Il Varazzino & Il Savonese: dicono che sin da Pavia si pensa al mare, sin da Alessandria si sente il mare

Il mare, che ha fatto della Liguria quella che è, che ha fatto dei liguri quelli che sono.

Quel mare cosi luminoso sotto il cielo limpidissimo dell'inverno, così abbagliante sotto il sole dell'estate. E dietro al mare le colline coperte di olivi e lecci, i monti verdi di pini e di faggi, le vette bianche di neve o grigie di rocce che chiudono l'orizzonte dei traghetti e delle grandi navi da crociera.... Perché il mare più bello è quello che ha colline, rocce, boschi e montagne alle sue spalle.

Ha una terra che gli rotola incontro, colorata dalle tinte vivaci e luminose delle case dei borghi e delle città della costa. Tutto questo lo troverete qui, in questo tratto di Liguria che va dai Piani di Invrea fino a Capo di Vado: un mare blu che riflette il verde dei boschi e della macchia mediterranea, lunghe spiagge calde, città e paesi dove i piaceri degli ozi estivi non fanno dimenticare le mille tracce della storia e dell'arte degli uomini.

Varazze

Le navi nella storia

Un porto turistico bianco di scafi sullo sfondo di montagne di rocce e pini marittimi: osservando Varazze dall'Aurelia si capisce perché i Romani la chiamasse ro ad Navalìa. Il nome Varagine, che aveva già nel 967 d.C., ha lo stesso significato: boschi ricchi di ottima legna per costruire scafi, una spiaggia adatta al varo delle navi, insomma, il legame tra Varazze e il mare è uno dei più solidi e antichi dell'intera Liguria. E i cantieri navali, i Baglietto soprattutto, hanno dato lustro a questa bella città fino a tutto il XX secolo. Quando ci si è accorti che il mare serve anche per fare il bagno, per ritemprare il corpo e lo spirito sotto il sole dopo un anno di cieli invernali, o per passeggiare sul fiorito lungomare di palme. Insomma, per le vacanze.

Così oggi le spiagge di Varagìne danno il benvenuto ai turisti che arrivano nella Riviera delle Palme per scoprire e godere il fascino del Mediterraneo. Non solo le spiagge, per la verità. Il primo benvenuto lo danno i varazzini stessi, i pescatori, gli albergatori, i contadini delle colline: una popolazione che accoglie ogni anno con amicizia tutti coloro che dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Germania, da tutta Europa qui giungono per trascorrere in serenità e divertimento le loro meritate vacanze, negli eleganti alberghi a quattro stelle come nelle pensioni familiari: perché la Riviera delle Palme è bella e ospitale tutto l'anno.

La storia di Varazze si legge anche nei bastioni medievali che la cingevano, ancora intatti nel loro versante settentrionale e che inglobano i resti della primitiva chiesa romanica di Sant'Ambrogio, testimone della presenza a Varazze della chiesa milanese nei secoli altomedievali; la nuova Sant'Ambrogio è invece cinquecentesca, ma il suo bel campanin russu è ciò che rimane di una vecchia chiesa lombarda romanico-gotica. Da non perdere anche la chiesa dei Santi Nazario e Gelso col sagrato a risseu (cioè decorato con ciottoli di fiume policromi che compongono bei disegni geometrici e marinari) e San Domenico, che conserva come un trofeo, conficcata nella facciata, la palla di cannone che nel 1746 gli fu sparata contro da una nave francese.

Feste e tradizioni
I santi e i pesci in "I una città di mare hanno più di un legame fra loro. Come San Donato, la " cui festa di agosto è dedicata a tutti i pescatori; i quali dicono la loro anche alla Sagra della melanzana ripiena e del pesce, sempre in agosto, nella località San Donato (appunto). Prima, il 30 di aprile, con una processione e un corteo storico si celebra una delle più antiche feste liguri, dedicata a Santa Caterina da Siena che passò di qui alla fine del 1300 e liberò la città dalla peste.

Un frate che sapeva raccontare
Il varazzino più famoso della storia nacque intorno al 1230, e fu battezzato col nome di Jacopo. Frate domenicano, divenne vescovo di Genova nel 1292, guadagnadosi buona fama coi suoi tentativi di alleviare le condizioni dei poveri cittadini, di riformare il clero, di pacificare le fazioni cittadine (erano i tempi dei Guelfi e dei Ghibellini). Ma siccome sapeva scrivere bene, la storia si ricorda di lui soprattutto per il Chronicon Januense, dove narra le vicende storiche di Genova dalle origini al 1295 e per la Legenda Aurea, che fu uno dei best-seller del Medioevo.

