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venerdì 4 novembre 2016

Bevagna scava fuori dal piano la terza dimensione, con perigliosi contrappunti di luci ed ombre.

Un grappolo di case abbracciate l'una all'altra: grandi cumuli di pietre grigie e mattoni che prendono la via del sublime con i trucchi dell'archiettura alchemica del Medioevo.

Quando gli ingegneri dimentichi delle lezioni dei classici inventavano tutto con altre prospettive. Anzi, ingannando le prospettive, facendo di necessità virtù. Sbagliando, e portando l'imperfezione alle soglie dell'immenso.

C'è una via che taglia il borgo, ed è una via romana: la trovi immergendoti nella cripta della  pieve, due metri più in basso. La piazza principale è un gioco di disegnatori ebbri, persi dietro l'illusione ottica.
Bevagna
Arrivi di sopra e ti sembra immensa, la scalinata dell'edifizio civile che spinge in cielo, la linea obliqua che allontana l'orizzonte, la facciata a schermo del Duomo che fa da scena. La risali di sotto e ti sembra il salotto di casa: il traverso del palazzo comunale che ti si schiaccia addosso, a togliere il respiro, il sacro e il profano che si fronteggiano e si incastrano, e si fuggono, potenti come giuochi d'amore.
Bevagna_porta-cannara
La fontana nel mezzo, a stordire. Ancora, scendere stradine di pietra con il collo piegato all'indietro, a guardare verso l'alto i ricami scolpiti nei frontoni, negli absidi.

Labirinti di linee curve e poi diritte e poi ancora piegate, maldestramente come tutto nell'Evo Oscuro quando costruire era più ammucchiare che erigere.

E d'improvviso il lavatoio, specchio del cielo. E il torrente, nervoso.
Bevagna_z002
E d'improvviso l'emiciclo incastrato nel quartiere: ti accorgerai solo dopo che è la cavea del Teatro Romano, di cui restano: le fondamenta, un arco e una linea, e due ambulacri inclusi nell'isolato di mattoni a mano, appoggiati sull'opus incerto. Profuma di muschio, li terra bagnata e di gelsomino, che da per tutto s'arrampica a inondare il passaggio, assieme a gatti presuntuosi.
Leggi anche: Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina marchigiana.
Bevagna scava fuori dal piano la terza dimensione, con perigliosi contrappunti di luci ed ombre, da innamorarsi. Come quelle sedie lungo la via, con il nome del proprietario scritto sullo schienale: sono lì apposta per attenderlo il postino, e Giovanne, e lo zio. Sorridi, ma l'uomo che esce dall'ombra e te le spiega è vero e vivo, e gli sorridi.
Bevagna_z018
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venerdì 30 settembre 2016

Il turismo in Italia è cresciuto (Ma restiamo solo quinti).

Il turismo in Italia è cresciuto (Ma restiamo solo quinti).
L’aumento degli arrivi in Italia è stato inferiore rispetto al boom di Spagna, Grecia e Scandinavia. Nell’anno dell’Expo milanese siamo rimasti al quinto posto nella classifica mondiale stilata per numero di arrivi internazionali.

Bicchiere mezzo pieno: il turismo internazionale nel 2015 è cresciuto del 4,4%: cinque volte e mezza più del Pil italiano (+0,8). Evviva. Bicchiere mezzo vuoto: siamo sotto la media Ue e mediterranea. 

