Umbria, lo spettacolo della Natura (terza parte).

umbria-cartinaIncastonata come una pietra nel cuore verde dell’Italia, l’Umbria è il luogo ideale per chi ama stare a contatto con la natura e, attraverso itinerari cicloturistici, scoprire boschi, castelli, santuari e perché no, Assisi, Spello fino alle pendici del Monte Subasio in mountain bike.

Un percorso di diversa natura, invece, è quello che lega l’uomo al suo territorio; sono famose le “strade del vino” che appagano i cinque sensi attraverso un itinerario fatto di natura, sapori e memoria di un tempo passato. Oltre alla degustazione dei vini, vivono in questi centri, tradizioni enogastronomiche ed artigianali, botteghe artigiane della ceramica, del vetro, del legno tipica espressione di una cultura tradizionale di origini antiche. Anche l’andar per frantoi è legato alla cultura dell’olio, un fiore all’occhiello di tutte le aziende, consorzi oleifici che hanno permesso di ottenere l’olio DOP Umbria.

Sistemi naturalistici.


I rilievi collinari villafranchiani.
umbria I rilievi collinari villafranchiani.
Comprendono gran parte dei rilievi collinari che si innalzano a ridosso delle vaste depressioni tettoniche dell'Umbria Centrale e della Media Valle del Tevere, tra Umbertide, Perugia e Todi.

Ambiente e geo-morfologia Comprendono gran parte dei rilievi collinari che si innalzano a ridosso delle vaste depressioni tettoniche dell'Umbria Centrale e della Media Valle del Tevere, tra Umbertide, Perugia e Todi, e si estende anche nell'Umbria Meridionale, dalle colline di Montecastrilli alle alture che bordano parte della conca di Terni. Tali territori dolcemente ondulati, compresi tra 200 e 500 m di quota, sono principalmente costituiti da sedimenti villafranchiani (Pleistocene) sabbiosi e sabbioso-argillosi, a volte con conglomerati arenacei.

Vegetazione e fauna.
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Le formazioni vegetali naturali, rientranti essenzialmente nel Piano Bioclimatico Basso-Collinare, sono costituite da boschi di caducifoglie termo-xerofile ed acidofile con presenza di Farnetto (Quercus frainetto), una quercia di origine anatolico-balcanica, ampiamente diffusa nell'Italia Meridionale e che raggiunge nell'Umbria Centro-Occidentale il limite estremo settentrionale di distribuzione della specie nella penisola.

A seguito delle millenarie attività antropiche che hanno interessato questi territori, popolati intensamente sin dal Neolitico, poco sopravvive dell'originaria copertura forestale, oggi per lo più ridotta a pochi lembi degradati dispersi su terreni accidentati e poco adatti alle colture in mezzo a vaste distese agrarie. Tra i pochi residui di ambienti boschivi con elevati livelli di naturalità sopravvissuti alle estese e radicali trasformazioni umane del territorio, ricordiamo il Bosco di Collestrada, nei pressi di Ponte San Giovanni, ed i Boschi Sereni-Torricella, nel comune di Marsciano.
Questi ultimi, in gran parte rientranti nella "Tenuta di Torre Colombaia", alle porte del piccolo borgo di S. Biagio della Valle, estendendosi complessivamente per circa 220 ettari di superficie, rappresentano una delle più ampie, compatte e meglio conservate fitocenosi arboree di tipo basso-collinare dell'intera Umbria. Grazie alla presenza di un'antica Riserva di Caccia dell'aristocrazia locale e, più recentemente, alla particolare sensibilità dei proprietari, il bosco di Torre Colombaia, con le sue vaste formazioni arboree d'alto fusto, in gran parte costituite da Cerro (Quercus cerris) e Farnetto (Quercus frainetto), in cui ogni intervento umano gestionale é ridotto al minimo, costituisce un vero e proprio "relitto" delle antiche foreste che un tempo rivestivano le basse colline umbre ed un importante serbatoio di biodiversità per una vasta porzione del territorio regionale. A testimonianza della notevole ricchezza biologica e dell'elevato livello di naturalità e di salute ambientale di tale area occorre segnalare la presenza di numerose specie animali ormai fortemente ridotte o scomparse da gran parte del territorio regionale e presenti nel Bosco di Torre Colombaia con contingenti considerevoli.
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Tra questi organismi figurano, in particolare, numerose specie di insetti saprofagi, la cui esistenza é strettamente legata alla presenza di formazioni forestali disetanee, con molti esemplari arborei secolari ed in fase di deperimento naturale. Questi "patriarchi" vegetali ed i boschi maturi e folti che li hanno preservati nel tempo sono ormai quasi del tutto scomparsi anche dalla nostra verde Umbria, ma sono ancora presenti in questo lembo di dolci colline, dominate da un'antica torre medievale.

