Un viaggio alla scoperta della natura e tradizioni dell'entroterra genovese: La Val Petronio.

Gli antichi chiamavano Alpe Adra quel lembo di Liguria impervia che fu possedimento dei Longobardi, poi di Carlo Magno e quindi dei monaci di San Colombano di Bobbio, inviati a convertire e a civilizzare. Oggi è comunemente conosciuta come una porzione del più grande Parco Regionale delle Cinque Terre ed è denominata "Area Protetta di Punta Manara e Punta Moneglia" comprendendo in questa definizione la parte montana interna e lo sbocco sul mare tra Sestri Levante e Deiva Marina.

La vallata prende il nome dal torrente Petronio, di antica denominazione romana, 17 km di percorso e 65 km² di bacino. Questa parte di Tigullio è una delle più aspre della Liguria: dalla costa all'interno fino a colle Velva a est e fino ai quasi mille metri di passo del Bocco più verso nord, è un insieme di rilievi che hanno una dignità di "monti" e la mantengono anche quando lambiscono il mare.

Velva
Ad un'uniformità così costante corrisponde al contrario una varietà di paesaggi dovuta al mutare della vegetazione in coincidenza con le diverse altitudini e l'esposizione ai venti marini. La macchia costiera è rigogliosa di mirto, erica, ginestre, corbezzoli e di chiazze di lecci inframmezzate con pini marittimi e qualche gruppo di sugheri.

I panorami interni sono più tipicamente continentali con castagni e con boschi misti di conifere e latifoglie. Nei pressi dei piccoli borghi che puntellano le valli del Petronio e del Gromolo, in terrazze costruite dall'uomo note come "fasce", le terre sono coltivate a ulivi e vite.

La val Petronio racchiude quattro comuni: Sestri Levante e Moneglia sulla parte mare e Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese sulla parte monti.

Nel comprensorio di Casarza Ligure rientra uno dei siti più degni di attenzione nell'ambito della Val Petronio: il lago preistorico di Bargone di epoca glaciale, una "zona umida" vecchia di oltre diecimila anni, i cui sedimenti sono un prezioso contenitore di informazioni per gli studiosi dell'evoluzione della vegetazione.

Oltre ai borghi costieri e montani il bacino del Petronio si presta anche alle escursioni a piedi: sono 90 i chilometri di sentieri percorribili di cui 50 nell'area del Parco, in zona protetta; alcuni di questi sentieri ricalcano antichi "conci", i tracciati medievali che al loro volta erano stati percorsi romani. Queste strade d'altri tempi sono individuabili facendo attenzione ai cartelli che indicano i luoghi documentati storicamente.

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