Parco degli aironi cinerini, il coraggioso recupero ambientale di una vasta area precedentemente adibita a discarica.


Parlare di ecologia e di recupero ambientale è diventato un po' lo sport nazionale ma passare dalle idee ai fatti è cosa più difficile: eppure, per quanto è dato da vedere, realizzabile. Lo ha dimostrato il Comune di Gerenzano che, dopo anni di impegno, ha raggiunto un ambizioso obiettivo e, infatti, adesso questo piccolo comune della Lombardia ha un parco invidiabile.

La storia del Parco degli Aironi cinerini ha una precisa data di inizio: 1994. In quell'anno, cambiata l'amministrazione, la nuova Giunta decise di interrompere l'utilizzo, da parte dell'Azienda Municipalizzata di Milano (Amsa), dell'area del proprio comune adibita a discarica a partire dal 1963. Si aprì un contenzioso giudiziario che, dopo molti anni, si concluse con la vittoria del Comune proprietario del suolo.

Il progetto si articolava su un'area di 45 ettari di superficie che configurano l'attuale parco piantumato, mentre altri 45 ettari sono quelli che, in futuro, si aggiungeranno per crearne uno ancora più grande che sarà, per tutti, un esempio tangibile di recupero ambientale.

La discarica, dopo aspre e continue sollecitazioni e dimostrazioni pubbliche da parte dei cittadini gerenzanesi, fu chiusa con provvedimento del tribunale e l'area venne messa in sicurezza.

Da allora è stato un susseguirsi di grandi lavori e l'Amsa di Milano ha dovuto provvedere, a sue spese, a realizzare lavori di bonifica prima e recupero ambientale poi, per circa 60 miliardi di lire. "Il progetto di questo parco - dice il Vicesindaco di Gerenzano Pierangela Vanzulli - era già stato fatto dall'architetto Ingegnoli ma, poiché erano trascorsi diversi anni, aveva bisogno di alcuni ritocchi, adattandolo alla morfologia del territorio che negli anni si era modificata."

I lavori, molto complessi a causa delle bonifiche che si dovevano fare, si sono succeduti alacremente e alla fine è stata risanata completamente la prima area di 45.000 metri quadrati nella quale c'è un laghetto dove, oggi, nuotano varie specie di pesci e si fermano, per nidificare, i volatili.

Anche questo laghetto, nei programmi futuri dell'attuale Giunta, potrebbe diventare un luogo per la pesca sportiva ma, per ora, è prematuro parlarne anche perché, nella prossima primavera, ci saranno le elezioni comunali e quindi alcune decisioni potrebbero essere cambiate.

Piste ciclabili, percorsi vita, sentieri percorribili tra molte specie di alberi pregiati, sono la realtà di oggi che, considerata l'attualità urbanistica del territorio, densamente abitato, rappresenta un polmone verde di tutto rispetto. Il parco confina con i Comuni di Rescaldina, Cislago, Saronno e Turate e, nei sogni dell'amministrazione comunale, c'è un altro progetto, quello di ampliarlo e farlo diventare, insieme ai territori dei comuni confinanti, un parco sovracomunale.
 
Nella parte di parco già usufruibile, sono stati creati dei recinti molto ampi dove daini e caprioli hanno trovato un ambiente ideale. Si è dovuto provvedere alla recinzione per la sicurezza dei visitatori, perché questi bellissimi animali, possono anche causare danni alle persone.

Altre specie di animali presenti sul territorio varesino e quindi indigene, hanno deciso, autonomamente, di "trasferirsi" e hanno scelto il parco come oasi di tranquillità. Con un po' di fortuna si possono vedere volpi, conigli selvatici, lepri, poiane e, ovviamente, molte delle specie di volatili presenti nel territorio lombardo. Nel laghetto sono ospitati germani reali e anatre e, recentemente, è arrivato anche un cormorano che ha deciso di stabilirsi a Gerenzano.
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Le guardie ecologiche, lavorano in sinergia con la Pro Loco, e si fanno promotori di visite guidate per far conoscere alle persone e alle scolaresche le varie specie di animali presenti e insegnare il rispetto per la natura. La manifestazione "Gocce di rugiada nel bosco" organizzata dalle guardie, è stata un primo esempio di come si possono e si devono avvicinare i bambini alla natura.

Sotto forma di gioco i piccoli sono stati guidati per il parco, insegnando loro a riconoscere flora e fauna. Altre manifestazioni simili sono in progetto anche per il futuro. Il percorso delle piste si snoda su una superficie di 5 chilometri e, all'interno del parco, sono stati realizzati campi da tennis completi di spogliatoi, campi da bocce, postazioni per il bird-watching, un piccolo bar come servizio di ristoro e, cosa importante, un comodo parcheggio che può ospitare fino a 150 autovetture, al limite del parco.

All'interno dell'area verde, sono state realizzate anche strutture per il picnic. La curiosità del nome "Parco degli Aironi cinerini" nasce da un aneddoto capitato proprio al Vicesindaco. Percorrendo il parco per monitorare i lavori e gli interventi da fare, in un prato assolato, Pierangela Vanzulli si è trovata davanti un bellissimo esemplare di airone cinerino. Ne ha parlato con il Sindaco, proponendo questa "visione" come nome per il parco che stava per essere realizzato. Detto fatto. L'airone cinerino è diventato il simbolo di questa impresa ecologica.

Ben 13.500 piante sono state messe a dimora tenendo conto del tipo di territorio e delle sue caratteristiche e nella restante parte, vale a dire gli altri 45.000 metri quadrati, saranno in futuro messi a dimora altri alberi e realizzati altri percorsi. Il territorio, a causa della discarica, si è alzato e oggi si presenta come una bassa collina che in futuro sarà verdeggiante e piacevole a vedersi. Gerenzano è un piccolo paese ma con un territorio circostante molto vasto che comprende una superficie di quasi 10 chilometri quadrati e l'area su cui sorge il parco si estende per oltre 385.000 metri quadrati.

Il parco deve la sua morfologia alle attività di cava che ne hanno preceduto l'attuale utilizzo. Agli inizi della prossima primavera, il Parco degli Aironi sarà ufficialmente aperto al pubblico con una grande festa ma già sin da ora, è visitabile e percorribile, secondo gli orari stabiliti dal Comune di Gerenzano.


 
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