Le grotte di Toirano sono un complesso di cavità carsiche di rilevanza turistica, note per la varietà di forme di stalattiti e stalagmiti.

Le grotte di Toirano, in provincia di Savona, sono un complesso di cavità carsiche di rilevanza turistica, particolarmente note per la varietà di forme di stalattiti e stalagmiti, per la loro estensione, per la perizia con cui le guide illustrano il percorso turistico lungo oltre un chilometro, per il ritrovamento di tracce dell'homo sapiens di oltre 12.000 anni fa e resti di ursus spelaeus di circa 25.000 anni di età. Il complesso delle grotte di Toirano è gestito direttamente dal Comune.

Risalendo la Val Varatella, poco oltre Toirano, si incontrano i contrafforti di un massiccio calcareo di dolomiti grigie, solcato da una serie di valloni, in cui si aprono oltre 150 caverne naturali, tutt’oggi oggetto di ricerca da parte di studiosi internazionali.

Il complesso delle grotte di Toirano, aperto al pubblico nel 1953, dopo le opportune opere di sistemazione, è gestito direttamente dal Comune e costituisce oggi una delle maggiori attrattive che l'entroterra della Riviera Ligure di Ponente offre al turismo italiano, con un numero di visitatori superiore alle 110.000 unità all'anno.

Adiacente al complesso delle grotte di Toirano, si trova la grotta del Colombo, estremamente interessante per le tracce lasciate dagli uomini preistorici che la abitavano.

Come arrivare.

In Treno:

Discesa, da qualsiasi città si provenga, alla stazione di Loano. Da qui, con mezzi pubblici, imboccare la S.S. 1 Aurelia fino a Borghetto e proseguire sulla strada provinciale per Toirano.

In Autobus:

C
on i mezzi pubblici di linea partenze da Pietra Ligure, Loano e Borghetto S.S.

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Il territorio toiranese e dell'intera val Varatella è ricco di circa trecento cavità naturali. Alcune di esse, come la grotta del Colombo (non aperta al pubblico), contengono testimonianze del Paleolitico inferiore e medio e hanno conservato tracce di presenze umane (Uomo di Neandertal) e animali (Ursus spelaeus).

Altri reperti sono stati rinvenuti in una delle due grotte intitolate a Santa Lucia, occupata a partire dal periodo Musteriano, e in molte altre cavità, frequentate fino alla romanità.

Tra le cavità più famose in abito nazionale ed internazionale vi è sicuramente la grotta della Bàsura o della Strega, la prima a cui si accede durante la visita guidata. Scoperta nel 1950 da alcuni ragazzi di Toirano, è ricca di importanti e pregiate testimonianze dell'uomo primitivo di epoca epigravettiana.

In alcune sale e corridoi sono stati rinvenuti un cimitero di orsi delle caverne e segni carboniosi sulle pareti provocati delle torce usate dagli uomini-cacciatori.
Targa che ricorda la scoperta della grotta della Bàsura

Diverse impronte di mani e ginocchia impresse nell'argilla sono visibili lungo il percorso, ma la parte più interessante è la cosiddetta Sala dei Misteri (non aperta al pubblico per motivi di preservazione), che è anche la parte terminale della grotta.

Qui si trovano sette impronte di piedi, ricoperte da un velo calcareo, tra cui quella di un fanciullo. Sulla parete di fondo si notano conficcate pallottole di argilla scagliate probabilmente contro gli autori delle impronte, a scopo iniziatico per i giovani cacciatori.

Qualcosa di simile sopravviveva ancora tra i Lapponi del XVII secolo che usavano gettare palle di fango contro una pelle d'orso come rituale magico. Un'altra ipotesi vuole che i riti fossero legati alla sopravvivenza, come possibile "esultanza" per essere rimasti incolumi dall'esplorazione della grotta; ma una risposta chiara e definitiva, probabilmente, non si saprà mai.

La grotta è importante anche per la presenza, in un laghetto al suo interno, di un minuscolo crostaceo preistorico sopravvissuto all'estinzione: il Niphargus, simile ad un gambero e quasi trasparente, che raggiunge una lunghezza massima di 7 mm. La grotta è collegata, tramite un tunnel artificiale, con la vicina grotta di Santa Lucia Inferiore. L'itinerario, lungo poco più di 800 metri, è perfettamente attrezzato per ospitare presenze turistiche e registra annualmente una media di poco meno di 100.000 visitatori.
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