Muggia è un fazzoletto in un fazzoletto, una virgola nell'enclave triestino.

Muggia è un fazzoletto in un fazzoletto: una virgola nell’enclave triestino, già virgolettato per sè.

Un punto interrogativo, una parentesi sulla carta geografica dove i confini si intrecciano a ragnatela.

Muggia è al confine di tutto, confine di mare e confine di terra a cento passi da qui.

Confine labile e volatile e arcigno allo stesso tempo, grondante storia ad ogni metro: e non sono tutte storie che hai voglia di ricordare.
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E nel cuore – o forse nel fegato – di Muggia, ecco quel porticciolo come una virgola nella virgola, un singhiozzo nella linea della costa: redarguito dalle murate in pietra bianca, in cui s’appendono bandiere fatte con sacchi di spazzatura.

Sartie che suonano al vento, alberi che ondeggiano tremuli.
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E le case: le case pettinate all’insù, crivellate di finestrelle come pertugi, colorare dal tempo e scolorate dal sole, scrostate come affreschi e ridipinte come signorine il pomeriggio delle feste.

Il Duomo dalle linee pettorute, la piazza come un sospiro, le vie raggomitolate attorno al porto, da camminare piano, guardando su.
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Monumenti e luoghi d'interesse.

Sul colle Muggia Vecchia è stato realizzato il Parco archeologico di Muggia Vecchia (Castrum Muglae), che ospita una chiesa dedicata a Maria Assunta, unico edificio rimasto in piedi, e le tracce archeologiche dell'abitato medioevale.
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Si narra che l'abitato di Muggia Vecchia cessò di essere luogo abitato, dopo la sua distruzione avvenuta da parte dei Genovesi e di Paganino Doria nel 1353. Si disse pure che fu distrutta, lasciando in piedi la basilichetta dai triestini in perenne lotta contro i muggesani, causa le saline.
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Prima dell'attuale chiesa doveva esserci una precedente del VIII o IX secolo, della quale esistono alcuni elementi: l'ambone, il leggio e due grandi e larghi pilastri, a destra ed a sinistra dell'ingresso, dopo il rifacimento avvenuto nelsecolo XIII. I resti del borgo medioevale sono stati rimessi in luce dalle indagini archeologiche: un tratto di strada su cui si aprivano diverse distinte case, su un lato della strada appoggiate alle mura di cinta, un'abitazione che conserva resti del piano superiore, accessibile da una scala esterna in muratura e presumibilmente sede dell'officina di un fabbro al piano terra.

Gli scavi hanno rimesso in luce anche tracce di frequentazione nell'VIII secolo
, ovvero una cava da cui furono scavate lastre di Arenaria, successivamente sistemata con murature di contenimento. I rinvenimenti testimoniano la presenza di un centro abitato, del periodo risalente l'età del ferro, collocabile tra l'VIII e VI-V secolo.
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Il castello di Muggia, che si affaccia sul porto, è di proprietà dello scultore Villi Bossi e di sua moglie Gabriella, e viene aperto al pubblico in particolari occasioni, specie per iniziative culturali e musicali. Il primo nucleo del castello fu una torre fatta erigere dal patriarca di Aquileia Marquardo di Randeck nel 1374, nella zona chiamata Borgolauro.

Successivamente venne aggiunto un quadrilatero di mura e delle torri di guardia per ospitare una guarnigione di soldati, la cui costruzione si protrasse sino al 1399. I merli della torre sono piani, ovvero di tipo guelfo.

Nel 1701 fu avviato un primo progetto di restauro, curato dal conte Giovanni Polcenigo, che però fu effettuato solo nel 1735, su spinta del governo della Serenissima, nella cui orbita Muggia gravitava. Nell'Ottocento, il castello ricadde in uno stato di abbandono, nel quale rimase sostanzialmente sin quasi alla fine del secondo millennio, quando gli attuali proprietari lo riportarono all'originale splendore.
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2 commenti:

  1. Arrivati in inverno e di sera con poco tempo a disposizione, abbiamo potuto solo fare un giro di questo delizioso e tranquillo borgo vicino a Trieste. Bellissimo il duomo di chiara ispirazione veneziana rimarcata nel leone che somiglia a quello di San Marco sulla facciata del municipio! Consiglio passeggiata sul porto se il tempo lo consente.

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