parco-nazionale-majellaAbruzzo. Terra di mari e monti, di parchi naturali e valli incantate, di 100 cascate e spiagge chilometriche; ma anche di cultura: chiese, castelli, rocche ormai abbandonate ma suggestive, palazzi antichi e monumenti unici. Abruzzo. 

Terra in cui trovare tutto ciò che si desidera per passare dei momenti magici lontani dalla vita di tutti i giorni, piste da sci per tutti i gusti, passeggiate immersi nella natura, laghi, musei e tradizioni secolari. Abruzzo, terra di profumi e di sapori indimenticabili: selvaggina, funghi, ma anche pesce, dolci straordinari, vini e liquori dal sapore d’altri tempi. 

Abruzzo_parchi_mapOggi l’Abruzzo può vantare la presenza di tre parchi nazionali, un parco regionale e 38 tra oasi e riserve regionali e statali. In totale il 30% del territorio regionale è sottoposto a tutela ambientale: una media veramente ragguardevole. In proposito si può parlare di un vero e proprio sistema protezionistico di interesse europeo, specialmente se si considera che questo complesso sistema di aree protette si ricollega a nord con il parco nazionale dei monti Sibillini.

E ricorda.... Guarda, ama e rispetta la natura così come rispetti le tue cose: se vieni in montagna non buttare nulla per i boschi, se vieni al mare non lasciare i tuoi resti sulla spiaggia. La tua educazione si vede soprattutto da questo. 

Parco Nazionale della Majella.
Majella-orientale
Si tratta di uno dei parchi più importanti dell'Abruzzo, sia per la sua notevole estensione, oltre 74000 ettari, sia per l'importanza storica. Viene infatti considerata la "montagna madre" degli abruzzesi, una specie di Olimpo dell'Abruzzo.

Il suo nome deriverebbe da Maja, dea pagana. Sono stati rinvenuti reperti archeologici fin dal paleolitico. Inoltre la Majella ospita grotte, templi di origine antichissima (come l'Ercole Curino), eremi in cui si sono rifugiati i primi anacoreti, nonché Papa Celestino V. Tutte queste circostanze hanno dato un'aura di sacralità all'intero massiccio, caratterizzato da aspri valloni, altopiani, sorgenti d'acqua. In epoca ottocentesca, sotto il Regno di Napoli, questi luoghi sono stati rifugio dei briganti.

La vetta del Monte Amaro tocca i 2793 metri e rappresenta la seconda cima dell'Appennino, subito dopo il Gran Sasso d'Italia. Il massiccio separa la valle peligna dalle colline del chietino, è allineato esattamente da nord a sud e rappresenta in Abruzzo il gruppo appenninico più vicino all'Adriatico. Il Parco comprende anche il Monte Morrone, il Porrara e i Monti Pizzi. Nei secoli è rimasto uno dei luoghi più incontaminati ed oggi, oltre al parco, conta nemerose riserve naturali: la Valle dell'Orfento (riserva integrale in cui è vietato l'accesso), Pian Grande della Maielletta, Lama Bianca di Sant'Eufemia a Majella, Feudo Ugni, Quarto Santa Chiara, Fara S. Martino-Palombara. Sono anche presenti rifugi per gli escursionisti tra cui vale la pena citare il Bivacco Pelino (Monte Amaro, 15 posti), Rifugio Pomilio (Maielletta, 40 posti letto) e il bivacco Grotta dei Porci (Piano della Casa, 10 posti).

Nel territorio del parco si possono ancora incontrare lontre, gatti selvatici, gufi e martore. Ma gli animali simbolo sono il lupo, a torto considerato nemico dell'uomo, l'orso bruno marsicano e il camoscio d'Abruzzo, considerato il più bello del mondo, grazie al mantello invernale color crema, assai diverso dal bruno scuro della specie alpina e all'eccezionale lunghezza delle corna.
Anche la flora della Majella è particolarmente ricca. Sono presenti piante mediterranee e termofile ma anche specie rare, per un totale di oltre 1700 entità, pari al 30% dell'intera flora italiana e al 15% di quella europea. Alcune specie scoperte e descritte nel nostro territorio vengono oggi denominate con lo specifico epiteto magellensis (esempi sono il ranuncolo, la viola, la genziana). Tra le piante rare vanno citate alcune specie di trifoglio, astragalo, euphorbia e la genziana con cui si prepara un eccellente liquore lasciandola macerare in alcool insieme ad altre erbe particolari.

