a queste latitudini si è provveduto al cambio di stagione. E allora con giacconi e cappelli sarà tempo per scoprire prospettive sorprendenti della geografia costiera, magari quella amalfitana, spendendo una giornata tra Vietri e Cetara. Due comuni, due anime, due aspirazioni, un solo confine: il mare. L’inverno con i suoi umori, infatti, regala dettagli, satura
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martedì 8 dicembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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domenica 8 novembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Ottobre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 13 ottobre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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giovedì 13 agosto 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Luglio 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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domenica 19 luglio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Giugno 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 12 maggio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Aprile 2015

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla
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sabato 15 marzo 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Febbraio 2014.

 Lago Preola e Gorghi Tondi un tesoro nascosto da tutelare, valorizzare e promuovere.
Per trovare un tesoro bisogna cercarlo: se vuoi vedere la Riserva Naturale Integrale del Lago Preola e Gorghi Tondi, ti devi avvicinare. Quando meno te lo aspetti, immersa in una vallata che la sottrae ad occhi indiscreti, eccola apparire: una serie di piccoli laghi che complessivamente ricoprono un’area di 335 ettari che da Mazara del Vallo si spinge verso Torretta Granitola rimanendo
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venerdì 10 gennaio 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Dicembre 2013.

1.- Offida una città che respira di una grandezza che pare appena passata.

Offida una città che respira di una grandezza che pare appena passata.

Offida, l’accento va sulla “i” come “vino”. Lo capisci sporgendoti dal parapetto dietro l’abside della chiesa millenaria di Santa Maria della Rocca, che questo è un luogo di-vino: la santità delle penombre di questo monolite della spiritualità, appena traforato da piccoli portici nani, graziosamente minimi, e la leggerezza delle vigne aggrappate ai pendii, là sotto. Il dirupo scende

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2.- Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.  Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia. La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Novembre 2013. Si

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3.- Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.

Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.

Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro. Distese di vigneti a perdita d'occhio. Cipressi, piante d'alloro e ulivi fanno parte del paesaggio. Edifici storici, costruiti nello stile tipico dell'Oltradige e appartenuti alle ricche famiglie della zona, costituiscono il fiore all'occhiello del paese. E poi c'è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della

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4.- Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (2a parte).

Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (2a parte).

Le Rocce Vulcaniche. I terreni sedimentari di cui abbiamo parlato, in ampi tratti del comprensorio Sabatino-Tolfetano sono coperti da rocce vulcaniche appartenenti a due fasi eruttive differenti che danno luogo ad una forma di paesaggio dai toni “drammatici”, completamente diversa dalle dolci colline sedimentarie. E proprio da questi contrasti nasce la grande bellezza di questa Riserva Naturale.

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5.- Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (1a parte).

Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (1a parte).

La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta. La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati

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6.- Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax. Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia. La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013. Si tratta

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7.- Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

La chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città

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8.- Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che o...

Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che offre la provincia teramana.

Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone.  La Chiesa, edificata nel 1171, é una

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9.- Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

Quando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi. All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la

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10,. Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Agosto 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Agosto 2013.

1.- Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte). Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è

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mercoledì 11 dicembre 2013

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.



Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax. 

Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.
La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Novembre 2013.

Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.

1.-Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.
Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro. Distese di vigneti a perdita d'occhio. Cipressi, piante d'alloro e ulivi fanno parte del paesaggio. Edifici storici, costruiti nello stile tipico dell'Oltradige e appartenuti alle ricche famiglie della zona, costituiscono il fiore all'occhiello del paese. E poi c'è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della zona alpina, che è una meta molto amata da aprile a ottobre. "wein.kaltern" è l'associazione che raggruppa i viticoltori della zona e che ha lo scopo di controllare la qualità dei vini prodotti. Rigide regole che vanno dall'impianto fino all'immagazzinamento ed alla conservazione, sono garanzia di qualità superiore.

