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venerdì 30 settembre 2016

Il turismo in Italia è cresciuto (Ma restiamo solo quinti).

Il turismo in Italia è cresciuto (Ma restiamo solo quinti).
L’aumento degli arrivi in Italia è stato inferiore rispetto al boom di Spagna, Grecia e Scandinavia. Nell’anno dell’Expo milanese siamo rimasti al quinto posto nella classifica mondiale stilata per numero di arrivi internazionali.

Bicchiere mezzo pieno: il turismo internazionale nel 2015 è cresciuto del 4,4%: cinque volte e mezza più del Pil italiano (+0,8). Evviva. Bicchiere mezzo vuoto: siamo sotto la media Ue e mediterranea. 

Nonostante l’Expo, per dirla con Renzi, fosse «un’opportunità straordinaria». Una delle due: o la grande giostra di Rho non ha portato affatto moltitudini di stranieri o il nostro turismo è così fragile da non tenere il passo del boom mondiale perfino nell’anno dei riflettori planetari. Per carità, lamentarsi soltanto sarebbe un delitto.
turismo_spot-magic-italia-2011
Una crescita di quasi quattro punti e mezzo in un settore strategico, in questi anni, difficili tira su il morale. Ci sono momenti, però, in cui è un delitto perdere certi autobus. E il nuovo rapporto dell’Unwto (United Nations World Tourism Organization) con burocratica perfidia (poteva anche non farlo) ci ricorda appunto questo: era l’anno della Expo. Esibita, ricordiamo sommessamente, come un trionfo. Quanti sono stati gli stranieri arrivati a Rho? Inutile cercare nella Relazione sulla Gestione dell’esercizio al 31 dicembre 2015: il termine «stranieri» c’è due volte. Ma non riferito ai visitatori. Se fossero stati, come si stima, sei milioni cosa vorrebbe dire? Che senza l’Expo ne avremmo persi, rispetto al 2014, quattro milioni? In un anno di vacche grasse?
Leggi anche: Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale.
Il dossier.
Ricorda il dossier Unwto che nel 2015, a fronte delle difficoltà dell’Africa (-3,3% a causa probabilmente dei timori per la sicurezza sulle spiagge della Tunisia, del Mar Rosso, del Kenya…) gli arrivi di turisti internazionali sono passati da un miliardo e 134 milioni a uno e 186: 52 milioni in più. Con una crescita del 4,7 per cento in Europa (7,3% nei Paesi del Nord, 5% nell’area mediterranea), del 5,6 per cento in Asia, del 5,9 in America. Ancora più impressionante il confronto sui dati del 1990: quelli che potevano permettersi di andare in vacanza all’estero erano 435 milioni. Un botto, in tre lustri, del 172%. Eppure, anche se ce la tiriamo sul «Paese più bello del mondo», continuiamo a perder posizioni e quote. Lontani i tempi in cui eravamo primi (1970, davanti a Canada, Francia, Spagna e Stati Uniti) anche nel 2015 l’abbiamo sfangata restando al quinto posto con 50,7 milioni di arrivi internazionali dietro la Francia (84,5), gli Stati Uniti (77,5), la Spagna (68,2) e la Cina (56,9). Sugli incassi, siamo slittati al settimo posto dietro la Gran Bretagna, che ha un terzo dei nostri siti Unesco e non può manco infastidirci sul piano culturale, balneare ed enogastronomico, e perfino dietro la Thailandia. Che incassa dai visitatori stranieri cinque miliardi più di noi.

Le difficoltà.
Una tabella rielaborata dalla studiosa Silvia Angeloni su dati Unwto è chiara: pur restando «una superpotenza turistica culturale», per dirla col premier, le difficoltà rispetto ai principali concorrenti sono visibili. E non bastano gli esempi virtuosi sottolineati da Dario Franceschini, come «quello di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 che nei primi tre mesi ha registrato una crescita del 39% dei turisti e del 42% degli ingressi nei musei», a spalancare scenari ottimistici. Se come dice il ministro della Cultura del turismo il suo è «il principale dicastero economico del Paese perché si occupa di un patrimonio unico, originale e inimitabile», l’Italia può dare e avere di più. Il mondo è cambiato e fatichiamo a competere nella chimica, nella siderurgia, nel gigantismo portuale e nella industria pesante? Almeno nel turismo, peraltro ignorato dai sindacati nonostante rappresenti il settore dalle prospettive più rosee al mondo (1,8 miliardi di arrivi internazionali previsti nel 2030) dobbiamo giocarcela meglio.

