Parco Naturale Regionale di Piana Crixia.

Fungocrixia1Il Parco
Il Parco, spartiacque tra le colline delle Langhe e le valli create dal fiume Bormida e i suoi affluenti, si estende all'interno del territorio comunale di Piana Crixia, nome suggestivo derivante da un'antica mansio romana.

Il paesaggio si caratterizza per il contrasto tra le aree pianeggianti, da sempre sfruttate dall'uomo per scopi agricoli, e l'asprezza dei rilievi sovrastanti, nei quali l'erosione degli agenti atmosferici ha scavato imponenti calanchi in continua evoluzione.

Piana_Crixia_(Savona,_Italy).svgUn singolare masso di granito appoggiato su di una colonna formata da un agglomerato argilloso, detto "Fungo di pietra" alto 15 m. costituisce uno dei più caratteristici fenomeni geologici del territorio e dell'area ligure-piemontese.

In tutta la zona prosperano ancora una flora e una fauna ricchissima.

La popolazione locale ha ancora oggi conservato le antiche tradizioni, nel lavorare i prodotti della terra e del bosco, che vengono valorizzate da una particolare cucina unione tra quella piemontese e quella ligure.

Dolci colline coltivate e ripidi versanti di nuda roccia
Il paesaggio collinare di Piana Crixia, nella media valle della Bormida di Spigno, anticipa i caratteri che presentano le vicine Langhe piemontesi. Aree a modesto declivio, in gran parte coltivate, si affiancano a rilievi più aspri, dove l'erosione ha messo a nudo in molti punti il substrato argilloso, dando luogo a caratteristiche forme calanchive. Il contrasto tra il grigio dei calanchi e i colori dei campi e dei boschi circostanti crea un quadro suggestivo, unico nel suo genere in Liguria.

Una parte di tale territorio è compresa nel Parco regionale di Piana Crixia, che si estende per otto chilometri quadrati sul fianco sinistro della valletta del Rio della Madonna, al confine con il Piemonte. Del parco fa parte anche una piccola area isolata nei pressi della frazione Borgo, dove sorge il famoso "Fungo", spettacolare struttura rocciosa prodotta dall'erosione selettiva.

Il territorio di Piana Crixia fu abitato dall'uomo fin da tempi lontani. Vi passavano infatti importanti vie di comunicazione romane e medievali. Le colline, tuttavia, rimasero in gran parte selvagge e disabitate fino a quando non furono colonizzati tutti i terreni migliori del fondovalle.
  
All'interno dell'area protetta si sono sviluppati soltanto piccoli nuclei agricoli, soprattutto a partire dal XVIII secolo, ma i contadini hanno sempre avuto vita dura a causa delle aree calanchive incombenti.

I Calanchi e lo sviluppo della vegetazione
I calanchi sono forme di erosione tipiche di versanti costituiti da rocce sedimentarie argillose o marnose, impermeabili e nello stesso tempo poco consistenti.

L'acqua piovana vi scorre tutta in superficie, producendo sulla roccia tenera un'azione erosiva molto accentuata. Si formano così solchi che tendono via via ad allungarsi e a ramificarsi, generando una rete di vallecole dai fianchi nudi, separate tra loro da crestine sottili in rapida evoluzione.

L'intensa azione del ruscellamento impedisce nei calanchi la formazione di humus e rende molto difficile la crescita di vegetazione. Alcune specie pioniere, piccole piante erbacee particolarmente frugali, riescono a volte ad attecchire sui nudi pendii argillosi, ma spesso per sradicarle è sufficiente un acquazzone più violento del solito.

Osservando i calanchi di Piana Crixia si possono individuare le diverse fasi di sviluppo della copertura vegetale: dove le piante pioniere riescono a resistere si accumulano piccole quantità di humus e cominciano ad attecchire i primi arbusti; in seguito al loro sviluppo si forma uno strato di terreno e alla fine si ha la crescita di alberi con la conseguente formazione di un bosco.

Si tratta comunque di un processo lentissimo, che nelle aree calanchive viene spesso interrotto da improvvise frane e deve ricominciare ogni volta da capo.

Meandri incassati e vallette sospese
Oltre che dai calanchi il paesaggio del Parco di Piana Crixia è caratterizzato da una serie di piccoli corsi d'acqua dall'andamento irregolare, con meandri incassati e vallette sospese. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che il reticolo idrografico è stato in parte ereditato da una situazione precedente agli ultimi eventi geologici e in parte è stato condizionato da fratture recenti.

I meandri incassati sono anse che si susseguono più o meno regolarmente in un corso d'acqua che percorre una valle stretta.

A Piana Crixia si possono osservare nei tratti mediani del Rio Micheletto e del Rio Rolando.

Le numerose vallette sospese si sono invece formate a causa della notevole differenza di attività erosiva tra i corsi d'acqua principali e quelli minori, accentuata dalla scarsa consistenza del substrato argilloso.

Fungo di Piana Crixia
Un fungo alto quindici metri
Nei pressi della frazione Borgo, sulla sponda di un meandro della Bormida di Spigno, si innalza il famoso "Fungo" di Piana Crixia, una forma di erosione del tutto eccezionale per la Liguria e le zone circostanti.
Forme analoghe si incontrano in alcune località alpine, dove l'erosione ha modellato antichi depositi morenici o fluvioglaciali, creando pittoresche piramidi di terra.

 
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