Riserva_Naturale_di_Monterano
Le Rocce Vulcaniche.
I terreni sedimentari di cui abbiamo parlato, in ampi tratti del comprensorio Sabatino-Tolfetano sono coperti da rocce vulcaniche appartenenti a due fasi eruttive differenti che danno luogo ad una forma di paesaggio dai toni “drammatici”, completamente diversa dalle dolci colline sedimentarie. E proprio da questi contrasti nasce la grande bellezza di questa Riserva Naturale. Una prima fase corrisponde alla formazione dai rilievi vulcanici a forma di “cupole”, costituiti da lave dure e compatte, che rientrano nel quadro di attività legate al vulcanismo Tolfetano - Cerite - Manziate di età Plio - Pleistocenica inferiore (tra 4 e 2 milioni di anni fa) e che costituivano proprio gli isolotti di cui parlavamo pocanzi.
Successivamente, dopo un lungo periodo di relativa calma, si è verificato un grande risveglio della attività vulcanica con la formazione dell’apparato Vicano a nord (zona di Vico-Cimini) e dell’apparato Sabatino a sud (zona tra Campagnano e Bracciano), a partire da 700.000 anni fa.


riserva naturale monterano
La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta.La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati ambientati decine di film), dopo un ampliamento dei suoi confini nel 1993, copre oggi poco più di 1.000 ettari di terreno, che custodiscono una grande varietà di ambienti ed una esuberante biodiversità.Boschi collinari, forre vulcaniche con vegetazione tipica e felci rarissime, prato-pascoli con la loro tipica flora e fauna; il tutto attraversato da un corso d’acqua, il Fiume Mignone, incluso nei Siti di Interesse Comunitario che costituiscono patrimonio dell’intera Unione Europea nell’ambito della Rete Natura 2000.


Altamura stradinaChi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.
Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.
La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013.
Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.
Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.
La chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città

5.- San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati
san-gimignano1-620x462San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati. Quando il cielo prende il colore della pietra con la quale sono costruiti i palazzi, ma viene movimentato dalle variopinte bandiere delle sue contrade. Quando una certa bruma la avvolge, donandole quel fascino misterioso e schivo capace di trasportarti indietro nei secoli fino all’epoca medioevale. Quella delle lotta per le investiture, tra Guelfi e Ghibellini, qui rappresentati dagli Ardinghelli e dai Salvucci, quella delle botteghe e dei mercanti, quella delle famiglie benestanti che per ostentare al mondo il proprio potere economico e sociale ordinavano la costruzione di una torre. E se una avesse mai prevalso su un’altra, la rispettiva torre veniva rasa al suolo in segno di sconfitta.

Chiesa_di_Santa_Maria_di_Ronzano1
Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone. La Chiesa, edificata nel 1171, é una meravigliosa combinazione di natura e di arte, con la sua facciata absidale e le celle campanarie dietro cui svetta il Corno Grande.E' uno scenario incantevole: siamo nel bel mezzo della Valle Siciliana dai greci chiamata la “Valle dei fichi e degli olivi”dove più di tremila anni fa vi abitavano i siculi, come riferisce lo storico Tucidide. 

castello de cesaris
Quando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi.All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la caserma dei carabinieri con le oscure prigioni, dove ancora ricorda di aver visto rinchiudere un ladro.La famiglia De Cesaris lo aveva acquistato nel 1935 da un ricco possidente di Spoltore insieme ad alcuni terreni ma non si era mai interessata troppo alla cadente costruzione da tempo data in affitto ai carabinieri. Anzi quando questi ultimi la abbandonarono considerandola inagibile, ci fu un tentativo, non riuscito, di venderla al Comune, che già possedeva un terzo dell’intero fabbricato.