Nonostante l’Expo, per dirla con Renzi, fosse «un’opportunità straordinaria». Una delle due: o la grande giostra di Rho non ha portato affatto moltitudini di stranieri o il nostro turismo è così fragile da non tenere il passo del boom mondiale perfino nell’anno dei riflettori planetari. Per carità, lamentarsi soltanto sarebbe un delitto.
turismo_spot-magic-italia-2011
Una crescita di quasi quattro punti e mezzo in un settore strategico, in questi anni, difficili tira su il morale. Ci sono momenti, però, in cui è un delitto perdere certi autobus. E il nuovo rapporto dell’Unwto (United Nations World Tourism Organization) con burocratica perfidia (poteva anche non farlo) ci ricorda appunto questo: era l’anno della Expo. Esibita, ricordiamo sommessamente, come un trionfo. Quanti sono stati gli stranieri arrivati a Rho? Inutile cercare nella Relazione sulla Gestione dell’esercizio al 31 dicembre 2015: il termine «stranieri» c’è due volte. Ma non riferito ai visitatori. Se fossero stati, come si stima, sei milioni cosa vorrebbe dire? Che senza l’Expo ne avremmo persi, rispetto al 2014, quattro milioni? In un anno di vacche grasse?
Leggi anche: Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale.
Il dossier.
Ricorda il dossier Unwto che nel 2015, a fronte delle difficoltà dell’Africa (-3,3% a causa probabilmente dei timori per la sicurezza sulle spiagge della Tunisia, del Mar Rosso, del Kenya…) gli arrivi di turisti internazionali sono passati da un miliardo e 134 milioni a uno e 186: 52 milioni in più. Con una crescita del 4,7 per cento in Europa (7,3% nei Paesi del Nord, 5% nell’area mediterranea), del 5,6 per cento in Asia, del 5,9 in America. Ancora più impressionante il confronto sui dati del 1990: quelli che potevano permettersi di andare in vacanza all’estero erano 435 milioni. Un botto, in tre lustri, del 172%. Eppure, anche se ce la tiriamo sul «Paese più bello del mondo», continuiamo a perder posizioni e quote. Lontani i tempi in cui eravamo primi (1970, davanti a Canada, Francia, Spagna e Stati Uniti) anche nel 2015 l’abbiamo sfangata restando al quinto posto con 50,7 milioni di arrivi internazionali dietro la Francia (84,5), gli Stati Uniti (77,5), la Spagna (68,2) e la Cina (56,9). Sugli incassi, siamo slittati al settimo posto dietro la Gran Bretagna, che ha un terzo dei nostri siti Unesco e non può manco infastidirci sul piano culturale, balneare ed enogastronomico, e perfino dietro la Thailandia. Che incassa dai visitatori stranieri cinque miliardi più di noi.

Le difficoltà.
Una tabella rielaborata dalla studiosa Silvia Angeloni su dati Unwto è chiara: pur restando «una superpotenza turistica culturale», per dirla col premier, le difficoltà rispetto ai principali concorrenti sono visibili. E non bastano gli esempi virtuosi sottolineati da Dario Franceschini, come «quello di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 che nei primi tre mesi ha registrato una crescita del 39% dei turisti e del 42% degli ingressi nei musei», a spalancare scenari ottimistici. Se come dice il ministro della Cultura del turismo il suo è «il principale dicastero economico del Paese perché si occupa di un patrimonio unico, originale e inimitabile», l’Italia può dare e avere di più. Il mondo è cambiato e fatichiamo a competere nella chimica, nella siderurgia, nel gigantismo portuale e nella industria pesante? Almeno nel turismo, peraltro ignorato dai sindacati nonostante rappresenti il settore dalle prospettive più rosee al mondo (1,8 miliardi di arrivi internazionali previsti nel 2030) dobbiamo giocarcela meglio.

Il rapporto del Cnr.
Lo riconosce il recentissimo «Rapporto sul turismo italiano 2016» del Cnr coordinato da Emilio Becheri e Giulio Maggiore: «In 10 anni, dal 2004 al 2014, l’Italia, essenzialmente a causa dell’andamento del suo turismo interno, ha aumentato le proprie presenze complessive (straniere e nazionali) del 9,3 per cento, un valore nettamente inferiore rispetto a quello dell’Unione Europea (oltre il 20%), inferiore a molte zone tradizionalmente poco vocate al turismo ma emergenti quali la Scandinavia (es. Svezia +22,5% e Finlandia +19%, e fuori dall’EU la Norvegia +21,1% e l’Islanda che in 10 anni ha più che raddoppiato le proprie presenze turistiche) e soprattutto le repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania, rispettivamente, +54,6%, + 101,3% e + 198,2%), ma anche inferiore a quello di Paesi comparabili e dal turismo consolidato come quelli dell’area mediterranea, Spagna (+17,3%), Portogallo (+31,8% ), Grecia (+81,0%)». Vale a dire tre Paesi in gravi difficoltà domestiche quanto noi. E lasciamo perdere la Francia dove il dato «è probabilmente distorto» da nuovi metodi di rilevamento. Per noi sarebbe umiliante: +42,2 per cento. Il quadruplo del nostro.
Leggi anche: Una terra da scoprire, dalle incisioni preistoriche al Parco dell'Adamello.
I rallentamenti del turismo interno.
Statistiche alla mano «la stagnazione del turismo in Italia è tutta da attribuirsi alla domanda interna che ha sofferto maggiormente rispetto a quella di altri Paesi, quali Francia ed anche Spagna». Eppure, sospira il dossier, lo stesso World Economic Forum, con il TTC Index del 2015, «ha riconosciuto al nostro Paese il primato mondiale sulla dotazione del patrimonio storico-culturale e l’eccellenza sul turismo naturalistico, secondo nel ranking». Stando a «Country Brand Index 2014-15», a dirla tutta, restiamo primi anche sul cibo. Allora? Com’è possibile che l’anno scorso (a dispetto di chi strilla contro i gommoni dei profughi «che rovinano il turismo») la Grecia invasa dai barconi dei siriani sia cresciuta del 7,1 per cento cioè molto ma molto più di noi? Non sarà perché, come ci rinfaccia lo stesso World Economic Forum, l’Italia ha «gravi lacune a livello di “business environment”» (il contesto ambientale per chi fa impresa, a causa dei lacciuoli giuridici, fiscali e amministrativi) al punto che siamo al 127° posto? O che sui prezzi siamo addirittura centotrentatreesimi e cioè inavvicinabili per tanti turisti internazionali che si «accontentano» di andare in Grecia, Spagna o Croazia perché meno care del nostro Mezzogiorno? Quanto allo spreco di Roma, ne parleremo la prossima volta.

