Escursione del Passo del Bracco tranquilla passeggiata nella vegetazione tipica della Liguria.

bracco portaIl passo del Bracco è un valico posto a 615 m s.l.m. sulla Strada Statale Aurelia (SS1) fra la Provincia di Genova e la Provincia della Spezia. È fin dall'epoca romana un passo importante perché collega le Cinque Terre e l'entroterra spezzino con il Tigullio.

Questa tratto della SS1 Aurelia non ha bisogno di molti commenti, e' difficile trovare motociclisti del nord-centro che non sanno cosa sia il Bracco.

Durata del cammino con passo lento, andata e ritorno, ore 2.
La passeggiata è una tranquilla escursione nella vegetazione tipica della Liguria: dalla macchia mediterranea al bosco di castagni e alla pineta. E’ una escursione facile.

Periodo consigliato: ogni stagione

Iniziamo il sentiero nei pressi della Baracca un piccolo locale in prossimità del passo del Bracco, dal bivio che conduce allo svincolo autostradale per Deiva Marina.

Si tratta di un pezzo dell’antica strada del Bracco  che collegava la Liguria all’Emilia e alla Toscana. Trattasi di strada romea ovvero di una via che conduceva a Roma i pellegrini.
passo del Bracco mapIl percorso più noto è quello che parte dalla salita San Lazzaro presso Casarza ligure e con salite si inerpicava fino al monte San Nicolao per poi discendere a Lucca e di lì sino a Roma.

Questa strada era molto frequentata nel medioevo e  a causa del numero di poveri che si assiepavano sul percorso per chiedere carità ai viandanti fu detta “Muntà di Povei” ovvero la salita dei poveri.

La strada favoriva  gli scambi fra i mercanti di Insula (l’attuale Sestri levante) e la Toscana e fra i mercanti toscani e Ianua (Genova).
Oltre ai pellegrini un gran numero di animali da soma (muli e asini) con lunghe carovane passavano nel percorso che andiamo a fare. Erano i vetturiali pagati dai mercanti di Parma e Piacenza o Lucca e Pisa che trasportavano le merci.
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Spesso la via era la zona più amata dai briganti tanto che la Repubblica di Genova dovette istituire un servizio di guardie.

Nel 1688 la strada del Bracco iniziò a cadere in disuso a causa della costruzione della strada costiera molto più veloce  e comoda anche per i “corrieri” che dovevano portare notizie e preziosi.
Resistette sino al 1800 un uso parziale e si dice che anche il Papa Pio VII sia passato per di qua.
Accanto al bar , raduno di motociclisti pazzi e non, sulla destra parte un attacco di tale via, si tratta di un pezzo di antica mulattiera di grande interesse e bellezza. Una piccola salita ci conduce in un fitto boschetto di cerri, il buio ci stupisce anche in pieno sole.
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All’uscita del bosco eccoci in una zona aperta e lo sguardo può spaziare sulla valle (a sinistra) di Velva di cui si scorge il santuario. Di nuovo entriamo nel bosco ora di castagni , qualche ginepro compare nelle zone più rocciose.

Giungiamo ad un bivio dove non c’è nessuna indicazione, ci teniamo a destra e ben presto il paesaggio cambia totalmente: iniziamo ad entrare nella zona soleggiata ed a picco sul mare. In …punta di mare.
La macchia mediterranea è qui rappresentata e i corbezzoli in autunno-inverno sono addobbati di frutti che in dialetto vengono detti “armotti”.
 
  
Timo ed elicriso la fanno da padroni.
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Arriviamo ad un passaggio di vero interesse una porta di pietra che pare richiamare a viaggi esotici ed invece è qui a portata di…piede.

Si vede il monte Nicolao, purtroppo selva di antenne per questo vi  consigliamo di non salirvi anche se dall’ospitale è un attimo.

Il sentiero ora scende ed entra nel bosco di castagni, la mulattiera antica è coperta di foglie secche che vi rallegrano il cammino consentendovi di tornare bambini e spostarle con il passo.

Tracce di cinghiali e tane di volpi sono di facile individuazione.
Passo_del_Bracco sentiero
Il falco non manca mai di fare capolino nel cielo con il suo volo maestoso.

Un quarto d’ora ed ecco siamo all’antico Ospitale di san Nicolao.

Esso era con grande probabilità una stazione stradale dei romani, in mezzo ad uno stupendo bosco di castagni.

L’ Hospitale era un luogo di riposo e rifugio per i viandanti in caso di intemperie. L’edificio è databile fra il 1100 e il 1200 d.c. Si dice vi sia la tomba di un monaco che qui visse.
Era il luogo di sosta dei pellegrini che scendevano ad attaccarsi alla via francigena, altre notizie le potrete visionare sull’interessante cartello esplicativo accanto ai ruderi.
Nel 1590 un incendio lo distrusse e divenne poi rifugio per briganti .
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