Vi si narra, in latino naturalmente, la vita di Gesù, della Vergine e di 149 Santi, e le vicende biografiche storiche dei protagonisti si mescolano a leggende fantastiche e ingenue, raccontate allo scopo di istruire i fedeli e metterli in guardia sui pericoli della dannazione infernale. Fu un successo strepitoso: la leggenda ebbe traduzioni in tutti i volgari dell'epoca, rimase per secoli una miniera di aneddoti e notizie sfruttate da predicatori e pittori, ed è ancora oggi uno dei libri più stampati della storia.

Cavalcare le onde
Per fare surf da onda non occorre andare sulle coste paclfiche della California ed aspettare i mercoledì da leoni. Venite a Varazze, e troverete onde e fondali per galoppare sulle creste in ogni stagione. Varazze è considerata tra le migliori tre onde del Mediterraneo. Il fondale roccioso a fianco del torrente Teiro offre onde lunghe, frangenti, onde corte e veloci... Per gli appassionati che scendono verso questo mare da mezz'Europa, Varazze ha sviluppato un'altra delle sue innumerevoli qualità turistiche.

Piani di Invrea
Una lunga passeggiata pianeggiante, dapprima asfaltata poi sterrata, che dal centro di Varazze segue il mare verso levante sino alla foce del torrente Arrestra, limite orientale della provincia di Savona. Le poche gallerie che a tratti rinfrescano il percorso ci ricordano che qui, sul Lungomare Europa di Varazze, passava la vecchia ferrovia, fra ciuffi di ginestre cariche dei loro bellissimi fiori gialli, boscaglie scure di lecci, veri signori della macchia mediterranea, il terrazzo sul mare che ospita il castello della famiglia Invrea, e l'occhieggiare discreto di qualche elegante villa moderna nascosta tra il verde dei Piani di Invrea.

La passeggiata invita a fermarsi ogni tanto per bagnarsi nel fresco tonificante del mare e per crogiolarsi al sole nelle spiaggette minime e solitàrie, dove non c'è posto per gli ombrelloni e dove gli arzigogoli degli scogli invitano all'intimità.
L'Aurelia divaga nascosta e tortuosa, la si scorge a stento, alta su questo tratto di costa veramente rocciosa del Varazzino, il più selvaggio, il più silenzioso.

Costruire navi è bene, ma poi bisogna imbarcarsi e navigare.
Ben lo sapeva Lanzarotto Malocello, varazzino del XIV secolo che navigando oltre le Colonne d'Ercole partecipò, forse nel 1312, alla scoperta (anzi, alla riscoperta, perché i Romani già le conoscevano) delle isole Canarie. Una delle quali, Lanzarote, si chiama cosi in suo onore.

Fra alberghi e campeggi
La tradizione turistica di Varazze è più che centenaria, e questa località offre ai turisti il meglio della Riviera delle Palme in termini di ricettività alberghiera e strutture balneari e sportive, in tutto ciò favorita da condizioni climatiche eccellenti in ogni stagione dell'anno, con temperature medie che vanno dai 9 gradi di gennaio ai 25 di agosto, mentre il mare raggiunge nei mesi estivi la temperatura di 26/27 gradi.

Può sembrare incredibile che in questa piccola città veramente "a misura d'uomo", priva del caos un po' alienante dei grandi centri urbani, ci siano più di cento alberghi, di tutte le categorie, dagli eleganti quattro stelle alle pensioni familiari. A cui vanno aggiunte tutte le altre strutture ricettive, dai parchi per le vacanze, ai campeggi per tende e caravan, agli agriturismi ai residences, alle camere in affitto.

Non si rischia di dover dormire "on thè road", a Varazze! Le strutture ricettive sono molte perché molti sono coloro che amano trascorrere qui le loro "ferie": negli ultimi anni del millennio appena terminato Varazze ha offerto ospitalità ad almeno 600.000 turisti italiani e stranieri ogni anno! Molti dei quali sono dei fedelissimi, che tutte le estati tornano nella "loro" Riviera. I primi a trascorrere le loro vacanze da queste parti furono, nel Settecento, i nobili genovesi cui seguirono i piemontesi: vale la pena sapere che uno dei primi ospiti "foresti" della spiaggia di Varazze fu il principe Tommaso di Savoia, e che il primo stabilimento balneare della città venne aperto nel 1887 e fu intitolato alla Regina Margherita. Allora chi poteva permettersi il lusso di una vacanza al mare non aveva certo problemi di esodi e controesodi, e il soggiorno marino durava almeno un mese.

Tutti al mare, tutti al mare...
L'offerta di strutture per la balneazione non è meno ricca di quella alberghiera: sono più di quaranta gli stabilimenti balneari che attrezzano le spiagge varazzine, dalle scogliere dei Piani di Invrea al lungomare del centro città. Per chi non ama le lunghe ore di ozio sotto l'ombrellone non c'è che l'imbarazzo della scelta: praticamente tutti gli sport acquatici sono praticabili nel mare di Varazze: dalla canoa allo sci nautico (c'è un'apposita scuola).