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Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale.

Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale. Ricche di monumenti, chiese, castelli, musei, dimore storiche, le città d'arte italiane sono l'obiettivo ideale del turismo destagionalizzato, di quella voglia di viaggiare e conoscere che può essere soddisfatta durante tutto il corso dell'anno.

Le città d'arte italiane sono molte: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Ferrara, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Palermo, per citarne alcune.
abruzzo L'Aquila_41
Tutte conservano un patrimonio storico, artistico e archittetonico che racconta secoli di storia. Ricche delle tracce delle vicende umane che le hanno attraversate - le città d'arte italiane sono state spesso sede di governi e principati e teatro di fatti avvincenti che hanno modificato il corso stesso della storia -, per il loro peculiare rapporto con il potere sono state a più riprese modificate e abbellite in quanto dimora di principi, duchi, papi, re e imperatori.
colosseo
Spesso caratterizzate da un tessuto urbanistico che ne conserva l'impianto originario, si tratti di un castrum o di un borgo medievale, le città d'arte italiane rappresentano le vestigia dei tempi che furono congelate nelle loro trasformazioni.
Leggi anche: Il turismo in Italia è cresciuto (ma restiamo solo quinti).
Segnate dall'attività di grandi artisti e mecenati queste città non sono solo il contenitore di espressioni artistiche rilevanti ma sono esse stesse delle opere d'arte.
 
Musei a cielo aperto che si possono godere a piedi e visitare negli aspetti più moderni e vitali lungo percorsi che guidano alla scoperta di negozi e botteghe artigiane, mercati e sagre, festival e teatri che coniugano tradizioni, cultura e divertimento.
Venezia-Carnevale5
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martedì 8 dicembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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domenica 8 novembre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Ottobre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 13 ottobre 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 18 agosto 2015

La città di Sorrento tutta da scoprire grazie alle iniziative culturali con musei e chiese aperte.

Fondata dai Greci, secondo le fonti storiche più attendibili, Sorrento, grazie alla sua posizione strategica sul mare, è stata conquistata più volte  nella sua storia, subendo la dominazione di vari popoli dagli Etruschi ai Romani, fino ai Saraceni, in un continuo susseguirsi di vari corsi e ricorsi storici.

Tra le cose da vedere a Sorrento vi segnaliamo il duomo, con una splendida facciata neo gotica, e la chiesa di S. Francesco d’Assisi, caratterizzata da un chiostro del '300 con un portico arabeggiante di notevole bellezza.

sorrento

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Spendete una giornata tra Vietri e Cetara, anche questa è cultura.

Ed infine da qualche giorno anche a queste latitudini si è provveduto al cambio di stagione. E allora con giacconi e cappelli sarà tempo per scoprire prospettive sorprendenti della geografia costiera, magari quella amalfitana, spendendo una giornata tra Vietri e Cetara. Due comuni, due anime, due aspirazioni, un solo confine: il mare.

L’inverno con i suoi umori, infatti, regala dettagli, satura i colori, svela l’intimità nascosta di luoghi e genti violentati dal delirio estivo. Ora che le vie sono sgombre, che i cieli sono soffiati dalla tramontana, che i ritmi sono segnati dai passi lenti che risuonano tra le strade strette sarà vero viaggio.

vietri

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domenica 19 luglio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Giugno 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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martedì 12 maggio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Aprile 2015

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla
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domenica 12 aprile 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Marzo 2015.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.

Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono

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2.- Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Cisternino è un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza.
Come una freccia che si insinua al largo dei mari, la più semplice geometria per disegnare piu’ lunghe le coste:ecco la Puglia. Ma quello che accade nella terra di mezzo e’ un miracolo che si andrà a scoprire con pazienza, con dispendio di tempo, talvolta con fatica. Tra Bari e Brindisi ad esempio con quei cartelli sulla statale che sembreranno bizzarri inviti a derogare dagli scogli e dalla

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martedì 13 gennaio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2014.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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venerdì 10 gennaio 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Dicembre 2013.

1.- Offida una città che respira di una grandezza che pare appena passata.

Offida una città che respira di una grandezza che pare appena passata.

Offida, l’accento va sulla “i” come “vino”. Lo capisci sporgendoti dal parapetto dietro l’abside della chiesa millenaria di Santa Maria della Rocca, che questo è un luogo di-vino: la santità delle penombre di questo monolite della spiritualità, appena traforato da piccoli portici nani, graziosamente minimi, e la leggerezza delle vigne aggrappate ai pendii, là sotto. Il dirupo scende

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2.- Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.  Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia. La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Novembre 2013. Si

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3.- Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.

Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.

Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro. Distese di vigneti a perdita d'occhio. Cipressi, piante d'alloro e ulivi fanno parte del paesaggio. Edifici storici, costruiti nello stile tipico dell'Oltradige e appartenuti alle ricche famiglie della zona, costituiscono il fiore all'occhiello del paese. E poi c'è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della

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4.- Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (2a parte).

Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (2a parte).

Le Rocce Vulcaniche. I terreni sedimentari di cui abbiamo parlato, in ampi tratti del comprensorio Sabatino-Tolfetano sono coperti da rocce vulcaniche appartenenti a due fasi eruttive differenti che danno luogo ad una forma di paesaggio dai toni “drammatici”, completamente diversa dalle dolci colline sedimentarie. E proprio da questi contrasti nasce la grande bellezza di questa Riserva Naturale.

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5.- Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (1a parte).

Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (1a parte).

La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta. La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati

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6.- Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax. Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia. La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013. Si tratta

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7.- Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

La chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città

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8.- Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che o...

Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che offre la provincia teramana.

Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone.  La Chiesa, edificata nel 1171, é una

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9.- Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

Quando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi. All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la

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10,. Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Agosto 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Agosto 2013.

1.- Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte). Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è

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mercoledì 11 dicembre 2013

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.



Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax. 

Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.
La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Novembre 2013.

Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.

1.-Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.
Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro. Distese di vigneti a perdita d'occhio. Cipressi, piante d'alloro e ulivi fanno parte del paesaggio. Edifici storici, costruiti nello stile tipico dell'Oltradige e appartenuti alle ricche famiglie della zona, costituiscono il fiore all'occhiello del paese. E poi c'è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della zona alpina, che è una meta molto amata da aprile a ottobre. "wein.kaltern" è l'associazione che raggruppa i viticoltori della zona e che ha lo scopo di controllare la qualità dei vini prodotti. Rigide regole che vanno dall'impianto fino all'immagazzinamento ed alla conservazione, sono garanzia di qualità superiore.

Riserva_Naturale_di_Monterano
Le Rocce Vulcaniche.
I terreni sedimentari di cui abbiamo parlato, in ampi tratti del comprensorio Sabatino-Tolfetano sono coperti da rocce vulcaniche appartenenti a due fasi eruttive differenti che danno luogo ad una forma di paesaggio dai toni “drammatici”, completamente diversa dalle dolci colline sedimentarie. E proprio da questi contrasti nasce la grande bellezza di questa Riserva Naturale. Una prima fase corrisponde alla formazione dai rilievi vulcanici a forma di “cupole”, costituiti da lave dure e compatte, che rientrano nel quadro di attività legate al vulcanismo Tolfetano - Cerite - Manziate di età Plio - Pleistocenica inferiore (tra 4 e 2 milioni di anni fa) e che costituivano proprio gli isolotti di cui parlavamo pocanzi.
Successivamente, dopo un lungo periodo di relativa calma, si è verificato un grande risveglio della attività vulcanica con la formazione dell’apparato Vicano a nord (zona di Vico-Cimini) e dell’apparato Sabatino a sud (zona tra Campagnano e Bracciano), a partire da 700.000 anni fa.