Il rapporto del Cnr.
Lo riconosce il recentissimo «Rapporto sul turismo italiano 2016» del Cnr coordinato da Emilio Becheri e Giulio Maggiore: «In 10 anni, dal 2004 al 2014, l’Italia, essenzialmente a causa dell’andamento del suo turismo interno, ha aumentato le proprie presenze complessive (straniere e nazionali) del 9,3 per cento, un valore nettamente inferiore rispetto a quello dell’Unione Europea (oltre il 20%), inferiore a molte zone tradizionalmente poco vocate al turismo ma emergenti quali la Scandinavia (es. Svezia +22,5% e Finlandia +19%, e fuori dall’EU la Norvegia +21,1% e l’Islanda che in 10 anni ha più che raddoppiato le proprie presenze turistiche) e soprattutto le repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania, rispettivamente, +54,6%, + 101,3% e + 198,2%), ma anche inferiore a quello di Paesi comparabili e dal turismo consolidato come quelli dell’area mediterranea, Spagna (+17,3%), Portogallo (+31,8% ), Grecia (+81,0%)». Vale a dire tre Paesi in gravi difficoltà domestiche quanto noi. E lasciamo perdere la Francia dove il dato «è probabilmente distorto» da nuovi metodi di rilevamento. Per noi sarebbe umiliante: +42,2 per cento. Il quadruplo del nostro.
Leggi anche: Una terra da scoprire, dalle incisioni preistoriche al Parco dell'Adamello.
I rallentamenti del turismo interno.
Statistiche alla mano «la stagnazione del turismo in Italia è tutta da attribuirsi alla domanda interna che ha sofferto maggiormente rispetto a quella di altri Paesi, quali Francia ed anche Spagna». Eppure, sospira il dossier, lo stesso World Economic Forum, con il TTC Index del 2015, «ha riconosciuto al nostro Paese il primato mondiale sulla dotazione del patrimonio storico-culturale e l’eccellenza sul turismo naturalistico, secondo nel ranking». Stando a «Country Brand Index 2014-15», a dirla tutta, restiamo primi anche sul cibo. Allora? Com’è possibile che l’anno scorso (a dispetto di chi strilla contro i gommoni dei profughi «che rovinano il turismo») la Grecia invasa dai barconi dei siriani sia cresciuta del 7,1 per cento cioè molto ma molto più di noi? Non sarà perché, come ci rinfaccia lo stesso World Economic Forum, l’Italia ha «gravi lacune a livello di “business environment”» (il contesto ambientale per chi fa impresa, a causa dei lacciuoli giuridici, fiscali e amministrativi) al punto che siamo al 127° posto? O che sui prezzi siamo addirittura centotrentatreesimi e cioè inavvicinabili per tanti turisti internazionali che si «accontentano» di andare in Grecia, Spagna o Croazia perché meno care del nostro Mezzogiorno? Quanto allo spreco di Roma, ne parleremo la prossima volta.

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Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale.

Le città d'arte italiane rappresentano una delle mete più ambite del turismo culturale mondiale. Ricche di monumenti, chiese, castelli, musei, dimore storiche, le città d'arte italiane sono l'obiettivo ideale del turismo destagionalizzato, di quella voglia di viaggiare e conoscere che può essere soddisfatta durante tutto il corso dell'anno.

Le città d'arte italiane sono molte: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Ferrara, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Palermo, per citarne alcune.
abruzzo L'Aquila_41
Tutte conservano un patrimonio storico, artistico e archittetonico che racconta secoli di storia. Ricche delle tracce delle vicende umane che le hanno attraversate - le città d'arte italiane sono state spesso sede di governi e principati e teatro di fatti avvincenti che hanno modificato il corso stesso della storia -, per il loro peculiare rapporto con il potere sono state a più riprese modificate e abbellite in quanto dimora di principi, duchi, papi, re e imperatori.
colosseo
Spesso caratterizzate da un tessuto urbanistico che ne conserva l'impianto originario, si tratti di un castrum o di un borgo medievale, le città d'arte italiane rappresentano le vestigia dei tempi che furono congelate nelle loro trasformazioni.
Leggi anche: Il turismo in Italia è cresciuto (ma restiamo solo quinti).
Segnate dall'attività di grandi artisti e mecenati queste città non sono solo il contenitore di espressioni artistiche rilevanti ma sono esse stesse delle opere d'arte.
 