Sito: www.parcomajella.it .

Parco Nazionale d'Abruzzo.
parco_nazionale_abruzzi
Il Parco Nazionale d'Abruzzo è stato uno dei primi esperimenti di protezione ambientale in Italia (il secondo per anzianità dopo il Gran Paradiso). Istituito nel 1923, si estende per 44400 ettari, al confine fra Abruzzo, Molise e Lazio. Comprende parte del Fucino, la Valle del Volturno e quella del Sangro, due catene montuose e le cime più rappresentative sono il Monte Petroso (2249), il Marsicano e il Meta (2242).
Le caratteristiche del parco sono l'abbondanza di acqua e di vegetazione (le faggete occupano ben 24000 ettari di territorio), un habitat particolarmente ad ospitare i maggiori rappresentanti della fauna dell'Appennino, il camoscio d'Abruzzo, l'orso bruno marsicano, il cervo e il lupo. Da segnalare anche 250 specie di uccelli, tra cui il picchio di Lilford, 30 di rettili e anfibi, 40 di mammiferi e 1200 di piante superiori.

Parco Regionale del Sirente-Velino.
Parco Regionale del Sirente-Velino
Il Sirente è una montagna di 2227 metri che, nonostante non sia un'altitudine eccezionale, ha un aspetto particolarmente imponente, specie per una spettacolare parete nord che affascina tanti alpinisti. Oltre al massiccio, il parco (60000 ettari di estensione) comprende la Valle dell'Aterno e la Subequana, l'Altopiano delle Rocche, la Serra di Celano ed infine il Monte Velino (2486, terza vetta dell'Appennino).

Il Sirente si presenta roccioso e ripido dalla parte che scende verso i Prati e che è visibile da Sulmona, mentre il versante marsicano si presenta più dolce e ondulato. Le ampie pareti rocciose ospitano numerosi uccelli l'Aquila Reale, il Falco Pellegrino, il Gufo reale e il raro Picchio Dorsobianco. Altri animali presenti sono l'Orso bruno marsicano, il lupo, il cinghiale e il capriolo. La flora è rappresentata anche qui dal faggio, ma anche dall'acero e dal pioppo. Tra le piante rare è tradizionale il narciso (in onore del quale si celebra in primavera una festa nel paese di Rocca di Mezzo), la genziana, la viola e molte specie di orchidee selvatiche.

Queste montagne sono state abitate fin da tempi antichissimi, come dimostrano i resti della città romana di Alba Fucens e i numerosi borghi medievali della Valle dell'Aterno e della Valle Subequana.
Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.
Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
Si tratta del parco più esteso d'Abruzzo con i suoi 150000 ettari di estensione. Nasce nel 1991 e occupa un'area a cavallo fra Abruzzo, Lazio e Marche. Da una parte abbiamo il Gran Sasso d'Italia (2914), la vetta più elevata dell'Appennino, conosciuto fin dai romani e di origine carsica, costituito da calcari e dolomie. Sulla sua vetta è presente un ghiacciaio, il Calderone, l'unico dell'Appennino e il più meridionale d'Europa. Da segnalare anche l'imponente altopiano di Campo Imperatore, famoso per le vicende storiche della seconda guerra mondiale e oggi rinomata meta turistica.

Dall'altra il parco abbraccia la Laga, un territorio marsoso-arenoso, ricco di acqua e vegetazione, fra cui spicca la presenza dell'Abete bianco. La fauna è rappresentata dal lupo, l'orso e il camoscio, ma sono anche presenti il Gracchio corallino e il Picchio muraiolo.
Sito: www.parconazionalegransasso.it

Altre Riserve Naturali Regionali

Riserva naturale Monte Genzana - Alto Gizio.

Riserva naturale Monte Genzana - Alto Gizio
Istituita nel 1996, sorge nel Comune di Pettorano, ad una decina di chilometri da Sulmona. Il massiccio del Genzana (2170 metri) è di fondamentale importanza perché vi nasce il fiume Gizio, le cui splendide acque dissetano l'intera Valle Peligna e tutto il comprensorio. Nella Photogallery trovi alcune foto della riserva.

Riserva naturale Gole di San Venanzio.