riserva naturale monterano
La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta.La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati ambientati decine di film), dopo un ampliamento dei suoi confini nel 1993, copre oggi poco più di 1.000 ettari di terreno, che custodiscono una grande varietà di ambienti ed una esuberante biodiversità.Boschi collinari, forre vulcaniche con vegetazione tipica e felci rarissime, prato-pascoli con la loro tipica flora e fauna; il tutto attraversato da un corso d’acqua, il Fiume Mignone, incluso nei Siti di Interesse Comunitario che costituiscono patrimonio dell’intera Unione Europea nell’ambito della Rete Natura 2000.


Altamura stradinaChi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.
Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia.
La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013.
Si tratta di gite a parchi naturali, facili escursioni in montagna, sciatine per principianti fatte perlopiu' in giornata, insomma piccole avventure mediamente poco faticose, alla portata di tutti.
Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.
La chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città

5.- San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati
san-gimignano1-620x462San Gimignano è incantevole anche sotto la pioggia, quando i suoi vicoli si riempiono di un fiume disordinato di ombrelli colorati. Quando il cielo prende il colore della pietra con la quale sono costruiti i palazzi, ma viene movimentato dalle variopinte bandiere delle sue contrade. Quando una certa bruma la avvolge, donandole quel fascino misterioso e schivo capace di trasportarti indietro nei secoli fino all’epoca medioevale. Quella delle lotta per le investiture, tra Guelfi e Ghibellini, qui rappresentati dagli Ardinghelli e dai Salvucci, quella delle botteghe e dei mercanti, quella delle famiglie benestanti che per ostentare al mondo il proprio potere economico e sociale ordinavano la costruzione di una torre. E se una avesse mai prevalso su un’altra, la rispettiva torre veniva rasa al suolo in segno di sconfitta.

Chiesa_di_Santa_Maria_di_Ronzano1
Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone. La Chiesa, edificata nel 1171, é una meravigliosa combinazione di natura e di arte, con la sua facciata absidale e le celle campanarie dietro cui svetta il Corno Grande.E' uno scenario incantevole: siamo nel bel mezzo della Valle Siciliana dai greci chiamata la “Valle dei fichi e degli olivi”dove più di tremila anni fa vi abitavano i siculi, come riferisce lo storico Tucidide. 

castello de cesaris
Quando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi.All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la caserma dei carabinieri con le oscure prigioni, dove ancora ricorda di aver visto rinchiudere un ladro.La famiglia De Cesaris lo aveva acquistato nel 1935 da un ricco possidente di Spoltore insieme ad alcuni terreni ma non si era mai interessata troppo alla cadente costruzione da tempo data in affitto ai carabinieri. Anzi quando questi ultimi la abbandonarono considerandola inagibile, ci fu un tentativo, non riuscito, di venderla al Comune, che già possedeva un terzo dell’intero fabbricato.

villa-dragonetti-de-torres7_thumb[2] Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte).
Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è sicura la provenienza anche delle realizzazioni, di cui si trova traccia sul frontale principale, dei copisti dell'ottocento. Opere che riproducevano tipologie standard di sculture a rilievo desunte dalla produzione antica. Siano essi fregi o medaglioni ma, comunque, adatti a scandire, con la loro ritmia di posizione, le aperture di luce del piano nobile. Se queste aggiunte antiquarie per quel che riguarda l'architettura della villa -ancora immersa nel settecento- sono un'anticipazione dello stile neoclassico, quest'ultimo trova maggiore unitarietà ed espressività,

9.- Capraia è un’isola di cui ci si innamora appena vi si poggiano gli occhi e si può iniziare a sognare.


capraia-03-620x462I greci la chiamarono Aigylion, poi i Romani Capraria, per la presenza di capre selvatiche, si dice, o per la sua roccia (Karpa) di origine vulcanica. Isola selvaggia, dove uomo e natura convivono in un equilibrio da copiare. Non è un’isola turistica, la stagione apre in primavera con il ‘Walking Festival’ e chiude a Novembre con la tradizionale ‘Sagra del Totano di Capraia’. In questi 5 mesi, tra un evento e l’altro, c’è da visitare. Escursioni a piedi, per i camminatori: un percorso ad anello di 10 km (impegnativo) che porta a Lo Stagnone, dove grazie a un microclima particolare diventa oasi naturale per molte specie di uccelli che vivono nell’isola.  L’occhio si perde tra le meraviglie della natura; mirto, elicriso, lentisco e rosmarino selvatico circondano i sentieri, macchia mediterranea su roccia vulcanica, quindi, niente ombra, niente alberi. Qualche muflone, qualche serpentello innocuo, nei pressi dello stagno. E poi mare. Mare di quel blu che sembra disegnato. Di quel blu che non è cielo, non è acqua, ma è mare, mare di Capraia.