Inoltre, sempre nell'ambito della Tenuta é anche presente un piccolo laghetto, letteralmente immerso nel bosco, che offre rifugio ad innumerevoli specie di animali acquatici altrove quasi completamente scomparse e che rappresenta un ulteriore gioiello ambientale all'interno di un frammento di territorio che costituisce, nel suo articolato complesso, un mirabile esempio di corretta gestione di un patrimonio naturale di valore non solo regionale.

I rilievi collinari su substrati torbiditici.
umbria I rilievi collinari su substrati torbiditici
Questa Unità é limitata ad alcune aree collinari dell' Umbria Occidentale: i dintorni del Lago Trasimeno, le pendici del Monte Peglia, la "Selva di Meana"

Ambiente e geo-morfologia.Questa Unità é limitata ad alcune aree collinari dell' Umbria Occidentale: i dintorni del Lago Trasimeno, le pendici del Monte Peglia, la "Selva di Meana".

In questi territori affiorano rocce di tipo torbiditico, in particolare appartenenti alla Formazione del Macigno del Chianti e del Mugello, costituite prevalentemente da arenarie giallastre e grigie con livelli di marne ed argille siltose grigiastre.

Vegetazione.
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Le formazioni vegetali principali di tale Unità, rientranti nel Piano Bioclimatico Collinare, sono costituite da boschi di caducifoglie a dominanza di Cerro (Quercus cerris) che nell'area della Selva di Meana, nel comune di Allerona (TR), si estendono per diverse centinaia di ettari formando uno dei complessi forestali più estesi e meglio conservati dell'Umbria. Questi boschi, in massima parte governati a ceduo, conservano ancora alcuni lembi d'alto fusto di rilevante interesse ecologico, molti dei quali situati a ridosso dei confini regionali, in piena continuità geografica ed ambientale con le vaste foreste che rivestono la maggior parte del territorio dell'attigua Riserva Naturale Regionale di Monte Rufeno (Acquapendente, VT), nell'Alto Lazio.

Fauna.
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Grazie all'esistenza di tale vasta copertura forestale che travalica i confini amministrativi ed alla tutela ad essa accordata dalle due Regioni, numerose specie di animali selvatici riescono ancora a sopravvivere in queste aree. Oltre a innumerevoli invertebrati strettamente legati all'esistenza di ambienti forestali maturi, come varie specie di insetti saprofagi, questi boschi offrono cibo e rifugio a numerose specie di uccelli silvestri e a non pochi mammiferi, dai piccoli Insettivori e Roditori sino ai grandi ungulati come il Cinghiale (Sus scrofa) ed il Capriolo (Capreolus capreolus). Quest'ultimo in lenta fase di espansione naturale nel versante umbro della Selva di Meana con esemplari provenienti dalle ben tutelate popolazioni della Riserva Naturale di Monte Rufeno. La progettata istituzione di una vasta Area Protetta Interregionale, attualmente in corso di realizzazione grazie ad accordi tra le Amministrazioni delle due Regioni, proprio in quest'area, potrebbe ulteriormente favorire tali processi di diffusione spontanea di varie specie della fauna selvatica e permettere l'attuazione di migliori forme di gestione delle risorse naturali di queste zone contigue che presentano una piena continuità territoriale ed ecologica.


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