villa-dragonetti-de-torres7_thumb[2] Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte).
Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è sicura la provenienza anche delle realizzazioni, di cui si trova traccia sul frontale principale, dei copisti dell'ottocento. Opere che riproducevano tipologie standard di sculture a rilievo desunte dalla produzione antica. Siano essi fregi o medaglioni ma, comunque, adatti a scandire, con la loro ritmia di posizione, le aperture di luce del piano nobile. Se queste aggiunte antiquarie per quel che riguarda l'architettura della villa -ancora immersa nel settecento- sono un'anticipazione dello stile neoclassico, quest'ultimo trova maggiore unitarietà ed espressività,

9.- Capraia è un’isola di cui ci si innamora appena vi si poggiano gli occhi e si può iniziare a sognare.


capraia-03-620x462I greci la chiamarono Aigylion, poi i Romani Capraria, per la presenza di capre selvatiche, si dice, o per la sua roccia (Karpa) di origine vulcanica. Isola selvaggia, dove uomo e natura convivono in un equilibrio da copiare. Non è un’isola turistica, la stagione apre in primavera con il ‘Walking Festival’ e chiude a Novembre con la tradizionale ‘Sagra del Totano di Capraia’. In questi 5 mesi, tra un evento e l’altro, c’è da visitare. Escursioni a piedi, per i camminatori: un percorso ad anello di 10 km (impegnativo) che porta a Lo Stagnone, dove grazie a un microclima particolare diventa oasi naturale per molte specie di uccelli che vivono nell’isola.  L’occhio si perde tra le meraviglie della natura; mirto, elicriso, lentisco e rosmarino selvatico circondano i sentieri, macchia mediterranea su roccia vulcanica, quindi, niente ombra, niente alberi. Qualche muflone, qualche serpentello innocuo, nei pressi dello stagno. E poi mare. Mare di quel blu che sembra disegnato. Di quel blu che non è cielo, non è acqua, ma è mare, mare di Capraia.

villa-dragonetti-de-torres
L’incontro con la villa Dragonetti De Torres a Paganica, per chi vi é stato  sospinto dal suo richiamo, è improvviso. La prospettiva della facciata si mostra nella sua interezza subito dopo una doppia curva, che sfiora e subito abbandona il centro cittadino e costringe lo sguardo verso un punto di fuga che si posiziona alle falde, molto prossime, del Gran Sasso. 
Questo primo gioco ottico ci consegna subito una costante della conca aquilana, dove il massiccio montuoso gioca la sua predominanza e dona un significato particolare, nel rapporto segnico-spaziale, a tutto ciò che lo circonda. L'impressione che si riceve, sotto la regia di un tale denominatore/dominatore comune, va a rafforzare la funzione antica della villa, cioè quel rapporto segnicamente forte sui possedimenti terrieri dei Dragonetti De Torres nel territorio preurbano.


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venerdì 25 ottobre 2013

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.

Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.

La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013.

Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.

1.- Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

Altamura stradinaLa chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città dell'antica Peucezia. La presenza dell'uomo, ad Altamura, è antichissima, come i resti dell'Uomo di Altamura, vissuto all'incirca 400.000 anni fa nella grotta di Lamalunga, e i numerosi reperti recuperati negli scavi archeologici del territorio.
Cinquecento anni prima di Cristo, vennero elevate le poderose mura megalitiche, e da qui il nome di alte o meglio alta-mura. Col passare dei secoli arrivano i Saraceni, e poi i Franchi, ed infine, nel 1232, l'imperatore di Svevia, Federico II. La città rinasce: l'imperatore, per devozione verso la Madonna, fece costruire una grande Cattedrale, una delle quattro basiliche imperiali in Puglia. Federico II dichiarò Altamura ed il suo territorio, città libera, dipendente soltanto dal re. Accorsero allora molte genti, compresi greci, arabi ed ebrei, che andarono ad abitare i quartieri dell'antico borgo medievale, alternato con stradicciole e claustri, tipiche piazzette chiuse.

 

2.- Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che offre la provincia teramana.