Musei a cielo aperto che si possono godere a piedi e visitare negli aspetti più moderni e vitali lungo percorsi che guidano alla scoperta di negozi e botteghe artigiane, mercati e sagre, festival e teatri che coniugano tradizioni, cultura e divertimento.
Venezia-Carnevale5
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martedì 13 gennaio 2015

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2014.

1.- Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Procida bellezza arcaica sempre meravigliosamente uguale.
Il destino comune delle isole, Piccole. Qualunque lingua si parli, dovunque si abiti e da qualsiasi luogo si parta, una sola strada sarà quella per arrivare qui. L’ avere una unica rotta, una ed una sola prospettiva, una sorta di linea retta, come quella che tutti i giorni da Napoli o Pozzuoli disegnano i traghetti per Procida. E così questi diventano luoghi diventano ricordi che si rivivono
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venerdì 10 gennaio 2014

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Dicembre 2013.

1.- Offida una città che respira di una grandezza che pare appena passata.

Offida una città che respira di una grandezza che pare appena passata.

Offida, l’accento va sulla “i” come “vino”. Lo capisci sporgendoti dal parapetto dietro l’abside della chiesa millenaria di Santa Maria della Rocca, che questo è un luogo di-vino: la santità delle penombre di questo monolite della spiritualità, appena traforato da piccoli portici nani, graziosamente minimi, e la leggerezza delle vigne aggrappate ai pendii, là sotto. Il dirupo scende

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2.- Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Novembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax.  Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia. La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Novembre 2013. Si

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3.- Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.

Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro.

Vita dal sapore mediterraneo e un paesaggio indimenticabile, questo è Caldaro. Distese di vigneti a perdita d'occhio. Cipressi, piante d'alloro e ulivi fanno parte del paesaggio. Edifici storici, costruiti nello stile tipico dell'Oltradige e appartenuti alle ricche famiglie della zona, costituiscono il fiore all'occhiello del paese. E poi c'è il Lago di Caldaro, il più caldo dei laghi della

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4.- Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (2a parte).

Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (2a parte).

Le Rocce Vulcaniche. I terreni sedimentari di cui abbiamo parlato, in ampi tratti del comprensorio Sabatino-Tolfetano sono coperti da rocce vulcaniche appartenenti a due fasi eruttive differenti che danno luogo ad una forma di paesaggio dai toni “drammatici”, completamente diversa dalle dolci colline sedimentarie. E proprio da questi contrasti nasce la grande bellezza di questa Riserva Naturale.

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5.- Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (1a parte).

Riserva Naturale Monterano, uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana (1a parte).

La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta. La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati

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6.- Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Settembre 2013.

Chi per colpa della crisi deve rinunciare alle vacanze, può comunque regalarsi un week-end o almeno una giornata di relax. Che sia alle terme, in un centro benessere, in montagna e persino in città, ecco dieci idee per fare una gita di benessere senza allontanarsi troppo da casa e coinvolgendo tutta la famiglia. La selezione effettuata dai nostri lettori nel mese di Settembre 2013. Si tratta

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7.- Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

Itinerari pugliesi: Altamura città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura.

La chiamano la Leonessa di Puglia: stiamo parlando di Altamura, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città

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8.- Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che o...

Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna é una delle più belle testimonianze storico-culturali che offre la provincia teramana.

Santa Maria di Ronzano é una delle più belle testimonianze  storico-culturali che offre la provincia teramana. Risalendo la Vallata del Vomano, da Roseto degli Abruzzi verso il Gran Sasso, si scopre l'Abbazia che troneggia imponente e ben conservata in mezzo alla campagna circostante l'abitato del comune di Castel Castagna, sulla sponda destra del Mavone.  La Chiesa, edificata nel 1171, é una

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9.- Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

Castello De Cesaris a Spoltore, costruzione antica, la cui fondazione è avvolta nel mistero.

