Dolcetto, scherzetto? Ma le “basure” appaiono da mille anni.

Italy, Liguria, Triora, Witches Museum
Liguria terra misteriosa? E’ quasi un interrogativo retorico, perché leggende su fantasmi, sabba, streghe, ne esistono tante. Halloween, è l’occasione giusta per svelare un vero e proprio itinerario lungo le orme lasciate dalle streghe, che in dialetto si chiamano basure. Il primo luogo da segnalare è il centro storico di Genova dove la sera del 31 ottobre si svolge ogni anno il Ghost Tour, una sorta di caccia al fantasma che rappresenta un perfetto assaggio di quel che si può scoprire in Liguria alla ricerca delle streghe.

Il caso più famoso è quello di Triora, dove la presenza di streghe presunte e poi processate e uccise dalla Santa Inquisizione è documentata. Per gli amanti delle leggende dal sapore un po’ misterioso, è consigliata una “visita” alla Cabotina o casa delle streghe, luogo dove si eseguì la pena capitale per le malcapitate vittime del famoso processo del 1587-89.

Secondo i racconti popolari e le cronache del processo, le “streghe” di Triora si riunivano in luoghi precisi, dove praticavano riti satanici, si accoppiavano col maligno e lanciavano maledizioni. 

Nei pressi di uno splendido laghetto e delle cascate del Lagudegnu, nascosto in mezzo al bosco, le streghe si riunivano di notte per ballare con il diavolo. Il mito vuole che esse raggiungessero la zona, a valle del paese, a piedi, a cavallo, a bordo di una scopa o cavalcando diavoli dalle fattezze di caproni. 

Qui aveva luogo il sabba tra danze sfrenate, accoppiamenti animaleschi, grandi abbuffate. Al momento culminante il diavolo si gettava nel fuoco, e le sue ceneri venivano raccolte dalle streghe che le spargevano sui campi, procurando così le carestie. A Costarainera, presso Imperia, si diceva che le baggiure (streghe) di Triora, si trasformassero in uccellacci e volassero all’isola Gallinara, presso Albenga, dove convenivano pure altre streghe. A Ventimiglia si pensava che le streghe avessero costruito la Pria Margunaira

A Molini di Triora si mostra ancora la fonte dove le maghe convenivano a danzare, in processione notturna, con moccolotti accesi. Presso il paese di Andagna esiste la Rocca d’e Baggiure, dove si dice che esse si radunassero accedendovi con una parola d’ordine.
 
A ponente un luogo al centro di storie antiche e inquietanti è a Deiva Marina, dove su una lastra di pietra, situata vicino ad una chiesetta di origini longobarde, sarebbero impresse le impronte delle streghe che in quel luogo celebravano il sabba. Sempre a Deiva c’era un ruscelletto dove secondo la leggenda le streghe si facevano il bagno e che oggi si chiama fossa delle Strie. A Campoligure, dove si trova il Castello Spinola, esiste un lastrone di pietra sul quale sono stati scavati dei sedili. Secondo i racconti popolari, erano usati dalle streghe durante i sabba. 

Celeberrima è la grotta della Basura di Toirano, dove sono stati recuperati reperti preistorici, resti di ossa umane e graffiti, ed anfore romane, che sempre secondo la leggenda avrebbero contenuto filtri magici. Tra Pignone e Cassana, frazioni di Borghetto di Vara nello Spezzino, esistono due cavità rocciose naturali dette Bocca delle Streghe in quanto la tradizione vuole che l’aria fredda che vi esca sia l’alito della strega che vi abitava in passato. 

A Campore in comune di Maissana esiste il Mulino delle Strie queste macinavano il grano e dall’antro vicino al fiume Pagiaissa si possono sentire le voci delle streghe la notte. A Campore, presso la cappella di San Bernardo, a 850 metri di altitudine, si gode un ampio panorama sulla Valle del Vara e sul Monte Gottero. Nelle vicinanze della frazione è la grotta sotterranea detta “Muìn de strie”, ricca dio fenomeni carsici.


 
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