Riserva naturale Gole di San Venanzio
Nasce a pochi passi da Raiano, vicino all'Eremo di Sant'Onofrio, fra gole rocciose e a strapiombo in cui scorre il fiume Aterno. Ho dedicato a questa riserva un reportage fotografico.

Riserva naturale Bosco Sant'Antonio.

Riserva naturale Bosco Sant'Antonio
Oggi è compresa nel Parco Nazionale della Majella. Comprende una grande faggeta d'alto fusto fra il monte Pizzalto e il monte Rotella. D'inverno la riserva è percorsa da un bellissimo anello, meta ideale per gli amanti dello sci di fondo (per maggiori info leggi la pagina dedicata agli impianti sciistici d'Abruzzo). Ho anche descritto il percorso da fare in bicicletta per arrivare al Bosco partendo da Sulmona.

Riserva naturale "Sorgenti del Pescara".

Riserva naturale Sorgenti del Pescara
Ai confini del Comune di Vittorito, le sorgenti del Pescara costituiscono uno spettacolo di rara bellezza. Il fiume irrora una zona paludosa ricca di piante e di animali d'acqua dolce. Prosegue poi verso Popoli dove confluisce nell'Aterno, dando vita all'Aterno-Pescara, il fiume più lungo e importante dell'Abruzzo.

Riserva naturale del Lago di Penne.

Riserva naturale del Lago di Penne.
Il lago di Penne (l'antica Pinna Vestinorum) è un invaso artificiale alimentato dal fiume Tavo e dal torrente Gallero. Creato per scopi irrigui, nel 1987 è diventata riserva naturale ricca di uccelli acquatici che vi nidificano stabilmente. È sede del Centro Lontra, per lo studio e la riproduzione di questa specie, di un centro visite e di un museo naturalistico.

Oasi WWF delle Gole del Sagittario.

Oasi WWF delle Gole del Sagittario
Si trova nel territorio del comune di Anversa. L'area di 450 ettari comprende anche Fonte Cavuto.
 

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sacri_montiI nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo, dedicati a differenti aspetti della fede cristiana.
In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza, virtù e gradevolezza, e risultano integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi. Contengono inoltre reperti artistici molto importanti (affreschi e statue)”. Con questa motivazione, nel 2003 l’UNESCO ha iscritto il sito “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” nella Lista del Patrimonio Mondiale.

sacri_monti_piemonteIl prestigioso riconoscimento attribuisce un valore universale a sette Sacri Monti del Piemonte (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e due della Lombardia (Ossuccio e Varese), mettendo in luce la straordinaria ricchezza, la qualità e i valori di questi gioielli di storia, arte e natura.

La teoria di cappelle che attraverso statue, dipinti e affreschi, racconta episodi e misteri della vita sacra, si amalgama con l’accogliente contesto ambientale e contribuisce a definire i lineamenti di ciascun complesso monumentale. Pregevoli esempi di architettura del paesaggio, i Sacri Monti costituiscono un importante punto d’incontro per i fedeli e i cultori dell’arte.

Dalla cerchia delle Alpi occidentali, dove il fenomeno ha avuto origine più di cinquecento anni fa, i Sacri Monti hanno poi ispirato analoghi modelli sorti in buona parte dell’Europa cattolica. I sette Sacri Monti piemontesi sono inseriti nel sistema delle Aree protette della Regione Piemonte, che provvede  alla loro conservazione storica-artistica, alla manutenzione e alla tutela dell’ambiente circostante.
 
Sacro Monte di Belmonte.

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Sacro Monte di Crea.

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Sacro Monte di Domodossola.

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Sacro Monte di Ghiffa.

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Sacro Monte di Oropa.

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Sacro Monte di Orta.

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Sacro Monte di Ossuccio.

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Sacro Monte di Varallo.

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Sacro Monte di Varese.


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tenuta_del_boscone_logoLa Tenuta del Boscone, a pochi passi dall’Adda, circondata da un incantevole e immenso parco al cui interno si trova una vasta vegetazione e la fauna locale. 

La location è perfetta per realizzare la vostra festa di nozze immersi in un contesto rurale e tranquillo, però cnsentendovi allo stesso tempo di realizzare un ricevimento elegante.