Della più recente passione, il surf, si è già detto, ma ottimi sono ancho i centri sub con le loro scuole; i circoli di pesca sportiva, por non dire del Varazze Club Nautico, che vanta ormai più di 80 anni di attività, o della scuola di vela della Lega Navale Italiana. Il porto turistico, a ponente, tra i Cantieri Navali Baglietto e la Punta Aspera, ha una capienza di oltre 300 posti barca.

Mens suna in corpore sano
Chi intende la vacanza come un'occasione per rinvigorire il proprio lisico ha pane per i suoi denti. Fuori dal mare, sulla terraferma, si può frequentare il centro di equitazione e imparare il salto a ostacoli; affittare una mountain bike e salire le strade e i sentieri che si arrampicano sulle colline dell'entroterra; camminare lungo la nuova passeggiata che collega Varazze a Celle a ridosso delle scogliere che sovrastano il porto turistico, o sul Lungomare Europa a levante che si snoda per 5
chilometri tino a Cogoleto.

O ancora dedicarsi all'atletica, al tennis, alla pallavolo e alla pallamano, alle arti marziali, alle bocce, al minigolf o al pattinaggio nel moderno Palazzetto dello Sport sito proprio nel centro città. I più, come dire... narcisi, troveranno nelle palestre gli attrezzi necessari per la cura del loro corpo. Infine chi ama "volare oh oh!" può scoprire la Liguria a volo d'uccello, frequentando la scuola di parapendio o sfarfallando tra Portofino e Montecarlo a bordo di aerei da turismo partendo dall'aeroporto di Villanova d'Albenga.

Varazze by night
Se Varazze è giustamente conosciuta per il suo splendido mare e la sua lunga spiaggia è altrettanto conosciuta per essere la città del divertimento notturno.

I suoi dancing ancora oggi sono il punto di riferimento di tutti coloro che amano il ballo, dal liscio al latino americano, dal rock al merengue.

Durante l'estate vengono organizzati spettacoli con le migliori orchestre e cantanti internazionali che richiamano appassionati da tutta la Liguria.

Viva le donne, viva le belle donne...
Sempre; ma l'8 marzo di più. In primavera a Varazze si organizzano spettacoli, mostre, sfilate di moda, eventi culturali, manifestazioni sportive, tutti dedicati alle donne. E siccome a dame e donzelle è d'uopo dedicare serenate d'amore, ecco il Festival Internazionale del Mandolino, che a dicembre richiama maestri e appassionati da ogni dove.

Il Deserto di Varazze

Uno legge Deserto e pensa a paesaggi aridi e desolati, il sole che batte implacabile. No no, siete fuori strada! Questo deserto, il Deserto di Varazze, è tale solo perché poco abitato. La valle dell'Arrestra si raggiunge salendo da Varazze verso Casanova, e ancora più su lungo i tornanti che arrancano sul versante a mare del Beigua. È un luogo di una bellezza selvaggia, cupo di lecci e di allori, un trionfo della macchia mediterranea, dove è bello vagare a piedi o a cavallo, immergersi nei suoni silenziosi della natura.

Anche in macchina, va boi io, per i più pigri... L'eremo del Deserto trasuda spiritualità e offre ai visitatori i suoi prodotti naturali e un interessante percorso botanico. Ma non si può tornare sulla costa senza aver vagato per le stradine carrozzabili e pedonali dei boschi delle Faie e di Alpicella, senza aver goduto del panorama della Madonna della Guardia, senza aver raggiunto l'antica chiesa altomedievale al Parasio San Donato, col castrum, senza aver percorso i sentieri archeologici e il ponte saraceno.

Il Monte Beigua: le montagne rocciose della Liguria

Si chiama Beigua il monte che protegge da nord il mare di Varazze: è una montagna certo non altissima, nemmeno 1300 metri, ma maestosa di rocce e boschi come una cima alpina. Foreste di faggi e roveri, verdissime d'estate e coperte di neve d'inverno, coprono le valli a nord dello spartiacque padano, su fino ai crinali aridi dove la tramontana terge l'aria offrendo alla vista del fortunato viandante Genova stretta e lunghissima, le Alpi e la Corsica, mentre con lo scirocco sale una nebbia in grado di suscitare tutte le possibile emozioni cantate da Lucio Battisti.

L'intreccio di foreste, valli, prati, paesi e cascine che circondano il Beigua è protetto da un parco naturale regionale, che vuole tutelare una natura di tanto valore anche perché così vicina alla costa più abitata. Scorci quasi di montagne rocciose a cinque chilometri dal mare e a meno di un'ora d'auto da Genova.