Chiesa_di_Santa_Maria_di_Ronzano1Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone.  La Chiesa, edificata nel 1171, é una meravigliosa combinazione di natura e di arte, con la sua facciata absidale e le celle campanarie dietro cui svetta il Corno Grande. E' uno scenario incantevole: siamo nel bel mezzo della Valle Siciliana dai greci chiamata la “Valle dei fichi e degli olivi”dove più di tremila anni fa vi abitavano i siculi, come riferisce lo storico Tucidide. 

 

3.- Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

castello de cesarisQuando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi. All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la caserma dei carabinieri con le oscure prigioni, dove ancora ricorda di aver visto rinchiudere un ladro. La famiglia De Cesaris lo aveva acquistato nel 1935 da un ricco possidente di Spoltore insieme ad alcuni terreni ma non si era mai interessata troppo alla cadente costruzione da tempo data in affitto ai carabinieri. Anzi quando questi ultimi la abbandonarono considerandola inagibile, ci fu un tentativo, non riuscito, di venderla al Comune, che già possedeva un terzo dell’intero fabbricato.

4.- Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte).

villa-dragonetti-de-torres7_thumb[2]Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è sicura la provenienza anche delle realizzazioni, di cui si trova traccia sul frontale principale, dei copisti dell'ottocento. Opere che riproducevano tipologie standard di sculture a rilievo desunte dalla produzione antica. Siano essi fregi o medaglioni ma, comunque, adatti a scandire, con la loro ritmia di posizione, le aperture di luce del piano nobile. Se queste aggiunte antiquarie per quel che riguarda l'architettura della villa -ancora immersa nel settecento- sono un'anticipazione dello stile neoclassico, quest'ultimo trova maggiore unitarietà ed espressività, moderna per i tempi, nella decorazione ossessiva e minuziosa dei siti abitativi interni che si susseguono, uno dopo l'altro, in cui si giunge a gustarne l'apoteosi della sua purezza stilistica. E' il caso, ad esempio, del grande salone che si affaccia, sulla destra, sul giardino all'italiana.

5.- Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (1a parte).

villa-dragonetti-de-torresL’incontro con la villa Dragonetti De Torres a Paganica, per chi vi é stato  sospinto dal suo richiamo, è improvviso. La prospettiva della facciata si mostra nella sua interezza subito dopo una doppia curva, che sfiora e subito abbandona il centro cittadino e costringe lo sguardo verso un punto di fuga che si posiziona alle falde, molto prossime, del Gran Sasso. 

Questo primo gioco ottico ci consegna subito una costante della conca aquilana, dove il massiccio montuoso gioca la sua predominanza e dona un significato particolare, nel rapporto segnico-spaziale, a tutto ciò che lo circonda. L'impressione che si riceve, sotto la regia di un tale denominatore/dominatore comune, va a rafforzare la funzione antica della villa, cioè quel rapporto segnicamente forte sui possedimenti terrieri dei Dragonetti De Torres nel territorio preurbano.

6.- San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati

san-gimignano1-620x462San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati. Quando il cielo prende il colore della pietra con la quale sono costruiti i palazzi, ma viene movimentato dalle variopinte bandiere delle sue contrade. Quando una certa bruma la avvolge, donandole quel fascino misterioso e schivo capace di trasportarti indietro nei secoli fino all’epoca medioevale. Quella delle lotta per le investiture, tra Guelfi e Ghibellini, qui rappresentati dagli Ardinghelli e dai Salvucci, quella delle botteghe e dei mercanti, quella delle famiglie benestanti che per ostentare al mondo il proprio potere economico e sociale ordinavano la costruzione di una torre. E se una avesse mai prevalso su un’altra, la rispettiva torre veniva rasa al suolo in segno di sconfitta.

