Escursioni in montagna: attenzione, (in) pericolo vipere.

Durante le escursioni in montagna può capitare di imbattersi in serpenti. In Italia vivono rappresentanti di due famiglie: i colubridi e i viperidi.

I primi sono totalmente innocui, i secondi, rappresentati da quattro specie - Vipera aspis, V. ursinii, V. berus, V. ammodite - sono invece velenosi.

L'immaginario collettivo ha probabilmente ingigantito i rischi derivanti dalla vipera italiana, che raramente è mortale: la possibilità di essere morsi è infatti piuttosto remota, soprattutto se si adottano norme di cautela come indossare scarponcini alti e calzettoni, fare attenzione quando si raccolgono funghi o erbe, usare un bastone per allontanare rami e foglie.

L'aspide o vipera (Vipera aspis (Linnaeus, 1758) è un serpente della famiglia Viperidae, diffuso in Europa occidentale. È famosa per essere stata scelta da Cleopatra come serpente per il suo suicidio.

L'areale della specie va dai Pirenei alla Germania. È il più comune viperide italiano. È presente su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna.

La Vipera aspis vive in luoghi freschi ed assolati, prediligendo ambienti poveri di vegetazione, prati, pascoli e soprattutto pietraie.

In pericolo più dell'uomo è invece proprio la vipera. Come emerge da uno studio condotto da studiosi italiani, inglesi, francesi, nigeriani eaustraliani, pubblicato sulla rivista della Royal Society di Londra, su 17 popolazioni di serpenti monitorate dagli anni '80, 11 sono diminuite tra il 1997 e il 2000.



La vipera dell'Orsini è la vipera di più piccole dimensioni e possiamo trovarla in buona parte del centro Asia e in Europa. In Italia è presente in alcune aree dell’Appennino centrale ma è specie rara a causa dell’alterazione del suo habitat naturale da parte dell’uomo e per questo è considerata specie protetta da varie convenzioni internazionali tra cui il CITES. Il nome le proviene dal naturalista ascolano Antonio Orsini (1788-1870) che per primo la descrisse.


La vipera dell'Orsini abita esclusivamente le praterie di alta quota e conduce vita solitaria eccetto nel periodo riproduttivo quando la si vede in coppia o in gruppi di maschi nell'atto del combattimento per conquistare la femmina.

È dotata di un apparato velenifero funzionante, ma assai debole, anche per le dimensioni ridotte delle zanne; morde rarissimamente ed ha un carattere molto mansueto: un suo eventuale morso non comporta in genere danni rilevanti. Vive dai 7 ai 10 anni.


Tra queste, la vipera dell'Orsini (V. ursinii), una timida e piccola vipera, lunga 40-50 cm, poco velenosa, che vive nelle praterie erbose di altitudine tra 1.400 e 2.400 m s.l.m., dove sono presenti i pulvini di ginepro prostrato (Juniperus communis nana), quali alcuni massicci montuosi dell'Italia centrale come il Gran Sasso d'Italia, il Monte Velino, il Monte Marsicano.

"Questa specie è in estinzione a livello globale - poche popolazioni si trovano in Francia, Balcani e Ungheria - tanto da essere catalogata come specie ‘minacciata' dall'Uicn (Unione internazionale conservazione della natura)", spiega Giovanni Amori dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise) del Cnr, uno degli autori dello studio. "La riduzione della popolazione di questa vipera montana potrebbe essere strettamente legata alla diminuzione della densità dei roditori di cui si nutre", tra cui, in Italia, l'arvicola delle nevi (Chionomys nivalis).


La Vipera berus, noto anche con il nome di marasso, è un viperide molto comune nell'Italia settentrionale. Il suo morso può essere molto doloroso, ma non è considerato molto pericoloso per l'uomo; pur richiedendo soccorso immediato, raramente si configura mortale. A rischio sono prevalentemente i soggetti esposti alle reazioni allergiche, quelli emotivi, gli anziani ed i malati affetti da patologie croniche, nonché i bambini.

È presente nelle regioni dell'Italia settentrionale, a nord del fiume Po, che oltrepassa solo nella zona di Ferrara e in alcune zone dell'appennino nord-occidentale, è altresì presente anche nelle regioni dell'Italia centrale.

Questa specie è inclusa tra le specie protette (Appendice III) nella convenzione di Berna.

In natura esistono serpenti dotati di strutture simili a corna, seppure molto semplici. Uno di questi è la famosa vipera dal corno o vipera ammodite, il cui areale di distribuzione interessa principalmente l’Europa sud-orientale, ma che si rinviene anche in diverse zone del nostro paese. Questa vipera è dotata di una struttura verticale composta da squame embricate, posta all’estremità anteriore del muso. Tale struttura può arrivare a misurare fino ad 1 centimetro.
"Il declino dei roditori su vasta scala, e quindi anche in montagna", aggiunge il ricercatore, "sembra essere collegato agli eventi di El Niño/La Niña del 1997-1998. Questi fenomeni meteorologici - i più intensi finora registrati - producono variazioni climatiche repentine e violente di segno opposto: periodi molto piovosi per il Niño seguiti da fasi molto aride per gli effetti della Niña e viceversa.

Queste oscillazioni hanno effetti nefasti sui roditori, particolarmente sensibili a variazioni di umidità e aridità, e indirettamente sui loro predatori, i serpenti".
 

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