Quando il padre le donò l’antico e malandato fabbricato, noto a Spoltore come “il castello”, la signora Luciana De Cesaris era una giovane donna che svolgeva a Roma l’attività di arredatrice e lì coltivava i suoi interessi. All’improvviso si ritrovò proprietaria del grande edificio che negli anni della sua infanzia aveva ospitato, oltre alla scuola e ad alcune botteghe di artigiani, anche la

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10,. Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Agosto 2013.

Una Gita Fuori Porta: i 10 post più cliccati nel mese di Agosto 2013.

1.- Gli interni abruzzesi della villa Dragonetti De Torres a Paganica (2a parte). Qui la decorazione parietale ad affresco viene intervallata, in entrambi i lati, da nicchie che accolgono una serie di busti marmorei di epoca romana, reperti provenienti dal mercato antiquario da cui i Dragonetti attinsero e che contribuì ad arricchire l'ordine decorativo della villa.  Da questo stesso mercato è

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mercoledì 31 ottobre 2012

Passeggiate, escursioni, ascensioni ed itinerari in Valle d'Aosta

valle d'aosta cartinaDifficile prescindere dal rapporto esistente tra la Valle d'Aosta e la montagna.
In questo fazzoletto di terra situato nella parte nordoccidentale della penisola tutto parla di vette maestose, da sempre "palestra d'ardimento" per alpinisti ed escursionisti, ma anche, da decenni, teatro di splendide discese a sci uniti e patria di piste da fondo ormai celebri in tutto il mondo.
Questa regione è, a tutti gli effetti, "montagna" allo stato puro: dal Gran Paradiso, al Monte Rosa, dal Cervino alla maggiore elevazione dell'Europa Occidentale, "sua maestà" il Monte Bianco, che troneggia a nord-ovest con i suoi 4810 metri.
valle d'aosta Ape-01La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso) ed attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po.
I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.
Gli itinerari sono elencati in base al tempo di salita:
 