7.- Capraia è un’isola di cui ci si innamora appena vi si poggiano gli occhi e si può iniziare a sognare.

capraia-03-620x462I greci la chiamarono Aigylion, poi i Romani Capraria, per la presenza di capre selvatiche, si dice, o per la sua roccia (Karpa) di origine vulcanica. Isola selvaggia, dove uomo e natura convivono in un equilibrio da copiare. Non è un’isola turistica, la stagione apre in primavera con il ‘Walking Festival’ e chiude a Novembre con la tradizionale ‘Sagra del Totano di Capraia’. In questi 5 mesi, tra un evento e l’altro, c’è da visitare. Escursioni a piedi, per i camminatori: un percorso ad anello di 10 km (impegnativo) che porta a Lo Stagnone, dove grazie a un microclima particolare diventa oasi naturale per molte specie di uccelli che vivono nell’isola.  L’occhio si perde tra le meraviglie della natura; mirto, elicriso, lentisco e rosmarino selvatico circondano i sentieri, macchia mediterranea su roccia vulcanica, quindi, niente ombra, niente alberi. Qualche muflone, qualche serpentello innocuo, nei pressi dello stagno. E poi mare. Mare di quel blu che sembra disegnato. Di quel blu che non è cielo, non è acqua, ma è mare, mare di Capraia.

8.- Escursioni di un giorno nell’area turistica Gran Paradiso: Jovençan - Col de Vertosan.

Cartina del percorsoDescrizione del percorso:

Raggiunta la località di Jovençan, nel comune di Avise, proseguire sulla strada poderale e, dopo aver superato l‘Alpe Tronchey, raggiungere l‘imbocco del sentiero n° 30 indicato in loco dalla segnaletica verticale. Risalendo il versante, tra pascoli alpini e falde detritiche, si supera l‘alpeggio di Méanaz e si raggiunge il Col di Vertosan.

Periodo Consigliato: 1 Luglio - 30 Settembre Difficoltà:
E – Escursionistico Partenza: Jovençan (1868 mt.) Arrivo: Col de Vertosan (2698 mt.)   Dislivello:  830 m

 

9.- Escursioni di un giorno nell’area turistica Gran Paradiso: Jovençan - Col de Citrin.

Gran Paradiso Jovençan - Col de Citrin

Descrizione del percorso:

Raggiunta la località di Jovençan, nel comune di Avise, proseguire sulla strada poderale fino a raggiungere, all‘altezza del tornante prima della località Rovine, l‘imbocco del sentiero n° 10 sulla destra della strada, indicato in loco dalla segnaletica verticale.

Risalendo la valle, tra pascoli alpini e falde detritiche, si giunge all‘alpe Sorace. Da qui seguendo il ramo di destra, con stessa numerazione, si perviene infine al Col de Flassin.

Periodo Consigliato: 1 Giugno - 30 Settembre  Difficoltà:  E – Escursionistico  Partenza:  Jovençan (1855 mt.)

 

10.- Escursioni di un giorno nell’area turistica Gran Paradiso: La Ravoire–Lolair.

Gran Paradiso La Ravoire–Lolair

Descrizione del percorso:

Dal parcheggio a lato della strada regionale, all‘imbocco della Valgrisenche in loc. La Ravoire salire la stradina n.3 ad attraversare il centro abitato, per uscire su una pista erbosa e trascurare la diramazione a destra per Rochefort. Si raggiunge una poderale, da abbandonare per la mulattiera a sinistra che ripida incrocia la strada tra muretti e cespugli e, in seguito, vi finisce dentro all‘altezza di un tornante a sinistra. Continuare in salita e riprendere l‘antica via a destra, prima di un muro di contenimento, nel bosco misto di frassino, sorbo montano pino silvestre e roverella.  Un ultimo attraversamento e si giunge ad un bivio, alla base di un pronunciato roccione. Si va a sinistra su un percorso lastricato, poi tra terrazzamenti incolti sino alla sterrata che seguiamo a sinistra sino al termine, nelle vicinanze di un oratorio. Tralasciare la mulattiera a destra e, dopo le belle case in pietra, attraversare l‘ameno pianoro sino a giungere al laghetto di Lolair, circondato da un canneto.

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