Quello proposto da questa guida è appunto un viaggio attraverso le tante realtà del "continente" Puglia, regione che vive, ancora oggi, tra elementi arcaici ricchi di suggestione, tradizioni, creatività e apertura verso l'esterno. Apertura che viene dal passato ed è alla base della cultura popolare pugliese: per secoli, infatti, questa terra fu la porta verso l'Oriente.
Ai tempi dei Romani, a Brundisium, finiva la Via Appia e si partiva per la Grecia; dal porto di Brindisi, nel Medioevo, si salpava per le Crociate. In queste terre sono passati Greci, Longobardi, Bizantini, Normanni, Arabi, Svevi, Francesi e Spagnoli. Ognuno ha imposto il proprio potere. Ma ha anche lasciato operte d'arte, riti, stili architettonici e di vita, abitudini gastronomiche. Gli itinerari che proponiamo toccano il Romanico e il Barocco, l'enigmatica geometria di Castel del Monte e i misteriosi menhir del Salente.
E poi c'è la natura. Che non è solo un patrimonio da salvare e rispettare ma anche una riproposta in chiave moderna di antiche strade: come la nuova Ciclovia dei Borboni che collega Bari a Napoli, o le Vie dell'Acquedotto che che permettono agli amanti di bici e trekking di sfruttare i vecchi sentieri nel verde che costeggiano l'Acquedotto Pugliese. Con questa guida invitiamo i lettori a "non stancarsi mai di scoprire" la Puglia.
Nella chiesa di Mar di Tricase, nel Lee sentono rumori misteriosi. Gli scettici sostengono che sia il vento. Qualcuno giura invece che siano urla strazianti che si ripetono da secoli. Sarebbero quelle di Satana, murato vivo nella chiesa dai contadini, dopo che questi aveva stretto un patto scellerato con il Principe Vecchio: un despota che governava con crudeltà il territorio.
Quella di Tricase è solo una delle tante leggende che che rendono ancora più affascinanti e spesso misteriose, le bellezze della Puglia. Bellezze che in Capitanata e Terra di Bari hanno come denominatore comune l'architettura e l'arte Romanica, in Salente, invece, il Barocco. Itinerari ideali, quelli storico-artistici, per un turista che, viaggiando, voglia capire a fondo un territorio, il suo passato e il suo presente.
La parte più settentrionale della regione deve il suo sviluppo soprattutto a Federico II, lo Stupor mundi secondo il quale «se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui».
Alcuni degli esempi più interessanti di architettura romanica sono presenti nella zona di Foggia; tra questi, la Cattedrale di Santa Maria Assunta a Bovino, annoverato tra i borghi più belli d'Italia, e il Castello di Lucerà: fu proprio Federico U a farlo costruire sulla sommità piana del colle, per rinchiudervi negli anni Venti del 1200, i ribelli Saraceni di fede musulmana, deportati dalla Sicilia.
Affascinante anche la Chiesa di San Leonardo a Siponto, che durante il solstizio d'estate convoglia il raggio di sole più alto dell'anno in maniera spettacolare: nella spessa volta perforata della chiesa, il 21 giugno il sole proietta undici raggi dal piccolo rosone formando sul pavimento altrettanti petali di luce.

Satana, che compare continuamente nelle leggende di origine medioevale, torna, questa volta sul Gargano: se si imbocca la direzione per Monte Sant'Angelo, si incontrano due autentici capolavori, come l'Abbazia di Pulsano e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Ma soprattutto la grotta dedicata allo "steiminatore celeste" di diavoli, l'Arcangelo San Michele. Lo spettacolo è unico nel suo genere: una caverna dall'irregolare volta rocciosa che nell'arco dei secoli ha accolto milioni di pellegrini devoti al culto del Santo.
Da Trani, si lascia la Litoranea e, addentrandosi nell'entroterra, si raggiunge Andria, nei cui pressi c'è un'altra meraviglia, uno dei simboli architettonici e storici della Puglia: Castel del Monte.

L'ottagono perfetto, rigoroso, su cui è articolata la pianta, è una forma geometrica fortemente simbolica: è intermedia tra il quadrato, simbolo della Terra, e il cerchio, che rappresenta l'infinità del cielo. Segnerebbe quindi il passaggio dell'uno all'altro, dal finito all'infinito, n mistero è anche nella sua destinazione: non fu né maniero difensivo, né residenza di caccia. Un luogo di osservazione in armonia con il cosmo?
Un tempio laico dedicato all'uomo? L'intera costruzione è certamente intrisa di forti simboli astrologici, e la sua posizione è stata studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione. A mezzogiorno dell'equinozio di autunno, ad esempio, le ombre delle mura raggiungono perfettamente la lunghezza del cortile interno, ed esattamente un mese dopo, coprono anche l'intera lunghezza delle stanze.