ore 0:05 La Barma di Ban La Barma di Ban di Bard
ore 0:05 Le Gouffres des Busserailles Interno delle Gouffres des Busserailles Incisioni rupestri nelle Gouffres des Busserailles
ore 0:05 La fortezza sotto il Lago d'Arpy La torretta minata
ore 0:05 Il ponte acquedotto romano di Pondel Ponte acquedotto del 3 a.c.
ore 0:10 Le incisioni rupestri di Antey Graffito datato 1899
ore 0:10 Marmitta dei Giganti La marmitta dei giganti di Bard
ore 0:20 La fortezza del Belvedere d'Arpy La prima entrata
ore 0:20 Le fortificazioni sotto il Gran San Bernardo Opera superiore
ore 0:20 Paleofrana di Torgnon Il borgo di Antey visto dal sentiero che taglia la paleofrana della Becca d'Avert
ore 0:30 Borna da Ghiasa Scalini di entrata alla Borna da Ghiasa di Emarèse
ore 0:30 Barma dei partigiani del Rovet Ingresso della Barma dei partigiani del Rovet
ore 0:30 Fortezze Gran San Bernardo 1 Opera 1 San Remigio
ore 0:30 Oratorio della Piccola Croce (Zem Chreüzji) di Issime Oratorio della Piccola Croce di Issime
ore 0:30 Il rascard di Ronc d'Etirol Il rascard di Ronc d'Etirol
ore 0:30 Prariond di Valgrisenche Grange di Prariond a Valgrisenche 1354
ore 0:30 Ru du Pan Perdu di Antey Ru du Pan Perdu di Antey
ore 0:30 Ru du Pan Perdu di Châtillon Ru du Pan Perdu di Châtillon, tratto sopra Isseuries–Isserie
ore 0:30 Ru dou Pan Perdu di Châtillon invernale Ru du Pan Perdu di Châtillon e sullo sfondo Torgnon innevato
ore 0:40 Il canale romano scavato in roccia di Pondel Il canale romano scavato nella roccia con sullo sfondo il Mont Fallère
ore 0:40 Lago di Lod (Lot) di Antey Lago di Lod (Lot) di Antey
ore 0:40 Ronginé di Fontainemore Dettaglio della porta decorata di Rounginé
ore 0:40 Ru del Filey di Antey Ru del Filey di Antey all'incrocio con il sentiero della miniera
ore 0:40 Valnontey Vermiana Montagne alla testata della Valnontey
ore 0:45 Cappella di San Grato di Issime Cappella di San Grato di Issime
ore 0:45 Lavesé di Saint Denis Lavesé
ore 0:45 Sifone di Herin Sifone di Herin
ore 0:50 Euranova di Lillianes La più bella casa in pietra di Euranova (Lera Nova)
ore 0:50 Finestra di Fiernaz Lo scrittore Luca Zavatta indica la strada da seguire; sullo sfondo il Cervino
ore 0:50 Lago Muffé Lago Muffé nel parco del Mont Avic
ore 0:50 Mascognaz sulla neve Cappella e forno nel villaggio di Mascognaz
ore 0:55 Via ferrata dei bambini di Gressoney Saint Jean Partenza della via ferrata dei bambini di Gressoney Saint Jean
ore 1:00 Alpe Lampouney Alpe Lampouney e mulattiera per il Colle della Vecchia
ore 1:00 La centrale di Promoron Ex centrale di pompaggio di Promoron
ore 1:00 Lago Combal Lago Combal
ore 1:00 Lavesé di Saint Denis invernale Lavesé
ore 1:00 Presa Petit Monde Condotta forzata della presa sul torrente Petit Monde detto Peson
ore 1:00 Rifugio Bonatti nella Val Ferret Rifugio Bonatti nella Val Ferret
ore 1:00 Ru Pompillard (presa) Tratto scalpellato nella roccia viva del Ru Pompillard - Valpelline
ore 1:00 Valtournenche Promindoz L'oratorio di Promindoz
ore 1:00 Rifugio Frachey Arrivo al Rifugio Frachey a Résy di Ayas
ore 1:15 Chamois Buisson in discesa con le ciaspole Chamois dalla strada per l'altiporto
ore 1:15 Cappella di Kiry Cappella di Kiry e Mont Mars
ore 1:15 Il villaggio walser di Lion (Leiun) Casa nel villaggio walser di Lion (Leiun)
ore 1:20 La cava di Domianaz La casa della cava sopra Domianaz
ore 1:20 Lago del Miage Lago del Miage
ore 1:20 Ru Chandianaz Ru Chandianaz nella valle della Dora Baltea
ore 1:20 Saroun di Fontainemore invernale Villaggio di Saroun (Sarron) a Fontainemore
ore 1:20 Valbounu di Issime Villaggio di Valbounu a Issime
ore 1:30 L'acqua verde di Saint Marcel L'acqua verde, l'eve verda, l'eau verte di Saint Marcel
ore 1:30 Alpe Tronchaney di Torgnon Alpe Tronchaney di Torgnon
ore 1:30 Colle della Croce Fortificazione al Colle della Croce e Monte Bianco
ore 1:30 I fabbricati trecenteschi a Prariond di Valgrisenche Grenier del 1354 all'alpe Prariond