Camminando in questi boschi, osservando l'immenso panorama che si offre a chi percorre l'Alta Via dei Monti Liguri, guidando piano lungo queste strade, nuotando nelle acque freschissime e limpide di questi torrenti è facile rendersi conto della ricchezza che possiede Savona, la provincia italiana con la maggiore copertura forestale (quasi il 60% della sua superficie). Un patrimonio di natura e di salute da difendere e conservare a tutti i costi.

Artisti di altre ere
L'aspetto selvaggio del vasto massiccio del Beigua, fitto di foreste, aiuta a ritrovare quella comunione spirituale con la natura che la vita di città porta a dimenticare ma che è intima ed essenziale alla vita umana. Nulla di strano dunque che questa sia stata una delle tre montagne "sacre" dei Liguri preistorici. Nei secoli prima dell'era cristiana i pastori transumanti hanno inciso le rocce, hanno disegnato figure umane stilizzate, simboli geometrici, forse mappe topografiche, con tratto elegante e ricchezza di simboli.

È il versante meridionale del monte, intorno al borgo di Alpicella, la zona più ricca di questi antichissimi capolavori d'arte. A fianco e insieme alla Preistoria, però, ci sono anche le croci cristiane incise dai pastori altomedievali. Quale sarà stato il vero significato di quei segni, ormai non si può sapere. Ma si può pensare che in ogni epoca storica gli uomini che si trovano da soli nella natura avvertano più intensamente i sentimenti che li legano ai loro simili e a Dio; questi segni probabilmente sono parole verso la terra e preghiere verso il cielo.

Lassù nei verdi pascoli
Chi volga lo sguardo verso nord dalla cima del Beigua vedrà una serie ondulata di colli e valli: fra i boschi e i prati, le macchie rosse e bianche dei paesi, spicca Sassello, fregiato con la Bandiera Arancione, simbolo del premio di qualità per il turismo dell'entroterra istituito dal Touring Club Italiano. Raggiungibile da Varazze e da Albisola, forse di origine preromana, fu distrutto dai Saraceni nel medioevo, poi i Doria lo vendettero a Genova.

Domina un altopiano fresco e ventilato in estate, ricco di funghi, cacciagione o castagne in autunno. Nel medioevo si lavorava il ferro dell'isola d'Elba, che giungeva qui trasportato per nave e a dorso di mulo. Di quelle epoche restano le case del borgo vecchio, diviso tra la Bastia Soprana del XII secolo e la Bastia Sottana creata dai Doria nel '400, e la processione del Venerdì Santo, quando i muri delle case sono coperti di frasche e le strade di quadri composti da fiori e foglie di acacia

Non ci sono solo i funghi e i frutti dei vasti boschi appenninici a soddisfare le turistiche acquoline di chi sceglie Sassello per la villeggiatura: qui ci si può (anzi, ci si deve!) ingolosire di amaretti. Piccoli, rotondi, granulosi, bruniti ! gioielli dei forni locali; incartati uno a uno perché non perdano fragranza, sono chiamati "amaretti". Beh, è vero, non ci sono solo qui: la produzione di amaretti e di canestrelli è vanto di numerosi paesi |dell'Appannino Ligure, ed ognuno sostiene la superiorità dei propri. Però quelli di Sassello sono molto famosi per morbidezza e delicatezza di gusto.

Un fiume per nuotare
Per raggiungere la valle del torrente Orba, si può salire sia da Albisola, lungo la statale del Giovo, Sassello e la provinciale per Palo e Urbe, sia da Varazze verso la cima del Beigua e poi giù fra i boschi di Pra Riundo e Piampaludo, affiancando il laghetto morenico di Laione, forse unico in Liguria.

Non c'è niente di meglio per spezzare una lunga vacanza di mare che un giorno tra le acque di questo torrente quasi alpino, amato dai liguri della costa per la sua limpidezza, il fresco delle sue rive boscose, i laghetti dei suoi affluenti dove è bello tuffarsi e sguazzare nei caldi giorni di agosto. L'Orba risale le frazioni del vasto comune di Urbe, che conserva nel nome il ricordo della presenza romana.

La marca aleramica
II torrente Erro scorre verso il Piemonte a ovest di Sassello, oltre i limiti occidentali del Parco del Beigua. Sono terre di boschi e campagne, i cui abitanti per secoli hanno tratto da vivere dallo sfruttamento del legname, ottimo per costruire le navi della Repubblica di Genova nei cantieri di Varazze e della costa savonese. Pontinvrea fu feudo dei marchesi Invrea: il seicentesco Palazzo Marchionale è ancora ben conservato. Nella longobarda Giusvalla e a Mioglia, quasi al confine col Piemonte, sono invece pochi i resti di quei castelli che videro lotte e battaglie fra Genova e i marchesi Aleramici del Monferrato per il possesso di questi boschi pregiati.
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