villa-dragonetti-de-torres
L’incontro con la villa Dragonetti De Torres a Paganica, per chi vi é stato  sospinto dal suo richiamo, è improvviso. La prospettiva della facciata si mostra nella sua interezza subito dopo una doppia curva, che sfiora e subito abbandona il centro cittadino e costringe lo sguardo verso un punto di fuga che si posiziona alle falde, molto prossime, del Gran Sasso. 
Questo primo gioco ottico ci consegna subito una costante della conca aquilana, dove il massiccio montuoso gioca la sua predominanza e dona un significato particolare, nel rapporto segnico-spaziale, a tutto ciò che lo circonda. L'impressione che si riceve, sotto la regia di un tale denominatore/dominatore comune, va a rafforzare la funzione antica della villa, cioè quel rapporto segnicamente forte sui possedimenti terrieri dei Dragonetti De Torres nel territorio preurbano.


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lunedì 29 luglio 2013

Il percorso ArteNatura della Val di Sella, Borgo Valsugana (Tn).

Arte Sella es una exposición internacional de arte contemporáneo, fundado en 1986, que se celebra al aire libre en la hierba, en los bosques de Val di Sella (La ciudad de Borgo Valsugana provincia de Trento).

Desde 1996, el proyecto Arte Sella se ha desarrollado siguiendo un camino forestal en la ladera sur del monte Armentera ha establecido una llamada ruta ideal ArteNatura lo largo del cual el visitante puede ver las obras y, al mismo tiempo disfrutar del entorno especial del lugar ( diferentes tipos de bosques, la presencia de, monumentales árboles rocosas ...)

Nel bosco della Val di Sella il visitatore può apprezzare un itinerario raro e gratificante: il PERCORSO ARTENATURA. Si tratta di un sentiero che si allontana dalle tradizionali classificazioni escursionistiche, ma che non mancherà di far vivere a chi lo percorre un viaggio indimenticabile attraverso la natura ed i suoi rumori, attraverso l’arte ed i suoi colori.

La scoperta di un bosco vivo e non contaminato, di pietre odorose di muschio e di alberi maestosi, vi faranno assaporare ancora di più il fascino e l’armonia delle opere che dal 1986 nascono, vivono e muoiono in questi luoghi di incontestabile bellezza.

La partenza del percorso ARTENATURA si trova vicino al ponte della Strobela, sul torrente Moggio.

Le opere si trovano lungo un sentiero forestale che si estende per circa due chilometri sul versante sud del monte Armentera.

Camminando lungo una stradina sterrata, il visitatore può ammirare sia delle installazioni lungo il sentiero che delle opere nascoste nelle meraviglie del bosco. Ed è sempre seguendo questo cammino che si arriva all’opera di Matilde Grau, “Intersticios”, che marca il cambiamento di percorso. Inoltrandosi dunque in una stretta via in terra battuta molto suggestiva si arriva al biotopo, che possiede un interessante stagno alpestre in cui spesso gli artisti di Arte Sella hanno lasciato la loro impronta.

Indice opere:

(1)
Sella DNA
Marco Nones, 2010
(2)
Il tempio dell’amore
Belle Shafir, 2002
(3)
Sezione dei tronchi d’abete rosso
Bob Vershueren, 2000
(4)
Colonna
Paul Feichter, 2002
(5)
Filo d’erba
Johann Feilacher, 2002
(6)
Nicchie ecologiche
Giuliano Orsingher, 2000
(7)
Germinazione
Gabriele Jardini, 2004
(8)
Flow
Armin Schubert, 2009
(9)
Rotazione
Paul Feichter, 2011


(10)
Fori elicoidali
Rinus Roelofs, 2010
(11)
In apparenza
Stuart Ian Frost, 2012
(12)
Spirale,
Alois Steger, 2011
(13)
Collana
Flora Viale, 1998
(14)
Corno verdeggiante
Johann Feilacher, 2002
(15)
Tu sei qui
Tim Curtis, 2004

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