ore 1:30 Le case medievali di Borine Bourinnes di Issime Antico stadel nel villaggio di Borine
ore 1:30 Strada militare Bard Machaby Strada militare Bard Machaby nel bosco di castagni
ore 1:30 Via ferrata di Gressoney (Angster) Partenza della via ferrata Jose Angster di Gressoney Saint Jean
ore 1:40 Alpe Ponteille Panorama dall'alpe Ponteille
ore 1:45 Batteria di Plan Puitz Entrata della batteria in Caverna di Plan Puitz
ore 1:45 Lago di Cortina Il lago di Cortina, sulla sinistra il Monte Tantané
ore 1:45 Rifugio Barbustel Rifugio Barbuste sotto la neve
ore 1:45 Sarron di Lillianes Il villaggio di Sarron visto da monte
ore 1:50 Valtournenche Cheneil Il villaggio di Cheneil in inverno
ore 1:55 Via ferrata del Gorbeillon a Valtournenche Il ponte tibetano della via ferrata di Valtournenche
ore 2:00 Antey Triatel Rascard tardomedievale di Triatel, Monte Tantané (2733 m)
ore 2:00 Alpe Perteille Il Monte Cervino e il rascard di Perteille
ore 2:00 Alpe Tresinot Alpe Tresinot e mulattiera per il Colle della Vecchia
ore 2:00 Bivacco Dayné Bivacco Dayné nel villaggio di Arpilles di Introd
ore 2:00 Petit Poignon Tiglio monumentale nel villaggio di Petit Poignon
ore 2:00 Rifugio Bonatti invernale Rifugio Bonatti in Val Ferret
ore 2:00 Rifugio Elisabetta Rifugio Elisabetta Soldini
ore 2:00 Via ferrata di Casimiro a Rhêmes Via ferrata di Casimiro a Rhêmes
ore 2:15 Diga di Cignana Lago, diga di Cignana e rifugio Barmasse
ore 2:15 Mulattiera per Promiod Arrivando al villaggio di Promiod
ore 2:15 Rifugio Vittorio Emanuele II Rifugio Vittorio Emanuele II
ore 2:15 Villaggio dei Salassi Villaggio dei Salassi
ore 2:20 Alpe Credemi-Kredemi Il paravalanghe dell'alpeggio Credemi-Kredemi
ore 2:20 Rifugio Dalmazzi nella Val Ferret Il Rifugio Dalmazzi nella Val Ferret
ore 2:30 Alpe Valmeriana Alpe Valmeriana, sulla destra la Cima Nera
ore 2:30 Ortes (Orteis) di Lillianes Il villaggio di Ortes visto da monte
ore 2:30 Mulattiera Châtillon Pointé Il villaggio di Pointé
ore 2:30 Mont Cormet Vetta Mont Cormet
ore 2:30 Rifugio Barbustel invernale Rifugio Barbustel in inverno
ore 2:30 Vallone di San Grato La chiesetta della madonna delle nevi a Munes nel vallone di San Grato di Issime
ore 2:45 Rifugio Frassati ai Lacs des Merdeux Il Rifugio Frassati ai Lacs des Merdeux
ore 3:00 Bivacco Tzan (Tsan Cian) Bivacco Tzan (Tsan Cian) di Torgnon
ore 3:00 I casolari dell'Herbetet Casotto dell'Herbetet del Parco Nazionale del Gran Paradiso
ore 3:00 Fortezze delle Pyramides Calcaires Colle delle Pyramides Calcaires visto dall'entrata del bunker
ore 3:00 L'oratorio di Gilliarey Oratorio di Gilliarey in autunno Oratorio di Gilliarey in inverno
ore 3:00 Le macine e le cavità della Valmeriana La prima macina che si trova sotto al sentiero
ore 3:00 Vallone di Comboé Eremo e cappella di Comboé - Comboe
ore 3:00 Villaggio dei Salassi sopra il Col Pierrey Villaggio dei Salassi sopra il Col Pierrey
ore 3:15 Colle della Vecchia Incisione lungo la mulattiera per il Colle della Vecchia
ore 3:20 Borna di Ciove Entrata della Borna di Ciove di Torgnon Entrata della Borna di Ciove di Torgnon
ore 3:30 Bivacco Martinotti Bivacco Alessandro Martinotti
ore 3:30 Via ferrata di Vofrède Partenza della via ferrata di Vofrède
ore 3:45 Bivacco Penne Nere Becca di Viou Bivacco Penne Nere Becca di Viou
ore 4:00 Bivacco Duccio Manenti Bivacco Duccio Manenti
ore 4:00 circa Rifugio e Lago Miserin con le ciaspole Santuario e Rifugio Miserin con la neve Rifugio Miserin e Santuario del Miserin da Nord
ore 4:00 Ru Marseiller Ru Marseiller nella valle della Dora Baltea
ore 4:00 Via ferrata di Valgrisenche (Béthaz Bovard) La grande placca della via ferrata di Valgrisenche
ore 4:15 Grand Tournalin Grand Tournalin in inverno
ore 4:15 Rifugio Chiarella Amiante Rifugio Chiarella Amiante
ore 4:45 Rifugio degli Angeli Il Rifugio degli Angeli di Valgrisenche
ore 5:30 Bivacco Pol Bivacco Carlo Pol
ore 8:15 Gran Paradiso Ghiacciaio di Laveciäu e Gran Paradiso


 
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