Spazi
tenuta_del_boscone_mappaLa tenuta dispone di meravigliosi spazi interni ed esterni:
  • Il ristorante Cascina Isola, si caratterizza per lo stile architettonico rurale padano.
  • Un parco di 3000 ettari, al cui interno si trovano diverse specie di piante e animali, tra cui: mufloni, cinghiali, cervi, falchi, aironi e daini.
  • La bellezza della cornice la rende ideale per realizzare il ricevimento all’aperto immersi in questo suggestivo paesaggi0o naturale. 









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parco_ittico_paradiso_logoIl Parco Ittico Paradiso si estende per 130.000 mq e, molto tempo fa, era parte integrante del fiume Adda il quale, ad un certo punto della sua storia, ha deviato il suo corso lasciando quest'ansa abbandonata ricca di ghiaia e sabbia ma povera di humus. 

Negli anni '80, essendo il terreno scadente sotto il profilo agricolo e grazie all'ottima qualità dell'acqua sorgiva di cui è ricco il territorio, è stato realizzato un allevamento ittico per la piscicoltura intensiva, scavando tre canali paralleli e numerosi stagni. Questo allevamento ha lavorato per vari anni fino a quando le nuove tecniche industriali della piscicoltura hanno soppiantato gli allevamenti tradizionali rendendoli antieconomici ed obsoleti. 

parco_ittico_paradiso_mapNel frattempo, il territorio si era arricchito di numerose piante ripariali, quali tifa maggiore e minore, sparganio, cannucce, carici, giunchi e da varie piante acquatiche caratteristiche delle aste dei fontanili. Si era inoltre insediata una discreta fauna selvatica costituita da gallinelle d'acqua, folaghe, tuffetti e saltuariamente anatidi oltre che numerosi aironi cenerini, nitticore e una modesta varietà di avifauna minore fra cui martin pescatore, pendolino e falco pescatore in cerca di prede lungo i canali e gli stagni. Queste osservazioni hanno fatto sorgere l'idea della possibilità di trasformare l'allevamento in una struttura naturalistica culturale, destinata alla pubblica fruizione. 

Furono modificati i percorsi dei canali destinati alla piscicoltura, troppo rettilinei ed uniformi, con la creazione di anse, biforcazioni e laghetti, realizzando un apposito percorso che riproduceva le differenti zonizzazioni biologiche di un fiume, sia attraverso la scelta selettiva delle essenze arboree da piantumare sulle sponde, che ripopolando i canali con le specie ittiche proprie delle specifiche zone del corso di un fiume. Per rendere più interessante l'osservazione dell'ittiofauna furono realizzati alcuni osservatori subacquei in modo da poter ammirare i pesci nel loro ambiente naturale. 

La possibilità di osservare i pesci sott'acqua, in ambienti molto simili a quelli dei corpi idrici naturali capovolge l'abituale logica degli acquari in quanto, nel caso del Parco Ittico Paradiso, sono i visitatori e non i pesci ad essere ospiti temporanei di vasche dalle quali osservare pesci di varie specie, caratteristici dei differenti ambienti del fiume, in movimento libero, in spazi di ampie dimensioni, realizzando di fatto il primo allestimento del genere in Italia e con ogni probabilità in Europa.

Itinerario di visita.
Il Parco Ittico Paradiso è un oasi naturale dove trascorrere allegre giornate all'aria aperta. È immerso in un bosco di 6000 piante dove si possono osservare circa 20 specie di pesci, dal piccolo pesce rosso al grande siluro e storione di oltre due metri. Sono presenti anche lucci, cavedani, trote fario, mormorate e iridee, carpe koi, anguille e tinche. Oltre alla fauna ittica il parco ospita aironi, folaghe, gallinelle d'acqua e in un grande recinto si possono vedere daini, germani reali e anatidi vari (mestolone, alzavola, marzaiola, moretta tabaccata e fischione). 

I pesci si possono vedere sia costeggiando i 3 km di canali che li ospitano, sia da particolari osservatori subacquei dove è possibile osservarli da ampie vetrate senza disturbarli. Lungo tutto il percorso i visitatori trovano cartelli esplicativi di ogni singola specie che permettono di avere informazioni più dettagliate. Una minifattoria con mucche, caprette, asinelli, conigli, vitellini e maialini, un bar-ristorante, un ampia area pic-nic al coperto e un avventuroso parco giochi con scivoli, ponti tibetani sospesi, piani inclinati, reti di arrembaggio, funi di arrampicata e altalene completano la struttura











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